martedì 7 luglio 2009

Siamo vicini alla fine del giallo

Se John Elkann ha deciso di metterci la faccia, qualcosa si muoverà. E non sarà per qualche altro Poulsen. L'ha detto e ribadito, probabilmente (ne dubito) metterà mano al portafogli, in attesa dei colpi in uscita. In attesa cioè del contante necessario a finanziare un'altra operazione.


L'affare D'Agostino può essere letto in questo modo. Ferrara lo aveva eletto e segnalato come il regista per il suo modulo. Cioè un nazionale, ancora giovane, dai piedi buoni. Qualità insomma. La Juve non è convinta però della sua definitiva esplosione e ha paura di incappare in un altro Almiron. Paura legittima. Il grande palcoscenico è diverso dalla provincia, e a Milano e sanno qualcosa con i casi Ricardo Oliveira e Quaresma (50 milioni di euro in due). Così, Elkann e Secco e Blanc hanno tracciato la strada: per D'Agostino pronti sul piatto 14 milioni di euro. Non un centesimo di più. L'Udinese non accetterà e dunque si punta ad altri obiettivi. Xabi Alonso ormai è ad un passo dal Real, impegnato in presentazioni e feste. Difficile arrivare allo spagnolo, anche se adesso basterebbero 22milioni di euro. E sarebbe la pedina più importante di tutto lo scacchiere di Ciro. L'uomo dell'equilibrio, del lancio, del tiro da lontano, dal carisma e dalla personalità tale da reggere l'urto di un potenziale d'attacco importante, poco votato alla copertura. Stessa età di D'Agostino, esperienza e caratura superiore però. Ecco il punto: stavolta, se si dovrà spendere, si porterà a casa un top player. Niente più Poulsen, niente più Almiron. In lista restano dunque Felipe Melo, per cui i tifosi viola hanno praticamente aperto la porta, e Gago. Diarra è solo un'operazione di quelle "se-capita-gratis-lo-prendiamo".

Due giorni ancora e a Pinzolo si presentarà la Juve. Non al gran completo. Mancherà il centrocampista. Il regista. Ma lo stesso Elkann ha fatto pure capire che se il top-player non arriverà, si proverà a rilanciare Tiago. Sponsor del portoghese è l'intero spogliatoio, cosa complicata da capire. Insomma, alla Juve si è abituati a vedere gente scaricare altra gente. E difficilmente tutti i compagni spingono per la riconferma della più grande delusione post-Morattopoli. Segno evidente che Tiago gode di fiducia e stima immensa, dettate da prestazioni in allenamento? Sta di fatto che Trezeguet, Iaquinta e Camoranesi lo scorso anno si erano sbilanciati a suo favore. Quest'anno si ripete la scena. Con Ferrara però disposto a dare una seconda chance al portoghese. Staremo a vedere. Difficile venderlo a 10 milioni, si punterà a farlo diventare il vice regista, così da avere piena copertura dei ruoli.

Intanto Marchionni diventa giocatore viola. Due-virgola-cinque milioni di euro per la comproprietà. Cinque, se l'altra metà del cartellino venisse inglobata nell'offerta che la Juve sta per presentare a Corvino per Melo. Cifra totale dell'operazione: venti milioni di euro. Cinque in meno rispetto alla cifra pattuita nel nuovo contratto del brasiliano. I cinque dovrebbe metterli Elkann, appunto. In attesa delle uscite di Almiron e Poulsen.

A proposito del danese, esiste la minaccia concreta di vederlo a Pinzolo. Non oso immaginare i tifosi come l'accoglieranno. E devo dire che un pò mi dispiace: non è colpa sua in fondo. E' solo colpa di chi prima allenava la Juve e lo aveva preferito ad altri (Aquilani e Xabi Alonso) e lo aveva definito più forte di Sissoko. E così lancio un sondaggio: quanti giorni resterà Poulsen in casacca gialla?

