lunedì 6 ottobre 2008

Crisi? Ma siamo seri

A mente fredda i ragionamenti sono lucidi. E il ragionamento, l'unico possibile, in questo periodo è il seguente.


A Ranieri serviva tempo per amalgamare un bel gruppo di giocatori. Per ogni ruolo ha chiesto un doppione e l'ha ottenuto. Quattro giocatori di fascia per la difesa, altrettanti per il centrocampo. Quattro difensori centrali e quattro centrocampisti centrali. Quattro punte. Addirittura tre portieri. Una rosa di buon livello, perchè chi pensa di paragonare questa rosa a quella di tre anni fa è pregato di recarsi d'urgenza alla neuro più vicina. E chi considera questa rosa insufficiente per la Juve, dimentica Morattopoli, dimentica la Serie B, dimentica il fatto che Ibra, Vieira, Zambrotta, Cannavaro, Mutu etc etc erano nostri giocatori. Ma il passato è passato, bisogna guardare al presente e al futuro.

Bene, cominciamo col presente. Oggi la situazione è la seguente. Infortuni e calo di forma generale impongono pazienza e calma. Le gambe sono pesanti per via di una preparazione affrettata e pesante: c'era da superare i preliminari di Champions. Mi pare di aver letto tante cose positive sul precampionato della Juve. Quando Ranieri poteva permettersi di far debuttare tanti giovanotti a fianco dei campioni e stravincere match e confronti. Quando cioè la squadra era al completo e in una buona condizione fisica. Oggi non c'è più quell'abbondanza e non c'è più la condizione fisica. Mancavano Trezeguet, Chiellini, Legrottaglie, Zebina, Zanetti, Iaquinta. Se aggiungete il fuori forma di Nedved, Camoranesi e Del Piero otterrete un unico risultato: la sconfitta contro un Palermo che con Ballardini ha messo le ali. Indietro non si guarda: contro il Catania la palla non voleva proprio entrare (emblematica l'azione delle due traverse in meno di 20 secondi), mentre contro lo Zenit gli uomini più in forma (Iaquinta, De Ceglie, Marchisio, Giovinco) hanno dimostrato di poter reagire bene alle difficoltà. Ma oggi c'è da fare i conti con la situazione sottolineata poche righe sopra: infortunati, calo di condizione.

Sfido chiunque a trovare una formazione adeguata per la Juve di ieri. Mellberg-Knezevic e Mellberg si fa male. Buffon con le fasce e al rientro, Del Piero e Amauri stanchi, Giovinco con qualche allenamento di meno (ma non è lui che si è fatto male). Inoltre, sono proprio curioso di sapere quali erano i titoli oggi se a Del Piero fosse stato concesso il rigore (poco prima del 2-1 rosanero). Ma è un bene che non ce l'abbiano dato. Adesso e solo adesso si può capire se questa Juve ha le palle per reagire.

C'è la sosta, mai opportuna come in questo momento. Andranno via 14 giocatori (Chiellini e Buffon dovrebbero però rientrare in fretta), il resto saranno per lo più in farmacia e in palestra. Si torna a giocare il 18 ottobre, di sera, contro il Napoli di Lavezzi e Hamsik. Poi c'è il Real Madrid e quindi la Roma, il ritorno col Real e il derby. In condizioni ottime, quanti punti pensereste siano sufficienti per giudicare positiva la situazione della Juve? E in una condizione pessima in cui siamo adesso, questa domanda ha ancora senso?

Chi risponde di sì è pregato di recarsi alla neuro più vicina. Chi sta cercando una risposta è pregato di prendersi uno stop dal calcio-tifato e passare magari a qualche libro di narrativa interessante. Viceversa, armatevi di pazienza: questa è la nostra Juve, va coccolata. Sparare a zero su tutto e tutti è fin troppo facile, fin troppo facile. In Italia poi siamo maestri. Il difficile è capire. In Italia non ci riusciamo mai.

Col cuore, uno juventino vero.

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domenica 5 ottobre 2008

Juventus-Palermo 1-2

Basta sedersi tutti attorno ad un tavolo e chiarirsi le idee. Se qualcuno ha perso la voglia di correre (non lottare, ma proprio correre) lo dice e si accomoda in tribuna, gli altri (da Ekdal che darebbe un grosso contributo, o Rossi che sulla fascia farebbe sicuramente meglio degli attuali Nedved e Camoranesi) a spaccarsi la schiena appresso ai palloni e avversari.


