domenica 12 luglio 2009

Nedved: scelta giusta, ma...

La scelta di Nedved di non giocare più in Italia è giustissima. E graditissima ai tifosi veri come me altri 15 milioni circa di italiani. Giusto così. Inutile rovinare anni gloriosi con un passaggio giustificabile soltanto dal vile denaro. Inutile andare ad indossare stracci di cartone quando i trofei vinti in bianconero sono lì, luccicanti e veri.


Ma le frasi di Pavel Nedved, se da un lato mi inorgogliscono di averlo così follemente amato, dall'altro mi rattristano. Al giorno d'oggi la riconoscenza è un concetto difficile. Anche illogico se volete. E spiego la situazione.

Corretta la frase "non posso vedermi con un'altra maglia!". Sbagliata la frase "in quel gruppo non mi riconosco". Sbagliata perchè proprio quel gruppo ti ha permesso di continuare a giocare, quando magari con Moggi in cabina di regia la sua carriera sarebbe finita almeno due anni prima. Lucianone avrebbe immediatamente sondato il terreno per l'erede e in realtà già il nome circolava a Torino: Robbie Van Persie. Sbagliata perchè comunque in Serie B e poi in A Nedved non ha giocato gratis. E nelle grandi difficoltà economiche della Juve, lo sforzo è stato comunque importante. Grazie anche alla sua generosità di ridursi l'ingaggio. Sbagliato perchè la Juve ha puntato forte su di lui, garantendogli al costo di bruciare un talento come Palladino, il posto da titolare, sempre e comunque. Anche quando non aveva voglia di giocare o pensava solo al mercoledì. E in questo blog mi pare di aver tenuto un atteggiamento sempre coerente. Perciò ecco la mia sparata.

Ah Pavel, e fai il buono, su. Non rompere le palle proprio adesso, quando nessuno alla Juve ha bisogno di rotture mediatiche o rotture di palle belle e buone. E fai il bravo. Sei amato alla follia, per due anni di fila hai detto di voler smettere e la Juve per questo non ha praticamente fatto mercato nel tuo ruolo. Ha bruciato quasi Palladino e Giovinco per darti spazio. Hai detto a febbraio di voler smettere e la Juve ha cambiato strategia: sforzo economico per Diego, cambio di modulo. Non si può tornare indietro perchè la Juve necessitava di una forte scossa. E c'è stata e continua ad esserci. Non si poteva tornare indietro. Niente garanzie, nemmeno per Capitan Del Piero, e pochi sanno quanto mi costa dire questo. Niente garanzie, solo una proposta più che corretta: contratto a gettone, così come vuole e impone la logica. O ci stai o anche tu devi essere coerente in un mondo che continuo a non capire. O smetti o vai all'estero. E se resti le porte della Juve sono sempre aperte come detto da Cobolli. Dovresti toglierti il cappello e andare di corsa da Ciro Ferrara, se è vero che ti ha mandato un sms con una proposta concreta di collaborazione.

E facciamo i bravi. E che cazzo, io proprio sti ragazzi non li capisco. Maledetto il giorno in cui i contratti sono diventati con tanti zero.

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