Per abbassare la cifra richiesta da Corvino, la Juve sta pensando seriamente di privarsi di Grygera. Sarebbero proprio quei 3/4/5 milioni di distanza tra offerta e richiesta. E a quel punto, col gradimento di Prandelli, l'affare si potrebbe concludere in breve tempo. Ma se partisse Grygera, chi arriverebbe al suo posto? Probabilmente nessuno, perchè credo di aver azzeccato la mossa della Juve: De Ceglie si sposta a destra, Grosso arriva sulla sinistra a giocarsi il posto con Molinaro. Questione di giorni.

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lunedì 6 luglio 2009

Felipe Melo e D'Agostino: chi dei due arriverà?

Qualcuno ha tentato di allontanare Amauri dalla Juve, convinto che la stessa Juve potesse cedere a cifre alte. Questo qualcuno ha dimenticato però tre cose ben precise:

  1. la Juve non ha bisogno di cedere Amauri per questioni economiche;
  2. la Juve ha puntato forte su Amauri spendendo 21 milioni di euro e ponendolo gerarchicamente in un gradino superiore rispetto a Trezeguet;
  3. la Juve vuole essere competitiva e non può prescindere da Amauri.
Ah, dimenticavo: Amauri vuole rimanere alla Juve perchè l'anno scorso si è divertito parecchio. A parte i due mesi di infortunio finali, si è divertito parecchio. In Champions e in Campionato. Inoltre, per Amauri servono almeno 30 milioni tondi tondi. Bufala. Semplicemente bufala.

Amauri così riparte con grande grinta e tanta felicità. Avrà al suo fianco, in realtà alle sue spalle, uno come Diego, grande assist-man. Probabilmente avrà al suo fianco l'amico Iaquinta (hanno dimostrato grande affiatamento e tutto fa pensare che Ferrara punti forte sulla coppia). Zamparini è un fenomeno: "non gli passano la palla, è ridicolo!" senteziava qualche settimana fa. Qualcuno giura che avesse bevuto di brutto e ci credo. Anche perchè una statistica, di quelle pazze tipo quanti-passi-ha-compiuto-per-partita-questo-o-quel-giocatore e via così, ha dimostrato come Amauri è stato il principale destinatario di tutti palloni lanciati da difesa e centrocampo, e il principale destinatario dei cross dalle fasce. Proprio quest'ultima statistica ha clamorosamente dimostrato come uno dei più attivi è stato De Ceglie. Per lui un bel paio di assist all'attivo. Vincenti chiaramente.

La Juve riparte da Amauri e il fascino brasiliano probabilmente non si esaurisce col Cobra e Diego. D'Agostino oggi vestirà il bianconero friulano, contro-voglia. Andrà in ritiro, ma la testa sarà altrove. La Juve non intende sborsare più di 14 milioni di euro e la valutazione è corretta. L'Udinese è partita da 30, per scendere a 25, poi 20, adesso 17. Qualora sia disposta a scendere ancora venendo incontro all'offerta di Secco se ne potrebbe riparlare. Viceversa la Juve ha ricevuto una direttiva precisa dal CdA: se bisogna spendere, contrariamente al passato, bisognerà farlo per un top-player. O un giovane già affermato. I nomi sul piatto sono tre, uno già escluso: Xabi Alonso (non si può competere con il Real), Felipe Melo (costa 25, forse una quindicina più Marchionni basteranno) e Gago (costa 20, ma il prezzo può scendere). La Juve deve decidere in fretta perchè Ferrara vorrebbe avere gli undici probabili titolari tutti in riga già dal 9 luglio. Sarà la settimana decisiva?

Dalla Francia rimbalza una voce: il Lione potrebbe mollare Trezeguet e liberare Grosso. Oppure offrire meno di 10 milioni offrendo Grosso. In entrambi i casi il punto fermo è che Grosso verrà liberato. E l'unico club interessato al nazionale di Lippi è la Juve. Che in tal caso potrebbe ipotizzare quanto segue: liberare Grygera inserendolo nelle contropartite gradite a Prandelli e spostando De Ceglie sulla destra (ruolo ricoperto nelle giovanili bianconera e talvolta a Siena), attendere il rientro di Molinaro.

