venerdì 9 ottobre 2009

Poi dici che uno si butta a sinistra

Cannavaro è dopato! Poi dici che uno si butta a destra...


Per colpa di una busta ora anche Cannavaro entra di diritto nella schiera dei dopati. Come probabilmente lo sono quelli che credono di aver fatto lo scoop. Esce la notizia: l'Antidoping da Fabio Cannavaro. La Juve rischia. E così il bambino inizia ad avere dubbi su Cannavaro. E ancora di più sulla Juve. Ma vai - gridano gli altri - magari riusciamo a far tornare la Juve in B per frode sportiva. Vuoi vedere che riapriamo dopo dieci anni la lotta al doping punendo la Juve. Poi però la Cazzetta-Rosa e tutti i giornali sbugiardano quel gran giornalista che ha lanciato la notizia.

E' solo un falso. Un falso allarme. Anzi, non è proprio allarme. Perchè è una notizia vecchia. Di almeno 5 settimane. Alla vigilia della partita contro la Roma escono pezzi vari su Diego e la forza della Juve. Perfino la Cazzetta-Rosa ha le prove del mancato fatto. Tutti infatti riportano con ironia che Fabio Cannavaro se l'è vista brutta a Vinovo, lottando contro l'ape che poi ha vinto la battaglia. Puntura ape 1 - Fabio Cannavaro 0. E' il titolo di 7 quotidiani nazionali.

A termini di regolamento la Juve ha inviato quasi tutto alla Procura. E la Procura aveva risposto con una A.R. chiedendo il certificato. Solo che questa busta è andata perduta. Ma è solo una formalità. Un difetto burocratico che costerà alla Juve una multa. Tutto finisce qui.

Se fosse successo a Berlusconi, questi avrebbe detto "certo, perchè le poste sono di sinistra, lo sanno tutti!". Che paese strano, il nostro. Tentiamo la lotta alla Mafia quando è proprio chi lotta che è colluso pesantemente con la Mafia. Tentiamo la lotta col doping e anzicchè andare a cercare i veri maledetti-dopati li creiamo noi, dal nulla. Che strano paese!

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giovedì 8 ottobre 2009

Una cazzata è per sempre!

Capello lo impiegava talvolta come seconda punta, spesso come laterale di centrocampo avanzato. Ha segnato un pò di gol, ha giocato interessanti partite. Tutto questo con la maglia bianconera, dopo che pippando cocaina era stato destinato al macello mediatico, e forse non solo. Depresso e consumato, la Juve lo riabilitò alla causa sportiva facendolo tornare calciatore e in parte anche uomo. Il primo obiettivo è stato ampiamente raggiunto, sul secondo i dubbi permangono. Anzi, sono del tutto scomparsi dopo la recentissima dichiarazione del rumeno.


Qualcuno gli ha saggiamente detto che per uscire da una situazione molto grave, ma giusta, è sufficiente tirare in ballo la Juve. In qualsiasi modo.

Riepiloghiamo i fatti. Mutu va al Chelsea e fa flop. Un flop rumoroso perchè a Parma era reduce da un campionato stupefacente. Stupefacente è proprio la parola che lo accompagnerà pure a Londra. Mutu infatti comincia a farsi di cocaina. Frase brutale, ma è la verità. Posso pure correggere il tiro dicendo "che Mutu a Londra comincia a buttarsi via", ma la sostanza non cambia. E mi scuso per il termine sostanza che torna a evocare il fattaccio. Il Chelsea - che butta soldi sì, ma scemo non è, e infatti Mourinho è stato mandato via - lo licenzia per giusta causa. Ti ritrovi uno che pippa in squadra, che non ti rende quello che dovrebbe, che tu paghi e lui consuma, ma non in campo, cosa vuoi che faccia il Presidente? Lo caccia e ora pretende i danni perchè nel frattempo Mutu si è ripreso e la causa è finalmente giunta a conclusione. O quasi.

