mercoledì 3 giugno 2009

Il calcio è strano

Kaka va al Real Madrid. La cosa è fatta, nonostante le elezioni. Il programma probabilmente finisce qui. Come forse la carriera di Berlusconi. I suoi giocattoli, pian piano, stanno tutti per essere riposti nella cesta dei giochi. Kaka andrà al Real, proprio quando Gourcuff ha scelto Bordeaux, Pirlo sembra destinato a seguire Ancelotti al Chelsea, Seedorf è messo in secondo piano, Ambrosini va per i 34 anni, Becks torna in America per essere in Italia solo a gennaio 2010. Il rimedio è far tornare da Roma Brocchi e magari schierare proprio Leonardo a centrocampo. Arrivano sì tanti soldi, ma quanti sono i giocatori sul mercato? Della portata di Kaka? Perdiamo tutti un Kaka, il campionato e lo spettacolo, noi dietro quelle TV. E non è un fatto di soldi come vogliono farlo intendere. E' un fatto appunto di spettacolo, di divertimento, di progetti seri, di pubblico, di tifo. Abbiamo perso. In Italia, abbiamo clamorosamente fallito.


Sempre a Milano l'altro caso interessante riguarda Ibra. Qui le cose sono differenti: o Moratti scuce 20 milioni di euro lordi all'anno per il giocatore o questi va via. Anche qui: non è una questione economica. Ibra vuole vincere e sa bene che quello che gli è stato recapitato alla Pinetina è tutto falso. Tutto finto, carta e cartone che rimarrà forse solo nelle statistiche della Cazzetta-Rosa, non nelle menti e nelle memorie  di chi tifa e guarda le partite. Vuole la Champions e sa benissimo che Guido Rossi non ha alcuna possibilità di sedersi sul trono d'Europa per assegnarlo a tavolino ai nerazzurri. Ha visto come tutti il Barca e se ne è innamorato. Qui il discorso è molto semplice.

Perdiamo pure Lavezzi. Anche qui il discorso è semplice. Purtroppo anche quest'anno le cose sono andate come logica comanda. La storia e le "piazze" non impongono i risultati: è la corsa e la voglia dei giocatori, la loro qualità a imporre il risultato. Così Genoa deve rinunciare alla Champions, eppure bastava non incappare in qualche stupido pareggio per finire sopra la Viola. Così il Napoli che cantava sogni di scudetto a dicembre, per poco non sfiora la parte più critica della classifica bassa. La Juve appesa al mediocre Ranieri rischia il terzo posto, anche se qualcuno aveva fatto credere di poter arrivare alla Champions o al tricolore. Compreso me, anche se ho sempre ribadito "il sogno" e non il progetto.

La Juve potrebbe perdere Trezeguet. Ma anche qui il discorso è ancora diverso. La storia, dopo 9 anni, è destinata a finire per tre ragioni:
  1. Amauri, nonostante le lusinghe di Leonardo, garantisce ottime annate e un gioco diverso da quello di David, più spettacolare e più fisico, più manovra e numero di gol simili;
  2. Iaquinta garantisce il cuore e la corsa e la foga che fu di Ravanelli nella prima era Lippi;
  3. perchè David non può accettare e non è giocatore tale da poterlo mettere in panca e farlo entrare sul finale: o gioca o lo vendi.
Il terzo punto sembra chiaro ai dirigenti bianconeri: in presenza di un cambio di modulo, David finirebbe spesso in panca. Allora, all'età di 31 anni è forse giunto il momento di pensare alla sua partenza. Programmazione e segni evidenti di una Juve che cambia, che deve cambiare.

La Nazionale arriva qui, Pisa. Il Pisa, come detto già in precedenza, si è affidato alla storia e alla piazza: risultato, Lega Pro. E anzicchè consolarsi con la gioia di vedere le maglie azzurre nel proprio stadio... scatta la guerra, mediatica e non solo per sfortuna. Avevo pensato di prendere il biglietto, adesso credo di non guardare nemmeno la partita. Lippi e la Nazionale meritano rispetto, questo atteggiamento mi mette troppa tristezza. Ho esami cui pensare.

Eh sì, il calcio è proprio strano. Ripenso agli anni '90 e li rimpiango. Mi divertivo di più, quando c'era più radio e meno moviola, meno scoop fasulli e più interviste. Il calcio di oggi è strano, e brutto.

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