L'intervista a Ferrara ieri fa emergere però un nuovo piano dell'ex difensore bianconero. Il piano sarebbe tenere una posizione attendista nei confronti del mercato, cercare di capire gli sviluppi della vicenda Trezeguet, pensare a vendere Almiron e Poulsen, incassare e decidere con calma il futuro della regia. Ferrara, come già evidenziato da Zebina quest'anno e Camoranesi lo scorso anno, potrebbe rilanciare Tiago. Convinto del modulo che supporterebbe benissimo il suo stile di gioco e del fatto che a bloccare il portoghese probabilmente è stato Ranieri. Lo ha detto Zebina proprio qualche giorno fa portando la propria esperienza, e lo aveva già detto Camoranesi lo scorso anno, al primo giorno di ritiro. E conoscendo il caratteraccio di Camoranesi, la sua sponsorizzazione suona come una sentenza. In positivo chiaramente. Purtroppo appartengo solo a quel 5% di tifosi convinti che Tiago sia un gran bel giocatore e che tutto il problema era Ranieri, reo di non averlo inserito nei meccanismi bianconeri, di aver snaturato le sue caratteristiche (partita con la Reggina di due anni fa: schierato da trequartista. Partita successiva: non schierato. Partita successiva ancora: schierato da interno destro. Nessuno di questi è il suo ruolo) e di averlo abbattuto psicologicamente.

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domenica 5 luglio 2009

Balotelli biricchino e cori preparati

Visto che la polemica non accenna a placarsi lancio ufficialmente un consiglio e un progetto. Al prossimo match tra Juve e inter al Comunale, prego i signori che si recheranno allo stadio di gridare tutti insieme: "Balotelli biricchino". In tal modo la squalifica dovrebbe essere evitata. Poi prego la FIGC di stilare un pò di poesie e accenni di cori che i tifosi juventini dovrebbero cantare di domenica in domenica. Siamo un paese libero, no?


P.S.
Al solito, chi vuole inserire quella famosa parola che fa scena dovrebbe andare allo stadio, giocare a calcio a qualsiasi livello, praticare un pò di sport. Chi l'ha fatto dovrebbe capire un concetto simile!

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Secco sei tutti noi

Per tutti quelli che di professione fanno i criticatori-della-Juve c'è un fatto nuovo. Alessio Secco ha alzato la voce e lo ha fatto nei confronti dell'Udinese. Nessuno della Juve si fa prendere per la gola. L'obiettivo è D'Agostino, ma le condizioni le stabilisce la Juve. E' quanto detto dal direttore sportivo della Juve e sono parole che inorgogliscono i tifosi. Il progetto continua, forse è appena iniziato.


La Juve è pronta a salire fino a 15 milioni, ma l'affare può naufragare definitivamente già domani. Pozzo e i suoi scagnozzi hanno vita complicata. Nessun ultimatum, nessuna provocazione. La Juve vuole D'Agostino, D'Agostino vuole la Juve. L'offerta c'è: l'Udinese accetti o rifiuti. Punto e basta. Nessun rilancio e controrilancio. Il valore oggettivo del calciatore è giustamente fissato attorno ai 15 milioni di euro, giustificati dagli 11 gol messi a segno la scorsa stagione, i 27 anni, la piena maturità raggiunta dal regista, il ruolo così scarsamente ricoperto in Italia, la funzionalità nel progetto Ferrara.

La mia sensazione è che su D'Agostino ci sia solo la Juve. Domani l'Udinese va in ritiro e D'Agostino forse parteciperà col fisico, ma non con la mente. Situazione scomoda per compagni, per il giocatore, per la società. La mia sensazione è dunque la seguente: alla fine l'Udinese accetterà, viceversa salta tutto e la Juve si butterà su Gago/Felipe Melo. Stessa cifra, ancora superiore rispetto a D'Agostino, ma giustamente superiore. Serve il centrocampista e potrebbe essere l'ultimo colpo, a meno di forti sorprese da qui al 31 agosto.

Sta nascendo una Juve che già mi piace. Curioso di vedere il nuovo modulo e i nuovi schemi targati Ciro Ferrara. Con D'Agostino e senza D'Agostino.