Il quasi è comprensibile se si pensa ad una richiesta esagerata. Sulla richiesta esagerata nulla ha da dire nulla. E' evidente che Abramovich dovrebbe chiedere quanto da lui versato nelle casse di Mutu, più una piccola somma per far capire a tutti che queste cose non si dovrebbero fare. In questo modo si fa pari e patta e tutto continua. Il Chelsea nelle mani di Ancelotti vola, Mutu è tornato in bianconero a fare il calciatore e ora è protagonista con la Viola.

Poche questioni di mezzo: Mutu deve pagare, come pagherebbe qualsiasi altro individuo che però non guadagna e non ha guadagnato tanto come lui. E non è una vendetta per i guadagni percepiti da questo signore - in minuscolo, please! - ma solamente il giusto risarcimento per quanto sborsato da Abramovich. La palla ai legali un par-di-balle! Verrà ridotta la cifra, ma Mutu deve pagare.

Così entra in scena la Juve. Ai tempi, Moggi prese Mutu perchè libero. Licenziato, così come qualsiasi altro lavoratore. Certo non a quelle cifre guadagnate, ma come qualsiasi altro lavoratore. E Moggi non doveva nulla al Chelsea o a Mutu. Anzi, Mutu doveva a Moggi e alla Juve per il fatto di essere stato riportato in vita. Alzi la mano chi lo aveva riconosciuto all'arrivo a Torino: bruttino, gonfio, un pò perso. Giocò pochi minuti nella partita finale al primo anno di Capello. Poi una bella stagione dopo allenamenti spacca-gambe per riprendere fiato e vita professionale.

Ed entra ancora in scena la Juve. Ora che Mutu sta affogando là dove probabilmente meriterebbe di affogare non per aver tirato in ballo la Juve, ma cercare di sfuggire alla multa. Ora qui c'è da chiarire proprio questo: è giusta la multa? Non la cifra, ma la multa intendo. Se sì, prego i Signori tifosi bianconeri a raccogliere firme per ritirare la maglia numero 30 indossata da Mutu ai tempi di Capello. E prego pure i legali di Mutu a cercare di ridurre la cifra e far capire al signore Adrian Mutu di pagare. Se no, consigliatemi un buon pusher che appena finita l'università mi drogo e mi butto tra le braccia di un Presidente di Calcio. Qualcuno che mi offra un posto ci sarà, non sono poi mica male come trequartista!

Grazie, ho finito!

P.S.
Qualcuno mi suggerisce una possibile accoglienza di Mutu allo Stadio Comunale di Torino? Qualcuno potrebbe anche giustificare l'eventuale assenza di fischi (non razzisti, ma di semplice e puro disgusto) contro Mutu?

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Torna Sissoko, il progetto ha inizio

Il titolo è veritiero. Quanto mai veritiero. Perchè le scelte estive sono state ponderate e logiche. Cominciamo dal reparto più critico e cioè il centrocampo. Tutti in mente hanno quattro nomi, ovvi. Sono precisamente Camoranesi, Marchisio, Felipe Melo e Sissoko, in perfetto ordine inverso ai desideri dei tifosi e ai bisogni di Ferrara. Questi quattro si giocano a turno tre posti. Gli altri due centrocampisti sono Poulsen e Tiago, rimasti a Torino con storie e motivazioni differenti. Poulsen non voleva lasciare contratto, città e squadra - ci mancherebbe pure - e la Juve ha deciso di tenerlo per l'eventualità di qualche infortunio. Ma nessuno si sarebbe aspettato Marchisio e Sissoko inutilizzabili, così come Tiago cui Ferrara ha voluto dare una terza possibilità.


Proprio l'inizio di stagione è la conferma della bontà del progetto di Ferrara. Con cambi a disposizione la squadra ha comunque giocato discretamente bene, avendo fiato a sufficienza per rispondere colpo su colpo, mandare in gol gli attaccanti e consentire a Buffon di essere protagonista. Forse un pò troppo, ma i risultati arrivavano quasi facilmente. E si disse di soldi ben spesi per Diego e Melo. Poi tra fatica e infortuni (per entrambi, ma molti tendono a dimenticare) quei 50 milioni non hanno più fruttato a dovere, benchè Melo è stato autore di ottime prove sporcate da due palloni persi e decisivi. Ma sono critiche futili e faziose.

