Gianluigi Buffon non sbaglia un'uscita, nemmeno quelle davanti le telecamere dove appare sempre pacato, lucido. Dice cose intelligenti. E' un uomo vero, di quelli che in giro ne trovi poco, non certo in questi ambienti dove tutto gira troppo facilmente e troppo in fretta. Così nella settimana che porta alla sfida più velenosa del calcio mondiale dare retta al portiere più forte del pianeta sembra cosa ragionevole.
sabato 28 novembre 2009
Buffon, il razzismo e il momento Juve
giovedì 26 novembre 2009
Bordeaux-Juventus 2-0 Bianconeri ubriachi
Il Bordeaux ubriaca la Juve. Non è ironia, è triste realtà. Ma la colpa non è dell'ambiente francese, né della bellissima città. La colpa è di Ciro Ferrara e soprattutto di alcuni giocatori. Il problema risiede nell'anno di B. Troppo facile? No, assolutamente no ed ecco spiegato il motivo.
Pubblicato da IoJuventino alle 10:00
2 commenti Etichette: Champions 2009/2010, Riflessioni

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mercoledì 25 novembre 2009
I giornali del giorno dopo
Molto molto molto triste, ma è la pura verità. Ecco cosa hanno detto i giornali il giorno dopo la Champions:
- As: "Una squadra con più nome che calcio, insipida, spenta, senza idee, deludente";
- El Pais: "una squadra piccola, avara";
- El Periodico: "Guardiola distrugge Mourinho";
- Marca: "Per così poca Inter non c'era bisogno di Messi o di Ibra".
Fiorentina e nulla più
Mentre la Fiorentina è in estasi per la qualificazione raggiunta e il temporaneo primato in classifica, quelli che si appiccicano addosso scudetti altrui rimediano l'ennesima sonora figura di merda. Strano il destina del Paese Italia calcistico. I viola continuano ad alimentare il proprio progetto che fu di rinascita, che fu di stabilizzazione, ma che ora assume contorni storici. Per la qualificazione, per la gestione di una società quasi impeccabile, per il progetto giovani, per la conduzione di una campagna di comportamento invidiabile. Tutto l'opposto per quanto concerne i nerazzurri.
martedì 24 novembre 2009
Decisioni più severe, prego
Ok, va bene la multa. Anzi no: non va bene! Perchè una multa da ventimila euro non significa nulla. Per esempio non ne vedono il peso quegli stessi tifosi che hanno lanciato quei cori: badiamo bene, pochissimi imbecilli in mezzo a migliaia di persone che si gustavano una partita (poi brutta, ma questa è un'altra storia). E allora: vogliamo davvero prendere decisioni più dure? Tali da punire realmente questi imbecilli?
Venghino signori venghino, ecco il pagliaccio Mou
Al Circo San Siro di Milano ecco in scena il pagliaccio Mou. Il grande portoghese che ha cambiato volto all'inter emette la sua personalissima sentenza. Con grande intelligenza spera di spostare l'ansia da prestazione verso lo spogliatoio blaugrana: "per noi non è decisiva". Ci mancherebbe: dopo il grande cammino in questi due anni, con un anno di astinenza dai 3 punti e dopo aver affrontate squadre semisconosciute assicurandosi le più belle figure di cacca, l'inter non rischia nulla. Dopo essere stata sodomizzata all'andata e messa in grande difficoltà da Sheva e dal timoniere, col Barca è una partita come le altre. In effetti per il Barca lo è: affronta una squadretta ed è in condizioni fisiche non ottimali devastata da infortuni e influenza. Il girone è ancora in bilico, come da 47 anni a questa parte per i nerazzurri. La sfida è aperta e se dovesse arrivare una sonora disfatta, per quanto guadagna e per gli obiettivi prefissati Mourigno dovrebbe restituire una buona parte dello stipendio e pensare a mandare in conferenza il proprio vice.
lunedì 23 novembre 2009
Su Zenga, Moratti, Mancini e Totti
Comincio dall'ultimo: ha dato l'addio alla Nazionale. Per anni se ne è fregato delle qualificazioni portando a giustificazione il fatto che stava male, che aveva male al pancino, il raffroddore, il naso rosso e il dentino malato. Ha dato l'addio e cerchi di essere coerente: fuori, ora e anche dopo. Grazie, basta così. Merita molta più attenzione Nesta che ha abbandonato per dedicarsi al Milan ed è rimasto coerente pur dimostrando amore nei confronti della maglia azzurra.
Juventus-Udinese 1-0 Di giustezza
E pensare che nella classifica bidoni qualcuno li ha pure votati. Palla a Poulsen che mette dentro un grandissimo filtrante per Caceres il quale di prima serve un assist preziosissimo per Grosso: piattone e gol vittoria. Tre nomi, due terzini e il danese, e un gol, per tre punti pesantissimi. In una serata che si prospettava semplice, ovviamente per chi di pallone capisce ben poco. Perchè - inutile fare la storia con i se e con i ma - se ci fosse stata di fronte l'Udinese classica, questa Juve avrebbe potuto fare di più, con molti più spazi a disposizione. Trovare costantemente undici uomini dietro la linea del pallone, arroccati in difesa è stata dura. Molto dura.
sabato 21 novembre 2009
Pronti via e subito rotti
Ma come si fa?! Ma come è possibile?! Proprio quando tutto sembrava ricomposto, la sfortuna torna ad essere protagonista. Dall'esaltazione per il rientro del Capitano, alla delusione per il nuovo stop a Marchisio (affaticamento) e Trezeguet (1 mese out, lesione muscolare). A ciò aggiungiamo pure le precarie condizioni di Sissoko, l'ancora convalescente Iaquinta.
venerdì 20 novembre 2009
Moggi me lo impedì
C'è un problema nelle frasi di Zeman e di Gazzoni. Il primo è uscito per sua volontà dal calcio che conta, eppure ha tanti estimatori, certo non nelle squadre grandi perchè il suo gioco può produrre a certi livelli più sconfitte che gioie. Il secondo invece aveva in mente di diventare grande dirigente scoprendosi poi insignificante. Inadatto a guidare un grande club. Entrambi dicono "Moggi impedì che Zeman andasse in squadre tipo Bologna e Palermo". La domanda - e quindi il problema - è: "come? perchè?". Oltretutto la frase "me lo impedì" non gioca a favore dei protagonisti. Cioè, dite che prima di fare un passo chiedevate consiglio a qualcuno tipo Moggi? Se sì il fallimento è vostro.
Pubblicato da IoJuventino alle 15:01
1 commenti Etichette: Protagonisti, Riflessioni

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