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Felipe Melo: non solo un depistaggio

La Coppa delle Confederazioni ha detto molte cose. Fra queste c'è Felipe Melo, nella colonna dei personaggi positivi. Esagerato dire delle sorprese, perchè Felipe Melo è già conosciuto in Italia, grazie allo strepitoso campionato con i viola. Unico neo: il suo comportamento in campo, forse troppo esuberante e a rischio di giallo e qualcosa in più. Davanti la difesa è un ottimo elemento, perchè ha il fisico, i piedi da brasiliano e buone idee. Il ruolo dove Pirlo è maestro, oltre ad essere ben interpretato da D'Agostino, può essere affidato anche a Melo. E la Juve prova a pensarci più intensamente.


Si dice sia già avvenuto un contatto tra la società torinese e il giocatore. Non è reato visto il nuovo contratto siglato con la Fiorentina. Proprio in virtù di tale contratto, Felipe Melo può essere acquistato senza passare da trattive con Corvino, per 25 milioni di euro. Inutile dire che sono tanti. Banale dire che quei 25 milioni sono pure trattabili. E il contante può essere diminuito inserendo una qualche contropartita gradita a Prandelli. La Juve ha in mano Marchionni, la cui metà è stata valutata intorno ai 3,5 milioni di euro. Ciò significa che Felipe Melo potrebbe costare 25-7 = 18 milioni in soldoni cash. La Juve li possiede? No, attualmente, ma la Juve ha già in programma un pò di cessioni (proprio Marchionni, Almiron, Poulsen, forse Tiago, Zalayeta). E sempre a Torino stanno domandandosi: se dobbiamo spendere tanto, non sarebbe il caso di prendere un talento come Melo, ancora più giovane di D'Agostino? Ancora meglio di Diarra perchè Melo non parte per la Coppa d'Africa, è fisicamente integro ed in prospettiva è un interessante giocatore. Senza contare che può giocare nel 4-3-1-2 come vertice basso del rombo, ma anche in un 4-2-3-1 o nel classico 4-4-2 che però la Juve, almeno in teoria, ha accantonato. Insomma, la Juve ha compiuto questa mossa per capire se c'è davvero l'interesse di Felipe Melo a trasferirsi a Torino, se esiste la possibilità di intavolare una trattativa con i viola e per stanare l'Udinese. A prezzo pieno, la Juve preferirebbe acquistare, a ragione, Melo più che il centrocampista azzurro. Ragionamento perfetto. Ma, torniamo al problema più importante: i soldi dove sono?

Intanto, a pochi giorni dal ritiro di Pinzolo, il primo a ricominciare a lavorare con una certa insistenza e una strana abnegazione è Zebina, quello che mena in campo e tratta quadri fuori dal terreno di gioco. Il francese che con le scarpette da calcio proprio francese non sembra. Ferrara sembra avergli ufficialmente affidato la fascia destra. Il dubbio è legato ai suoi due anni negativi con Ranieri (possibile che Camo, Zebina, Tiago, Del Piero, Trezeguet e altri hanno avuto problemi alla Juve solo con Ranieri? Nel senso, ed è una risposta a chi ancora critica la scelta di allontanare il tecnico del Testaccio: se l'80% della rosa ora è felice di giocare nella Juve, un minimo di colpa Ranieri ce l'ha o no?). Ma Zebina è pronto a ripartire, con grinta. La spinta sula destra e sulla sinistra è fondamentale. E' un pò la chiave di tutto il gioco di Ferrara: mastini e un regista in mezzo, fluidificanti capaci di rilanciare e accompagnare le azioni offensive. Da una parte Molinaro e De Ceglie garantiscono appunto corsa e dinamismo, dall'altra Grygera e Zebina sono i veri dubbi della rosa bianconera. Tocca a Ferrara dare fiducia e capire se si può davvero continuare con Grygera e Zebina.