Col rientro di Sissoko e Cannavaro, con Del Piero ancora in stand-by, la Juve può tornare a volare, come da parole di Buffon. Tornare a volare con la fisicità e la grinta e un pò di rabbia per gli stop adesso troppi e troppo deludenti.

Con Sissoko in campo è probabile una Juve che lavori a metà: 5 uomini a protezione di Buffon (3 difensori più i due mediani di rottura, mentre il terzino di turno è libero di andare avanti) e 5 uomini in avanti (i trequartisti tra cui verrà inserito probabilmente il lavoro laterale di Iaquinta, più il terzino che sale). L'equilibrio lo dovrà dare Ferrara. Sarà una Juve che oserà, ben sapendo che soltanto rischiando questa squadra potrà fare il salto di qualità. E superare diversi ostacoli.

E' necessario il lavoro ed è per questo che a Vinovo si suda già, e pure tanto. La fortuna di Ferrara è avere anche adesso un gruppo solido e importante, guarda caso i giocatori su cui è necessaria un pò più di attenzione, come per esempio Melo e Sissoko, Diego e Amauri.

Intanto si profilano diversi scenari per il futuro. Societari con l'ingresso di Lippi che si occuperà dell'area tecnica. Tecnici con uno scambio interessante, per nulla impossibile: Molinaro a Roma e Motta a Torino. Uno scambio da benedire semmai avverrà. E c'è pure in piedi l'ipotesi Zuniga, uno che vorrei proprio rivedere tornare a giocare ai livelli della passata stagione, A DESTRA e non a sinistra come lo impiegava Donadoni. Soprattutto, libero di andare e tornare come vuole lui. Scenari, appunto.

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mercoledì 7 ottobre 2009

La Juve cambia e Donadoni se ne va

Da una parte c'è qualcuno che urla "Non capisce di calcio e mi manda via!". Dall'altra probabilmente c'è uno che implicitamente sussurra "Di calcio giocato ha capito poco, ma è stato un utilissimo Presidente". Due diverse storie, due diverse conclusioni.


Una è naturale e logica: Cobolli Gigli viene cortesemente salutato e messo alla porta. E la porta non verrà sbattuta, perchè negli anni più bui della storia bianconero è lui il protagonista numero uno di una risalita che ha del miracoloso. Errori comprensibili, non perdonabili da una tifoseria che ha avuto tutto in 110 anni di storia. Tutto e di più. E proprio per questi 110 anni non è andata letteralmente a fondo, anzi, si ritrova sempre e costantemente in alto. Più alto di chiunque altro, sempre e comunque. Perchè è la Juve.

Ma Cobolli Gigli significa appunto Serie B, un ricorso al Tar mai pervenuto, anzi mai pensato forse. Significa queste due cose e per tali questioni viene messo alla porta. Il ragionamento non fa una grinza. Poi resta la gratitudine per aver sopportato questi tre anni particolarmente complessi. E avallato un progetto molto serio, a dispetto di come la critica lo disegna. O vorrebbe che fosse. Un progetto che ha rimesso i conti in regola, che ha portato e porterà uno stadio di proprietà (prima società italiana!), e che ha permesso a Ferrara di guidare un gruppo che può solo crescere. Ma è tempo di cambiare. Non tutto. Non subito.

Il fatto che Blanc vada a ricoprire tutti e tre i pieni poteri di una società è un qualcosa che può dare fastidio. O suscitare scalpore. O interesse. Però non c'è dubbio che fra i tre maledetti da certa gente che di juventino ha poco, è quello di più esperto. E' un francese e ha gestito conti e situazioni al meglio. Per dirla francamente: le cose che ha combinato Blanc non le avevano combinate nemmeno Moggi e Giraudo. E mi riferisco alle vagonate di milioni che una Juve-dalla-B continua a percepire. Mi riferisco al marketing-mondiale, come il recentissimo accordo (pochi giorni fa) con la Nike che porterà addirittura un nuovo uomo nel CdA bianconero (forse!). Oltre che milioni di euro, appunto. Mi riferisco ad un mercato in ogni caso coerente con le scelte dell'allenatore. Se poi proprio l'allenatore fu una scelta infelice, beh ciò può essere in parte perdonato. Affiancato adesso da uomini di calcio veri, Blanc può continuare il proprio lavoro. Ha l'appoggio di Elkan e lo stesso rampollo di casa Agnelli dà l'impressione di voler stare più vicino alla Juve. Servono a volte soltanto parole, soltanto gesti e immagini per scuotere una intera società. L'ha fatto in questi giorni ed è un bene. Per il resto e il futuro, staremo a vedere. Da parte mia c'è ottimismo perchè guardo i fatti. Al di là di uno scudetto che non poteva arrivare - perchè altrimenti a quel punto cadeva il castello della B e della retrocessione - e al di là di risultati sportivi che non potevano non essere i piazzamenti, comunque miracolosi se si guarda da dove è ripartita la Juve e come è ripartita (uomini al comando e rosa), questa nuova società se l'è cavata egregiamente.