A stupire non è la sconfitta in sè (perchè se quel rigore su Del Piero...) quanto la mancanza di corsa. Si salvano solo Giovinco e Marchisio, due che dovrebbero imparare e invece danno lezioni. Senza anima Alex Del Piero, stanco Amauri, Sissoko è solo il fratello di quello che abbiamo acquistato a gennaio.

La sosta arriva nel momento più opportuno. Serve fare chiarezza, molta chiarezza. I tifosi, quelli VERI, non vogliono vittorie, ma partite giocate col cuore, con la grinta. Se cuore e grinta mancano, sono dolori per tutti. Dispiace pure non aver sentito fischi umiliati all'uscita dal campo. Per questa Juve i fischi servono, servono per far uscire le p***e.

La svolta può arrivare solo da un uomo: Cristiano Zanetti. Col recupero di Chiellini e Zebina e col riposo di Camoranesi e Nedved e Del Piero (che non deve andare in Nazionale, ma restare a Vinovo a sgobbare perchè lui più di tutti ha insegnato che il lavoro alla fine paga sempre) sarà un'altra Juve. Anche perchè, più brutta di questa...

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Juventus-Palermo / Prepartita

Formazione ufficiale della Juve:


Buffon
Molinaro, Chiellini, Mellberg, Grygera
Giovinco, Sissoko, Poulsen, Camoranesi
Del Piero Amauri

Io avrei messo Giovinco a fianco di Amauri facendo una sorta di rombo offensivo con Nedved a sinistra e Camoranesi a destra un pò bassi, Giovinco trequartista e Amauri boa centrale!

In ogni caso, speriamo tutto vada bene!

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sabato 4 ottobre 2008

Tu chiamale se vuoi... defezioni

Al termine del mercato era una Juve super. Da amalgamare e compattare ma decisamente convincente. E il precampionato ha confermato la bontà della rosa bianconera. Forse non organizzata per vincere campionato o Champions, ma certamente una squadra quadrata e forte.


Contro il Palermo i problemi sono i seguenti: Trezeguet infortunato, Buffon al rientro, Legrottaglie ko, Chiellini in forte dubbio, Giovinco in dubbio, Del Piero fuori forma, Iaquinta ko, Zanetti ko, Zebina ko, Sissoko in ripresa, Poulsen acciaccato/stanco. Con tutta la buona volontà: ma come si può criticare Ranieri qualunque risultato ottenga domenica?

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venerdì 3 ottobre 2008

Un'ambulanza per Nocerino

E' stato utilissimo l'anno scorso, una sorpresa. Una sorpresona. Dalla Triestina alla Juventus. Dalla Serie B alla conquista della zona Champions. Dalle trasferte a Frosinone, Crotone e Vicenza alle trasferte contro Milan, Roma, Lazio. Accanto a Cristiano Zanetti, Del Piero, Buffon, Trezeguet, Nedved, Camoranesi. Diventato capitano della spedizione olimpica. Tutto questo merito della Juve e di Mr Ranieri che ha avuto il coraggio di scommettere su Antonio Nocerino, contro la stampa e mettendo a sedere i due acquisti Almiron e Tiago. Da quarta scelta di centrocampo a seconda scelta. Titolare per buona parte della stagione. Poi arrivò Sissoko che diede una sterzata decisiva alla vicenda Juve. E la legge del calcio. E' così che va il calcio. Poi d'estate la Juve va alla caccia di un bomber, di un attaccante in grado di completare il più forte reparto offensivo dello scorso torneo-aziendale. Il nome è Amauri, squadra proprietaria del cartellino è il Palermo. Quel matto di Zamparini vuole, ragionevolmente, non meno di 21 milioni di euro. E alla Juve serve Amauri. Tutti quei soldi non possono essere investiti. E allora l'operazione deve prevedere per forza di cose una contropartita tecnica. Dopo una stagione esaltante torna a casa Claudio Marchisio. Torna a casa per giocare, insieme ad un acquisto a centrocampo (sarà Poulsen). E quindi la Juve fa una conta semplice: Zanetti, Poulsen, Sissoko, Marchisio, Tiago, Nocerino. Due sono di troppo: Tiago e Nocerino. Tiago finirà per rimanere per sua scelta. Nocerino è inserito come contropartita tecnica nell'affare Amauri. Non c'è posto per lui alla Juve: Poulsen, Marchisio e Sissoko offrono più affidabilità e qualità del napoletano. Ranieri dà il via libera all'operazione. Nocerino accetta e si  traferisce a Palermo.