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sabato 4 luglio 2009

Ciro Ferrara: profilo semiserio

Parla Ferrara e subito si nota la differenza. Non è semplice felicità per vederlo sulla panca bianconera. E' una considerazione oggettiva. Insomma, facciamo un esperimento. Chiudete gli occhi e fatevi leggere un pezzo dell'intervista, anzi la parte iniziale, la presentazione dell'intervistato. Sapete già che è della Juve. Immaginate ora che Ranieri non sia mai stato esonerato. Domanda: quelle parole e concetti potrebbero essere stati espressi da Ranieri? Credo che solo una persona su 100 direbbe di sì. E c'è la certezza che quella persona non sia juventina.


Ferrara si presenta con "Costruiremo una grande Juve" e non con "proviamo a costruire una buona squadra" (spulciate i giornali di un anno fa). Ferrara dice che il mercato non lo fa lui (Moggi insegna), mentre l'altro iniziava ad inimicarsi i propri tifosi sostenendo che "Poulsen è più forte di Sissoko". Questo Ciro ipotizza una Juve d'attacco, ma non svela nulla, mentre Ranieri disse "col tridente abbiamo già giocato e con questo attacco...", poi non schierò il tridente nemmeno nella partitella del giovedì pomeriggio. Ciro ha bisogno e reclama il regista, Ranieri ha chiesto Knezevic, aveva bisogno del centrocampista offensivo e prese Poulsen (col beneplacito della dirigenza che seguì le sue idee, poi pentendosene a due giornate dalla fine: meglio tardi che mai!). Le differenze ci sono e questo gioco qui non verrebbe pubblicato nemmeno sulla Settimana Enigmistica per livello di facilità infantile.

Parla Ferrara e l'interlocutore e il lettore viene subito investito da due sensazioni: l'allegria di Ciro, in pieno stile napoletano, e il suo inguaribile ottimismo. Ottimismo che gli deriva da una carriera stratosferica, da una conoscenza del calcio che va dalla gestione di Maradona alle vittorie con Lippi in bianconero, fino al Mondiale vinto da secondo allenatore. Non avrà mai allenato, ma a me tifoso questo basta per capire che di calcio ne sa più del 90% degli esperti (o fantomatici tali) che vanno in tv o scrivono sui giornali o gestiscono società di calcio. A me basta e avanza.

Purtroppo deve fare i conti con un passato disastroso, e cioè la gestione tecnica di Ranieri. Badate: gestione tecnica disastrosa, i risultato sono lì e non possono essere nè ignorati nè sminuiti. Ma proprio quei risultati diventano paradossalmente una delle colpe di Ranieri. Insomma, con scelte diverse sul mercato e una gestione più attenta delle partite, la Juve poteva tranquillamente accumulare molti più punti. Il che non significa per forza vincere lo scudetto, semplicemente significa tornare ai fasti del passato. Alzi la mano chi ha visto con Ranieri una squadra sicura di sè, che già al 60° metteva a riposo la partita terminando di giocare e distruggendo il gioco avversario (mi ricordo di Emerson e Vieira davanti la difesa e Ibra a tenere palla là davanti combinando poco, ma, appunto, addormentando il match). Non vedo mani alzate. E' questo il punto. La tanto decantata filosofia Juve, con Ranieri non si è mai vista. La fame, la corsa, il cuore: dove sono andati a finire?

La scossa dell'esonero ha pressato il gruppo e lo ha messo di fronte alle proprie responsabilità. L'arrivo di Ferrara ha influito? Di sicuro ha influito il carattere e la voglia di dimostrare che su quella panchina poteva starci. Di riflesso questo lo si è visto in campo, con Camoranesi che ha corso per 180 minuti (andate a riguardare il minutaggio dell'italo-argentino con Ranieri che lo considerava fuori forma), con Zebina che di colpo è tornato al 6,5 (dato Cazzetta-Rosa) e per la prima volta il tridente schierato come a dimostrare che Ciro, con Diego il brasiliano, poteva fare davvero bene. Ecco perchè i tifosi sono impazienti di vederlo all'opera. Ecco perchè c'è tanto ottimismo e tanta voglia di rivalsa nei giocatori bianconeri.