Dall'altra parte fanno sorridere le parole di Donadoni, uno che è stato messo lì perchè evidentemente raccomandato e sfido chiunque a confutare questa tesi. Con un Livorno in B che però era già da A guadagna la massima serie in modo facile. Eppure poi non succede nulla. Nel senso che quando inizia il vero calcio questa persona si è defilata. Il fatto di essere umile e molto generoso, oltre che educato ed una gran bella persona non deve assolutamente confondere con meriti meramente tecnici. Insomma, alzi la mano chi considera Donadoni un allenatore. Zero carattere e la conferma assoluta la si ha avuta in Nazionale. Zero idee, se non quelle reminiscenze che gli derivano dall'essere stato allenato da Sacchi. Il problema è proprio questo. Al di là di Ancelotti, Sacchi non ha lanciato nessuno di realmente capace. Almeno non mi viene in mente nessun altro vincente. Senza contare il fatto che Donadoni è giunto alla Nazionale con tanto di giallo: chi ha fatto una simile scelta? Su quali valori? In base a quale ragionamento storico? La storia comunque continua. Allontanato in fretta dalla panchina azzurra De Laurentiis lo chiama per guidare il Napoli. Disastroso da marzo in poi, peggio ancora da fine agosto a inizio ottobre. Zero idee, zero progressi tattici. Dice che avrebbe voluto Cannavaro, dice gli sarebbe servito pure Maradona. Un pò la filosofia di Sacchi che arrivò al Milan, aprì l'album e zio Berlusconi gli comprò i migliori al mondo. A quel punto non serviva più allenare e correre, bastava gettare il pallone in campo, giocare anche senza portiere, e quella avrebbe vinto comunque. Dice tante cose Donadoni, pure che De Laurentiis non capisce nulla di calcio e per questo l'ha mandato via. Ora Mazzarri, paradossalmente, schiererà la stessa formazione. Solo insegnerà calcio a quelli che andranno in campo. Stesso modulo e consegne, forse l'unica variante sarà l'impiego di Zuniga a destra. Vedremo i risultati.

Di certo in Serie A c'è gente veramente meritevole, e però siamo in Italia e quindi magari Albertini può decidere chi dirigerà la Nazionale, o Moratti chi andrà in B o chi verrà penalizzato. Raramente si riconoscono meriti e tali meriti vengono premiati. Siamo in Italia, purtroppo!

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martedì 6 ottobre 2009

Svolta? Forse

Come previsto e prevedibile la sconfitta di Palermo è stata salutare. Chiaro, con tre punti a casa oggi saremmo primi da soli, ma con i soliti problemi tattici e fisici. Anche mentali. E sarà proprio su questo che Ferrara e la società tutta lavorerà in queste due settimane. Troppo scarichi i giocatori, troppo poco in forma i big.


E non solo il campo. Anche gli uffici. Cobolli Gigli va verso il non-rinnovo, nonostante a me, dal punto di vista mediatico non sia dispiaciuto. Al suo posto addirittura potrebbe finire Blanc. Come paravento per Elkan finalmente più vicino alla società. Anche Grande Stevens entrerà nel CdA e serve come il pane questo signore. Probabilmente ci sarà un ulteriore ingresso al posto di Montali, verso Napoli.