E' una storia come tante. Inevitabile. Doveva andare così. Non è normale che Nocerino rilasci le dichiarazioni che ha dichiarato alla stampa. Perchè buttare fango sulla Juve è fin troppo facile e non è più nemmeno divertente: molti hanno perso il gusto. Cercare di farsi passare per una vittima è semplicemente ridicolo. Se Nocerino è dove si ritrova adesso (cioè in Serie A, a Palermo e nel giro della nazionale maggiore) lo devo alla Juve e a Ranieri. A questo punto, dopo simili dichiarazioni bisogna dare ancora una volta ragione a Secco e Ranieri: non era uomo da Juve. Nocerino lo ha confermato in pieno! Assenza di stile, rischia di inimicarsi tifosi che gli hanno voluto bene, facendogli sentire tanto affetto. Che non si aspetti applausi o striscioni quando verrà a giocare a Torino: solo fischi. Ma tanti, proprio tanti. Rispetto al rispetto, e Nocerino non ne ha avuto per la squadra che lo ha lanciato.

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mercoledì 1 ottobre 2008

Bate Borisov - Juventus 2-2

E' finita bene o male? Chi si aspettava la vittoria, e vittoria doveva essere, è rimasto certamente deluso. Ma chi la partita l'ha vista in tv può dirsi soddisfatto. Non totalmente, ma questa squadra sembra si sia rialzata, o abbia cominciato a rialzarsi. Merito di Ranieri, di Giovinco e di Iaquinta.


La Juve non sta bene: Poulsen resta a casa, Zanetti è prossimo al rientro, ormai fuori da 2 mesi, Zebina ai box, Buffon sul divano, Trezeguet assente fino a gennaio. Pronti e via si fa male pure Legrottaglie: secondo errore della serata, dopo una partenza clamorosamente lenta. Andiamo con ordine.

Dopo la batosta di Marassi (pareggio? No, brutta sconfitta nel gioco) ci si aspettava una Juve incazzata, vogliosa del risultato e di una buona prestazione. Invece quelli del Bate fanno la Juve e la Juve trema. Questo per trenta minuti. E' vero poi che i gol incassati sono semplici situazioni. Uno come Legrottaglie dovrebbe sapere cosa si rischia a giocare senza esserne in condizione. Dopo soli 3 minuti subisce un colpo: è costretto a uscire ma resiste. Chiede il cambio che l'arbitro inspiegabilmente non gli concede. Stai male? Buttati a terra. Invece Nick prosegue, sbaglia a fare la diagonale e la Juve è sotto al diciassettesimo minuto di gioco. Knezevic debutta in una situazione incredibile: Juve sotto nel gioco, nel punteggio e nel morale. Ma il croato sarà autore di una prestazione maiuscola: tosto, grintoso, senza sbavature. Il secondo gol arriva con un colpo di testa più fortunoso che voluto: Manninger pare incolpevole. E comunque Popeye Manninger ci salverà proprio nei minuti finali con una buona parata.

Al minuto 30 la Juve si sveglia. La carica la suona Sissoko che decide di menare e correre finalmente per due (il periodo del Ramadan dovrebbe terminare, o no?) e soprattutto Giovinco. Su Del Piero ho molto da dire e lo farò a breve. Il piccolo talento accende quasi tutte le azioni offensive. Da solo riesce ad allungare la Juve portando palla, accentrandosi e servendo ottimi assist. Per Iaquinta è spalla preziosissima. Da un suo cross nasce il primo gol di Vincenzone: stacco di testa e palla sotto la traversa. La Juve si è svegliata e da lì in poi si vedrà una buona squadra, in netta ripresa: sia fisica che psicologica. In realtà credo il problema principale sia proprio nella testa dei giocatori: non è facile iniziare una stagione sapendo di non poter fallire, addirittura con la stampa e i tifosi che chiedono qualche vittoria di prestigio. Credo bisogna pensare partita dopo partita: guardare ai match più che alle competizioni, così si distoglie l'attenzione su obiettivi lontani, troppo lontani sia per data (il campionato finisce a giugno, la champions potrebbe già finire a dicembre) sia per qualità (la Juve deve ancora crescere tanto per puntare seriamente ad una vittoria di prestigio, è importante capirlo!). Dicevamo di Iaquinta. Mette dentro l'1-1 e la Juve si sveglia.