A questa Juve serve una forte dose di spregiudicatezza, e solo un napoletano poteva dargliela. La Juve in mano agli juventini, concetto umile e al contempo di grande forza. In parte è andato in porto. Ora... speriamo che Ciro se la cava!

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Roberto Mancini, un uomo un perchè!

Mancini dice che non sarebbe un problema per lui venire alla Juve. Beh, di venire può venire, non so però se potrà poi tornare a casa. Sto scherzando? Certo che sì, ma ha iniziato prima lui però. Incredibile. Dopo due anni non trova mezza panchina. Dopo un anno non è nemmeno capace di andare in tv. Parla e straparla, si candida e nessuno che lo caga. Questo è Roberto Mancini, cui probabilmente verrà riaffidata la panca nerazzurra quando Mourinho realizzerà in quale posto è capitato. Era una bestia in campo, una bestia però divertente (dal punto di vista tecnico), lo è ancora di più fuori. Frasi senza senso, nessun tipo di personalità nella gestione dello spogliatoio (se Materazzi può permettersi di riscrivere le gerarchie e il capitano non sa fare il capitano, l'allenatore dovrebbe prendere tutti e appenderli al muro, viceversa lui prima si è dimesso, poi si è autocandidato per proseguire, infine è stato sbattuto fuori).


Roberto Mancini: un uomo un perchè! Ha vinto 6 titoli di fila in Italia e nessuno lo ha mai chiamato in tv. Poche interviste, nessun riconoscimento. Come detto, nessun presidente convinto di affidargli la panchina. Nè in Italia, tanto meno all'estero dove il calcio italiano lo seguono e sanno cosa è successo realmente. Anche perchè poi guardano l'inter in Champions e si accorgono che qualcosa non va in Italia. Strano calcio il nostro, strano modo di vedere la vita.

Deschamps ha trovato casa, Ranieri dopo il siluro dalla Juve ha ricevuto almeno due proposte concrete, lui dopo un anno zero. Un motivo ci sarà o no?

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venerdì 3 luglio 2009

Forti scosse per la Juve: Grosso, Trezeguet, D'Agostino

Alla fine Secco ha avuto ragione. In vacanza proprio quando il calciomercato prendeva il via. Adesso ritorna e ci sono novità. Pozzo ha continuato a insultare la Juve, eppure il prezzo di D'Agostino scende di giorno in giorno. Nessuno è alla porta, questo la Juve lo sa bene. Così Secco aspetta e continua a offrire la solita minestra: una decina di milioni di euro. Niente contropartite. La Juve ha dimostrato un pò di forza, finalmente, togliendo dall'affare Paolucci, riprendendoselo completamente. Forse già oggi lo girerà per metà al Siena guadagnandoci circa 400000 euro. Pozzo che fa? Gli avvocati di D'Agostino stanno ricucendo lo strappo, ammesso che di strappo si sia trattato. La Juve attende. E' il centrocampista azzurro il primo obiettivo. Poi segue Diarra che implica una promozione di Marchisio a regista, o addirittura il rilancio di Tiago.


Si cerca una destinazione intanto per Poulsen, mentre da Lione il presidente dell'OL dichiara di sognare David Trezeguet. Forte dei 40 milioni ricevuti dal Real, il Lione presenterà mai un'offerta per David? Offerta soddisfacente per la Juve? Il valore è chiaro e preciso: 10 milioni di euro, forse qualcosina meno. Il problema è il solito ingaggio del francese. Se parte David la stampa è convinta che la Juve compri Pandev. Ma il calcolo lo faccio io. Lotito vuole 18 milioni, 7 in più e la Juve arriva a Rossi. Mi pare chiaro. Certo, non sono soldi miei, ma l'idea è corretta. Pandev non serve, assolutamente. C'è Giovinco cui bisogna dare fiducia. O arriva Huntelaar, o arriva Rossi o restiamo così. Due punte e un trequartista: Iaquinta-Amauri-Del-Piero-Giovinco per i due posti là davanti, Diego-Giovinco per il ruolo di trequartista. Con i numeri ci siamo. Con le idee pure vista la duttilità del genietto di Beinasco.