Ma la svolta principale sarà sul campo. Con 14 nazionali via, Ferrara avrà un gruppo comunque importante. Tipo Amauri, Sissoko, Diego, Del Piero e Trezeguet e pochi altri. La grande novità in realtà non è tale. Nel senso che con Sissoko a disposizione questa Juve può giocare in molti modi. Variando pure in qualche senso il 4-3-1-2 fin qui sempre impiegato. Facendo giocare Sissoko e Melo davanti ai due difensori e giocandosi il tutto per tutto con cinque uomini costantemente in attacco. Almeno, con i due esterni che poi rientrebbero sulla linea del centrocampo. Un pò quanto ho detto proprio ieri. Un pò la soluzione migliore per attaccare con maggiore forza e con più uomini di qualità.

Ci sarà pure da lavorare sulla testa dei giocatori. Il fatto di essere stati un pò troppo leggeri non sarà piaciuto alla società e una prima strigliata di Ferrara è andata in onda. Adesso spetta a Secco farsi sentire.

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lunedì 5 ottobre 2009

A voler pensare male

A voler pensare male - in pieno stile nerazzurro - c'è di che parlere: Fiorentina clamorosamente penalizzata contro la Lazio (sarebbe andata a 16 punti). La Samp recrimina contro il Parma (sarebbe andata a 18 punti). A pensare male - come disse quel grandissimo - spesso ci si azzecca!


P.S.
Non mi ricordo fischi razzisti contro un proprio beniamino. E' capitato sabato contro l'Udinese. Autori dei fischi razzisti i tifosi nerazzurri, contro il proprio Muntari uscito in lacrime. I moralizzatori avranno qualcosa da dire?

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Palermo-Juventus 2-0 Disastro totale

Semplicemente disastrosa. Niente alibi, è vero, ma molti problemi. E non solo dal punto di vista tattico, nè da quello tecnico. Per esempio ritrovarsi in una grande gara, importante per la classifica, dopo un tour incredibile tra Italia e Europa, con soli tre uomini su sei a centrocampo, peraltro tre uomini molto stanchi è semplicemente inconcepibile. E non credo si tratti solo di sfortuna. Rispetto allo scorso anno c'è solo la sensazione di uno staff medico più competente e prudente, ma così proprio non può andare.


Ferrara ha le sue colpe, i giocatori però devono metterci la faccia e umilmente chiedere scusa. Ma soprattutto ricominciare a lavorare seriamente. E iniziamo con Ferrara.

Ha voluto la rosa ampia eppure sembra aver stabilito alcune griglie. Niente di male, ma qualche volta bisogna guardare in faccia la realtà. Poco da fare sulla formazione scesa in campo al Barbera, troppo lunga e importante l'elenco degli indisponibili. Nessuno può rifiatare, però ci si può sempre inventare qualcosa. Rischiando.

Ad esempio Camoranesi era alla sesta partita consecutiva, lui che ha gran corsa solo dalla metà campo in su. Stesso discorso per Melo, intoccabile vero, ma pur sempre umano. E poi Poulsen non può giocare defilato. La sua posizione e il suo compito è quello di rompere gambe e palloni e allora va messo in mezzo. Ieri andava bene un 4-2-3-1, con chiusura centrale di Melo e Poulsen, inamovibili lì in mezzo, a copertura dei due centrali di difesa. Ci saremmo difeso in cinque, puntando sulle diagonali ora di Grosso ora di Zebina. Proprio questi due sembrano e sono le prime scelte di Ciro sulle fasce. Però De Ceglie non può essere così trascurato. Ed in effetti, pur in una partita ormai compromessa, il dinamismo del giovane aostano ha portato un pò più di vivacità alla manovra. Se non altro Grosso poteva attaccare con più senso. De Ceglie inoltre ha messo più palloni lui in venti minuti, che non Molinaro in tutta la scorsa stagione.

Preoccupante il ritardo di condizione di Diego. E con lui la scarsa forma di Chiellini e Legrottaglie. Con un Palermo senza riferimenti là davanti avrei puntato tranquillamente su Caceres. Avrei puntato sul piccoletto perchè in velocità poteva benissimo chiudere le avanzate di quelle bestie da corsa che sono Bresciano, Cavani e Miccoli. Inoltre, togli Diego e però devi mettere Giovinco. A 2-0 ormai acquisito tenti di tutto per riprendere il match.