Camoranesi non è al top e allora Nedved è costretto ad accentrarsi. Grygera gioca una partita accorta e dal mio punto di vista è intelligente: il fiato inizia ad essere corto dopo averle giocate tutte e pensa più a difendere che ad attaccare, anche perchè da quelle parti il Bate spinge parecchio. Sulla sinistra De Ceglie, anni 21, è autore di buone discese, ottimi anticipi e chiusure efficaci. Il giovanotto sta crescendo in fase difensiva: certo un pò di defezioni potrebbero costare care, ma gli si deve dare il tempo di crescere, di accumulare esperienza. Certo è che con lui sul binario di sinistra la Juve guadagna molto rispetto ad uno spento Molinaro. Del Piero è alla costante ricerca della giocata personale: antepone i suoi obiettivi a quelli della Juve e questo fatto la Juve lo sta pagando amaramente. Ma ne riparlerò a breve. E allora l'unico che può dare il cambio di ritmo resta Giovinco. Palla alla Formica Atomica e quel che succede succede. E succede per esempio che Nedved si ritrova davanti il portiere: botta raso-terra ma il portiere respinge. Poi ancora Giovinco che manda avanti Del Piero che tiraccia fuori. Quando il primo tempo sembra concludersi col 2-1 per i padroni di casa, ecco l'ennesima invenzione. Dribbling a centrocampo, Giovinco si accentra e inventa un corridoio magnifico per Iaquinta. Il centravanti avanza e infila sotto le gambe il portiere avversario. In un quarto d'ora la Juve col talento più cristallino che si ritrova in rosa cambia rotta alla stagione: due gol mai arrivati nelle precedenti sei partite, finalmente un gioco offensivo davvero offensivo, finalmente tanta qualità a centrocampo. E peccato che Camoranesi non è in forma e lascerà il posto a Marchisio.

La Juve compie un piccolo miracolo: sotto 2-0, all'intervallo la partita è riequilibrata. E l'inerzia è tutta a favore dei bianconeri. La sfuriata del Bate è durata appena 30 minuti.

Ranieri inserisce Marchisio e la mossa è perfetta: più equilibrio a centrocampo, molto ordine con il giovane centrocampista capace di aggredire e far ripartire la squadra. Buoni lanci, ottimo dialogo con gli uomini di fascia. In attesa di Zanetti sembra proprio lui l'uomo d'ordine dei bianconeri. Giovinco parte ancora largo a destra ma si accentra spesso. E quando lo fa sono dolori. Uno-due con Del Piero e quest'ultimo calcia a lato. Palla a Nedved che scarica sui pugni del portiere. Palla a Iaquinta che spreca. Poi Grygera lancia Del Piero che arriva un pò in ritardo: occasione sprecata. Intanto Amauri si riscalda. Chi guarda da casa lancia immediatamente una preghiera: no, ti prego, non fare uscire Giovinco. Ranieri lo terrà in campo: troppo importante la Formica Atomica per questa Juve, come dirà lo stesso Ranieri al termine del match, ma soprattutto come diranno i suoi compagni Legrottaglie e Iaquinta. Risultato finale: 2-2, buono tutto sommato. La Juve va a 4 punti nel girone, insegue il Real a 6. Proprio il Bate è fermo ad un punto e sorprendentemente lo Zenit è fermo a zero. Adesso due sfide affascinanti quanto decisive contro i blancos.

Ranieri cambia ancora, confermando la situazione non buona della rosa bianconera. Troppo scarichi fisicamente o mentalmente? E così il mister sta cercando soluzioni per tamponare l'emergenza. La sosta arriva nel momento più opportuno. Dovrebbe rientrare Zanetti, sicuramente lo farà Buffon. Poulsen e Sissoko possono rifiatare, Giovinco può imparare con calma i nuovi schemi e le nuove posizioni in campo.

Capitolo Del Piero. Nessuno si sognerebbe mai di criticare il capitano dei capitani gratuitamente, senza buona ragione. Invece qui le ragioni esistono, e sono più di una. Come ripetuto mille volte: se un giocatore non sta bene fisicamente non può giocare. Soprattutto se hai alternative validissime (Giovinco, Iaquinta, Amauri). Magari ti potresti affidare a Del Piero negli ultimi venti minuti, quando le squadre sono un pò stanche. Ma soprattutto, la cosa che più stupisce è la seguente: Del Piero ha lanciato una sfida al mondo intero. Deve stupire ancora, a 34 anni. E rischia di anteporre le proprie ragioni a quelle ben più importanti della Juve. Lo fa non dialogando a dovere con gli attaccanti (Iaquinta ieri è andato molto vicino all'insulto, mentre Giovinco mostra estremo rispetto per le gerarchie nello spogliatoio, ma un paio di "vaffa" potrebbe pure dirli anche lui). Lo fa quando cerca la giocata spettacolare invece della giocata concreta. Lo ricercando un gol che non arriva e magari potrebbe essere più utile far arrivare al gol i compagni: come ha fatto Giovinco in più di una occasione. Insomma: se Del Piero non sta bene diventa un personaggio ingombrante. E per un pò va tenuto a riposo.
Il Del Piero in forma non ha eguali nel mondo: come lui mai nessuno è stato decisivo. Sia nel gioco che per la personalità in campo e fuori. Ma se non sta bene, inutile insistere. Basta dare spazio agli altri e aspettarlo.