Se l'OL sogna David, l'OL scarica Grosso. E Grosso è in arrivo a Torino. Gratis? Pare difficile, perchè ad una simile richiesta il Lione risponderebbe con "e voi spalmateci l'ingaggio di David, o fateci uno sconto!". Vedremo, di certo per Grosso la Juve non deve e non può spendere soldi. E spero proprio che De Ceglie non vada via. Manca una settimana al raduno, la Juve pare accelerare.

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Ma non prendetemi per il culo

Ribery e poi chi altro ancora? Una volta esisteva un gioco per computer che si chiamava PC Calcio. Era un manageriale: sceglievi la squadra e la gestivi in tutte le sue sezioni, dalla finanza ai contratti, dal calciomercato ai dipendenti e via così. Facevi tutto, allenatore, tattico, presidente, direttore sportivo. Era molto bello e mi ci divertivo parecchio. Poi ogni tanto scattava la fantasia. Prendevo in contemporanea le migliori 5/6 squadre al mondo creando altrettanti utenti. Poi concludevo trattative assurde trasferendo ogni soldo nelle casse di una sola squadra, quella che poi avrei realmente gestito. Creavo insomma lo squadrone dei sogni. Bastonavo nelle squadre satellite i giocatori migliori per costringerli ad accettare l'offerta della mia squadra reale. E funzionava ovviamente. Era solo un gioco. Ma ora mi pare che Perez stia facendo la stessa cosa. Non leggerà mai questo blog, Florentino, ma una cosa la dico ugualmente: io a PC Calcio, facendo in quel modo, dopo un anno venivo mandato via, perchè i fondi cominciavano a scarseggiare dopo 7/8 mesi, perchè l'altissimo profilo tecnico non rendeva come si crede (come credevo), perchè in fondo il gioco manteneva una certa serietà e un certo contatto con la realtà. Mi piaceva solo far casino, poi tornavo a giocare seriamente.


Non so, ripeto, se Florentino abbia mai giocato a PC Calcio, di sicuro so che sta giocandoci proprio adesso, col Real Madrid. Spesi ben 220 milioni di euro e altri assegni sono pronti per David Villa, Ribery e Xabi Alonso. Poi non vorrei essere nei panni di Pellegrini. Anche un pareggio, con questa formazione, è destinato alla polemica: devi vincere sempre. Soprattutto, a Madrid, devi convincere. E non è un'operazione semplice.

Intanto tutta l'Europa si ribella. Non può il Real fare così. Tutti bambini contro l'orco Perez. Ma se questo tiene i soldi, anzi rettifico, se il Real tiene i soldi, per quale motivo non dovrebbe spenderli. Nonostante quello che pensa la gente, il Real è la società più ricca del mondo e questo calciomercato avrà un effetto devastante per il Real. Ma non in negativo, tutt'altro. Sul sito dei blancos si legge che in una notte sono state bruciate migliaia di magliette di Kakà, maglia numero 8. Maglia originale, prezzo unitario pari a circa 85 euro. Fatevi un calcolo veloce: 85 x 3000. Ora rifate lo stesso calcolo per Benzema. Ora rifatelo ancora ma al posto di 3000 inserite probabilmente 5000 o 10000, numero valido e congruo col nome di Cristiano Ronaldo. Sommate tutto e arrivate a circa 200000 euro in poche notti. Questo solo a Madrid. Non voglio nemmeno pensare a quanto ammonta l'incasso in Asia. E stiamo parlando solo di magliette. Banale? Niente affatto. A queste cifre sommate i diritti TV venduti, non certo a prezzi di saldo. Gira voce che è arrivata una richiesta pure dagli astronauti in orbita: vogliono vedere il Real pure lassù.