Assordante il silenzio di Amauri. Avrei una domanda: ma questo qui segna in allenamento. Soprattutto credo non abbia capito le consegne di Ciro Ferrara, che ce l'ha principalmente con lui, ma che non si azzarderebbe mai pubblicamente di attaccarlo. Gioca lontanissimo dalla porta e poche volte gioca con Iaquinta. Lo stesso Vincenzone dovrebbe farsi un bagno di umiltà e ricordarsi di essere un gran bel giocatore, ma campione no. Tira da venti e poi venticinque metri come colui che proprio non sa che fare. Svogliato e a tratti indisponente. Lì davanti pesa come un macigno l'assenza di Capitan Del Piero. E sono sempre più curioso di vedere, in piena forma e in pieno regime, il terzetto formato da Del Piero Trezeguet e Diego.

Queste le critiche al Vecchio Ciro, che fin qui sta dimostrando di lavorare, ma di non rischiare come tempo fa faceva su quella stessa panchina il suo maestro Lippi. Quando per esempio faceva alzare dalla panca Zalayeta e schierava il tridente e puntualmente veniva ripagato col gol finale. O comunque con assalti che alzavano di molto il morale del gruppo e permettevano di recuperare partite impossibili.

Non è però un progetto impossibile quello di Ferrara. A tratti e a sprazzi la Juve ha dimostrato di poter fare un certo tipo di calcio, ma servono tutti i giocatori al top della forma. Quanto meno non serve stanchezza mentale. E nel calcio odierno, schierare la stessa formazione per la sesta volta di fila, con al più qualche variazione nel duo d'attacco, è cosa alquanto illusoria. Diciamo disastrosa. Che è poi l'aggettivo dal quale siamo partiti a inizio articolo.

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sabato 3 ottobre 2009

In vista del Barbera, come sta la Juve?

"Sono tornato!". E' l'urlo di Momo Sissoko, ormai praticamente recuperato. Difficilmente andrà a Palermo, meglio continuare a lavorare a Torino, per preparare il grande rientro contro la Fiorentina tra due settimane. Ed è l'unica nota positiva di una Juve a pezzi. E francamente esistono poche spiegazioni a ciò. Troppi infortuni, ma ognuno di diverso dall'altro. Tra microfratture, stiramenti, strappi, contusioni i bianconeri possono contare su pochi uomini. E molti di questi sono già stanchi avendo tirato la carretta. Ma si va avanti, aggrappandosi a quelli di maggior classe. Fra questi ritroviamo Amauri. Assente col Bayern, se non per pochi minuti, ancora soddisfacenti dal punto di vista tattico, il brasiliano ritrova la sua vecchia città. Chissà che questo non lo esalti. I complimenti restano, ma i gol non se ne vedono. E questo per un attaccante diventa un problema se le partite giocate sono 7. A fianco a lui uno che teoricamente avrebbe dovuto giocare solo in allenamento. E invece sta riconquistando a forza un posto d'onore fra chi veramente conta in questo calcio. A fianco ad Amauri è in pole Trezeguet. Troppo forte lo stimolo di metterlo di nuovo in campo. Magari cercando di farlo giocare più vicino la porta, magari sfruttando appunto il movimento di Amauri, gli inserimenti di Camoranesi e Diego.


Questi sono i presupposti per Palermo. Ancora fuori, inspiegabilmente, De Ceglie. Inpiegabile il comportamento di Ferrara, inappuntabile fin qui. Perchè tenere fuori uno dei più promettenti terzini italiani? Perchè non farlo giocare? Solitamente Lippi adottava questa tattica per spronare i giocatori meno in forma mentalmente per poi ritrovarseli autentici guerrieri in campo. Chissà. Al suo posto, o meglio, al proprio posto, Grosso. Dall'altra parte dovrebbe ripartire Zebina, con Ceceres che a questo punto potrebbe puntare a dar fiato a uno fra Chiellini e Legrottaglie fin qui sempre impiegati.

