mercoledì 30 settembre 2009

Ferrara, gli altri, e la vigilia.

Leonardo polemico "vuole dare un calcio alla crisi". In realtà il calcio, e bello forte, lo dovrebbe dare a chi l'ha messo lì, convinto di fare i propri porci comodi, ai danni di una persona molto umile e intelligente. La persona umile e intelligente è ovviamente Leonardo e lo dimostra la critica che polemizza molto col brasiliano, ma non va mai pesante. Questo atteggiamento protettivo è giustificato da scelte societarie senza nè capo nè coda. Mercato sbagliato per il quarto anno consecutivo, spogliatoio inesistente da due, staff deficitario. Per il bene del calcio italiano, per un migliore confronto, da Juventino, spero che qualcuno avanzi un'offerta seria e che quel coso là lasci tutto. Proprio per il bene dei tifosi, presi per il culo senza alcun ritegno.


Mentre Mourigno se la prende con Balotelli. E' pazzesco, sarebbe perfetto come Presidente del Consiglio, sa sempre contro chi prendersela e non ci mette mai la faccia. E dire che di soldi ne guadagna, proprio tanti per coprire ampiamente il ruolo che dovrebbe competergli. Cioè gestire bene un gruppo, insegnare un pò di calcio e trattare con stampa e tifosi. Non fa nulla di tutto ciò, semplicemente va lì e attacca ora Zaccheroni per non so quale passato, prima ancora contro un vecchietto Ranieri, poi se la prende con gli arbitri, dunque con la Federazione rea di condizionare negativamente gli orari dei nerazzurri, poi ancora con Del Neri e infine non ha il coraggio di rispondere alle verità illustrate da Zeman, che sarà pure scomodo, ma quando affonda generalmente fa male.

E poi c'è Ferrara, che da cuore partenopeo e mentalità del sud si lancia in una grande affermazione d'amore nei confronti di Van Gaal. Sarà tutto vero? Certo che no. Però fa sempre piacere sentire parole di stima nei confronti di un avversario. Ci sarebbe di che parlare, ma Ferrara è nato difensore e stoppa ogni polemica. Non scioglie, e ci mancherebbe pure, il dubbio Diego. Elogia il gioco di Amauri tentando di alleggerire la sua posizione ormai divenuta pesante. Non accenna mai a Del Piero, quasi a disegnare la sorpresona. Non se l'è presa con Melo semplicemente perchè non può farlo davanti le telecamere: l'avrà sicuramente catechizzato in allenamento, dentro lo spogliatoio, ma nulla è fuoriuscito da lì. Sarà pure inesperto - gridano quelli cui rode il sedere - ma ci sa fare. A corrente alternata il gioco, strepitosa la fame e la forza in campo della Juve, fisica e mentale, ancora troppe disattenzioni e meccanismi da imparare e memorizzare. Però ci siamo quasi, insomma si intravede un progetto serio o semiserio. Più la seconda. Più la seconda e per eliminare il "semi" servono come il pane i rientri di Sissoko, Del Piero e Diego. Senza questi la Juve perde ulteriore qualità. Forse la qualità decisiva. Staremo a vedere. Intanto i tifosi possono dirsi tranquilli.

Già perchè a differenza di tutte le altre formazioni, la Juve è l'unica che può mangiarsi le mani. Le proprie mani. Cioè a dire: è l'unica ad aver perso punti più per demeriti propri che per aver subito gioco o la forza degli avversari. Facile vincere contro il Bologna eppure i bianconeri sono riusciti a perdere due punti. Quasi vinto a Genova tranne che per pochi centimetri non visti dal guardalinee o sfiorati da Iaquinta e Amauri.

Ma stasera niente scuse. Purtroppo pesa come un macigno la stanchezza e il logorio di uomini come Melo, Marchisio e soprattutto Camoranesi. Sempre impiegati, spremuti al punto tale che mi viene la paura a pensare a novanta minuti di battaglia pura. Ce la faranno i nostri a reggere la corsa? Tutto è aggrappato al recupero di Diego e Del Piero, con superIaquinta in campo, magari a fianco di Trezeguet. Rientrerà Grosso e speriamo che Buffon...

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