Con tutto il bene che voglio a Platini e quanta stima ho per il calcio internazionale (pari a zero, ovviamente), ma smettiamo di fare i ridicoli. Il calcio è andato da molto tempo. Andato a male. C'è il signor Moratti che in Italia ha sperperato in venti anni migliaia di miliardi e nessuno ha detto niente, anzi addirittura viene elogiato come un buon presidente. C'è Berlusconi che al suo arrivo al Milan ha firmato assegni milionari in tempi in cui la sfida dei soldi non era prioritaria per i club, soprattutto in Italia. Tranne, evidentemente, qualche sporadica situazione. Le regole di Platini sono eticamente giuste, i tempi sono sbagliati. Se il Real ha i soldi, i mezzi e l'appeal per essere il club più desiderato dai giocatori europei, è un merito di Perez e del Real e un demerito di tutte le rivali europee. Se il Real ha i soldi e le banche danno fiducia ai blancos, è giusto che il Real, con le regole che esistono oggi, possa spendere tutti i soldi che vuole. La libertà di Perez deriva dalla libertà voluta da tutti. Non prendiamoci per il culo. Il calcio è andato a male da molto tempo ormai. Salary cap e portfolio sono tutti termini buoni per girare qualche oretta di talk show, ma di progetti seri nessuno ne ha mai avviati.

Ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo interessante. Milan e Inter in Italia hanno chiuso gli esercizi e hanno registrato debiti per 600 milioni di euro. La Juve ha chiuso con un passivo di 20 milioni di euro, pareggiati quest'anno. E c'è uno stadio di proprietà per la Juve pronto il prossimo anno, unica società in Italia. Le regole in realtà esistono. Se mio padre sgarra cola dichiarazione dei redditi vengono, picchiano lui e me se sono a casa, e lo portano via. Mentre nel calcio questo non accade. Anzi, piovono elogi. Valentino Rossi aveva debiti plurimilionari eppure continua a correre e probabilmente non ha mai pagato. Per lui paga mio padre, mio zio e vari amici. Suvvia, italiani, non prendetemi per il culo.

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giovedì 2 luglio 2009

Diamo a Lotito quello che è di Lotito

Fantastico, semplicemente fantastico. A me piace da matti e se fosse il mio Presidente di sicuro avrei il suo poster sopra il mio letto. E' uno dei più seri dirigenti del calcio italiano e purtroppo per i chiacchieroni questo qui ha parlato con i fatti. E poi sa reggere lo spettacolo con le sue frasi ad effetto. Ad effetto, ma dai contenuti forti e logici. A me Claudio Lotito piace da matti.


Fossi tifoso laziale sarei onorato di essere rappresentato da uno come lui. Purtroppo in Italia si fa esattamente il contrario: le persone capaci e serie vengono praticamente derise o contestate, mentre quelli che hanno ammazzato il calcio italiano vengono citati come grandi Presidenti etc etc.

Lotito arriva alla Lazio, una società che a quel punto ha la sola necessità di essere seppellita. Storia a rischio, futuro nero. Lotito con calma risana un bilancio tragico, tecnicamente dà vita e luce ad una rosa altrimenti smantellata, progetta e programma con sagacia un piano quadriennale che prevede la Lazio tornare a lottare per obiettivi dignitosi e forse qualcosa in più. Arriva la penalizzazione, il bilancio torna roseo, la classifica si muove e soprattutto arrivano i risultati. Tecnici e di prestigio, a livello personali e di giocatori. Come si può misurare il successo di una società? Semplice: risultati ottenuti, giocatori che prima valevano 0 e adesso valgono 10, successi personali della rosa (convocazioni in Nazionale, interesse di altre squadre per i propri giocatori). La Lazio ha ottenuto tutto questo e viene contestato. Ha portato una Coppa Italia abbattendo la Juve in Semifinale. Ha portato alla ribalta Zarate che adesso ha riscattato. Sta per fare un mercato in uscita importante, se solo riuscisse realmente a vendere i propri giocatori. Soprattutto, inchioda tutti alle posizioni proprie. I giocatori partono se arrivano offerte congrue. Niente rinnovi da pazzi, niente spese pazze. Duro quando serve col tecnico e con la rosa, la Lazio mi sembra nelle mani più serie del calcio italiano. Lo dico da semplice osservatore, con quel pò di neuroni che mi rimangono nella capoccia. Chi la vede diversamente prego di lasciare un commento, con i fatti a supporto delle critiche.

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