Assente Marchisio, tra l'affaticamento e la contusione. C'è spazio per Poulsen ed è un peccato che Brazzo sia ancora fuori. Diego favorito evidentemente su Giovinco. E' questa la formazione anti-Palermo, una formazione che non può fallire i tre punti. Tre pareggi consecutivi sono già troppi per questo inizio di stagione. Adesso serve la vittoria.

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venerdì 2 ottobre 2009

Il guerriero è di nuovo tra noi

Non è una buona notizia. Di più. Non è un'ottima notizia. E' piuttosto uno di quegli eventi che aspetteresti per anni, quando ti monta così tanta rabbia per non averlo e doverlo aspettare che poi, quando tutto è pronto, cresce in ogni dove entusiasmo contagioso, al punto da oscurare i due nuovissimi infortuni.


Il protagonista è forse l'uomo più importante della rosa bianconera, almeno dal punto di vista di copertura e dinamismo. E' uno dei più generosi e dei più amati. E' il guerriero su cui praticamente è stato costruito il centrocampo a tre, capace di affiancare qualunque uomo Ferrara scelga in mezzo e qualunque trequartista giochi dietro le punte. Viene dal lontano Mali, è stato acquisto per appena 11 milioni di euro dal Liverpool dove si mangiano le mani. Si chiama Momo Sissoko, indiscusso beniamino della curva e del popolo bianconero tutto. Si è messo per la prima volta dopo mesi le scarpette coi tacchetti alti. Si è alzato fino al ginocchio i calzettoni neri. Ha indossato la maglia d'allenamento. E' tornato. Il guerriero è finalmente con noi.

Il rientro di Sissoko - come ampiamente detto - assomiglia a un evento di portata religiosa. Ferrara, ma soprattutto i compagni sanno benissimo quanto conta avere Momo in campo. Ora che il modulo è cambiato e richiede tanta fatica. Richiede per esempio almeno due centrocampisti capaci di spezzare il gioco e rilanciare l'azione. Richiede per esempio almeno un uomo capace di coprire eventuali lacune del trequartista in fase di copertura. E chi meglio di Momo potrebbe farlo. Dandogli il tempo di recuperare condizione e ritmo partita, il centrocampo a tre sognato dai tifosi è quello composto da Marchisio, Melo e Sissoko. O in alternativa a uno dei tre l'ottimo Camoranesi. E poi metti chi vuoi in difesa o in attacco. Il cuore della squadra è a posto. C'è oltretutto, o ci sarebbe, tutto da dimostrare, più spazio per Melo in fase offensiva.

Il rientro di Sissoko riesce ad oscurare i due brutti nuovi infortuni. I nomi purtroppo sono i soliti: fuori Tiago per una ventina di giorni, fuori Del Piero per 40 giorni. Sei minuti appena per il Capitano costretto ora a rientrare nei pressi di Novembre, circa metà novembre. Salterà praticamente tutto, o quasi. E peccato pure per Tiago: proprio non c'è pace per il portoghese. E tale comportamento - cioè gli infortuni che si sommano e si ripresentano - potrebbero eventualmente far decidere la società di tornare sul mercato a gennaio, alla ricerca di un centrocampista ulteriore. Perchè va bene adesso andare in tilt, non a febbraio o marzo quando ogni uomo è decisivo e ogni match va giocato a mille. Soprattutto in Champions. Meglio ancora in campionato.

Ma come detto, l'entusiasmo per quell'uomo nero - alla faccia dei processi e delle multe - è alle stelle. Vai Momo!

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giovedì 1 ottobre 2009

Bayern-Juventus 0-0

In fase calante, soprattutto fisica, la Juventus si accontenta e gestisce - seppure tale frase appare stonante coi propositi - uno zero a zero che però così scialbo non è. Diciamo la verità: squadra stanca, centrocampo lento, gambe molto pesanti. La colpa non è certo di Ferrara, nè di quelli che comunque stanno meritando voti alti per impegno, grinta e interpretazione. La colpa stavolta non è di Ferrara se Tiago è infortunato e non accenna a rientrare (paradossale farsi male sul fischio finale), se Sissoko sta riprendendosi dopo due mesi, se Diego è sulla via del recupero dopo due settimane, se Del Piero non gioca ormai dal 12 agosto! Senza dimenticare uno come Cannavaro.


E però, mentre l'anno scorso ci si aggrappava agli infortuni giustificando prove opache, quest'anno tutti in coro ripetono dove si deve migliorare e soprattutto si fanno i conti con i giocatori disponibili. Bel passo avanti.

Il gioco del confronto è sempre dietro l'angolo in Italia, ma stavolta poco regge se fatto con Fiorentina, inter e Milan. Tralasciando i rossoneri perchè da sportivo non voglio infierire su una situazione drammatica, la Fiorentina soltanto ha dimostrato brillantezza. E quello che ha stupito un pò tutti è che tale brillantezza sia stata supportata da una mentalità vincente. Aggressiva, bella a vedersi, veloce, precisa, lucida, cinica. Il lavoro e il merito è tutto di Prendelli. E di una società su cui concordo: molti hanno rosicato. Moltissimi. Dalla C2 all'Europa due volte scippata dal Milan e dai verdetti di moratti. Realtà che con i nuovi acquisti, bistrattati dalla tifoseria, ha acquisito il giusto grado di esperienza per reggere l'urto in campionato e in Champions. E i fatti mi pare dimostrino tutto ciò.

Il pareggio contro il Barca e il pari della Juve di ieri sera non possono essere la stessa cosa. Ampiamente detto anche dalla Gazzetta - ed è quanto dire - i due pareggi non sono la stessa cosa per evidenti meriti e demeriti. Per la Juve vale quanto detto sopra: non ci aggrappiamo agli infortuni, ma c'è il senso di una squadra nettamente più forte con gli uomini giusti. Quelli che sono fuori, appunto. Peri nerazzurri vale invece una inferiorità mentale che è un pò la prerogativa di moratti e della sua gestione ventennale. Mentre una parte per vincere tutto, anche il campionato della parrocchia di Milano, l'altra prova a vincere dopo l'inferno della B e la gestione poco felice di Ranieri. Mentre una ha reagito molto bene agli assalti di un buonissimo Bayern proponendo ripartenze e un gioco molto ordinato, l'altra si è letteralmente affidata alle mani di qualche Santo e alla bontà dei blaugrana che non hanno affondato i colpi.

Così ci sta lo zero a zero maturato per imprecisione di un fenomeno come Mueller e Ribery (cui Buffon ha fatto immediatamente i complimenti - scene mai viste in cattività!) e di una difesa attentissima. Mi viene in mente la buona diagonale di Grosso su Olic: sembrava la stessa scena vista contro il Bologna, tranne per il fatto che Molinaro aveva gentilmente concesso il gol a Adailton. Come pesano i dettagli! Ferrara azzecca i cambi, come a dire che lui su quella panchina ci sta perchè se la merita. Poulsen ha frenato le ripartenze e garantito ancora maggiore copertura, Amauri ha permesso alcune risalite prima impossibili con Trezeguet (comunque pericoloso, sarei curioso di vederlo all'opera con due trequartisti alle sue spalle e due ali possenti). Ottimo Iaquinta il quale pare di peccare di un pò di egoismo: Ferrara dovrebbe immediatamente intervenire, ma è solo una mia sensazione. Ottimo il reparto difensivo: contro Robben, Klose e Ribery sono andati in affanno soltanto due volte, il resto è normale prestazione.

La cosa invece strana è la prestazione di Diego. Allora fisicamente sta riprendendosi, ma è come se fosse frenato. Non lascia mai la gamba e soprattutto sembra partite lento, non forzando mai lo scatto. E' ancora una mia impressione, insomma è sparito lo smalto visto contro la Roma. Speriamo che adesso si riprenda, c'è la sosta della Nazionale e ha tutto il tempo per riprendere brillantezza e fiato.

In definitiva un buon punto che porta la Juve ad un totale di due nel girone. Lassù ci sono Bayern e Bordeaux a 4. Mancano quattro match, la qualificazione è in pericolo. Nel pericolo solitamente la Juve si esalta. Quanto meno, voglio metterla su questi termini. Buon lavoro Ciro!

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