Un certo Fabio Capello fece proprio così. Lo tenne in panchina preferendogli perfino Zalayeta (e intanto però il panterone segnava), ma quando poi Alex dimostrò di essere tornato al 100% il posto fu suo e la Juve iniziò a volare (remember San Siro: punizione contro l'intertriste e rovesciata contro il Milan nella partita scudetto). Se Ranieri insiste col capitano rischia di perdere per strada tanti preziosi punti. Perchè Iaquinta dimostra di poter dare tantissimo alla causa bianconera. Perchè Amauri, con l'assenza di Trezeguet, diventa fondamentale in zona gol. Perchè a questo Giovinco proprio non si può rinunciare. Perchè i pareggi contro Catania e Sampdoria rischiano di pesare come macigni quando a giugno si tireranno le somme di una stagione partita maluccio.

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martedì 30 settembre 2008

Bate - Juventus / Prepartita e riflessione

Le parole di Nicola Legrottaglie, sempre più uomo di fiducia dello spogliatoio, sono precise, intelligenti e quanto mai vere: "In questa situazione strana, il gioco della Juve è come un coperta corta: o giochiamo per non prendere gol e rischiamo di non segnarne nemmeno uno, oppure giochiamo all'attacco rischiando in difesa." L'idea è chiara: la Juve non sta bene. Non sta bene nei suoi uomini chiave: Buffon fuori, Trezeguet ne avrà fino a gennaio, Del Piero in calo vistoso di condizione, Camoranesi fuori forma, Zanetti eterno infortunato. Il nuovo acquisto Poulsen fatica a trovare la giusta forma e soffre di dolorini misteriosi: Ranieri assicura che sarà al top dopo la sosta. Sissoko soffre il Ramadan e va rispettato.


Detta così la situazione non è tra le più felici, però la grande forza della Juve è stata sempre quella di far fronte alle difficoltà con carattere e affidandosi alle cosidette seconde linee. E forse stasera, finalmente, Ranieri lo ha capito e, anche se non dall'inizio, schiererà ad un certo punto la formazione che meglio è in grado di sopportare la situazione attuale della rosa bianconera.

E' questa la grande critica a Ranieri, critica feroce ma quanto mai giusta: perchè insistere su giocatori fuori forma? Perchè non rischiare?

E già questa sera andrà in campo Iaquinta, finalmente dal primo minuto. Avrà tutto il tempo per provare a trascinare la Juve alla vittoria. Le sue accelerazioni e il suo cuore sono fondamentali per la Juve, visto che Amauri non è immortale e anche lui ha bisogno di rifiatare un pò. Al suo fianco il popolo preferirebbe Giovinco, ma Ranieri insisterà con Del Piero, sperando non sia così nervoso come in campionato. Alex deve capire che se non è al 100%, a questa Juve, in questo momento, serve a poco. Inoltre, cosa poco gradita, deve togliersi di torno quest'aria di sfida col mondo intero e giocare per la squadra. I dribbling in più e le giocate a volte sono superflue e fini a se stesse, non certo utili alla squadra. Prima lo capisce, meglio è.

In ogni caso Giovinco entrerà nella ripresa, e speriamo non a 2 minuti dalla fine. A centrocampo giocano i superstiti. Da sinistra a destra: Nedved, Sissoko, Marchisio, Camoranesi. Marchionni si è giocato la fiducia con la brutta prestazione di Catania: mai un'accelerazione, eslusa quella che ha portato al gol, mai nel vivo del gioco. Ekdal aspetterà ancora in panca, o forse in tribuna. Ed è un vero peccato: nel precampionato è stata la sorpresa più bella. Personalità, geometrie, qualità. Quella che servirebbe in campo questa sera. Perchè non rischiarlo al posto di Sissoko? E' inutile poi vederlo giocare in Coppa Italia: va visto in campionato, va visto nelle partite vere. La difesa è l'unica nota positiva di questa Juve. In sei partite solo due errori, gravi ma solo due: Mellberg su Gilardino alla prima di campionato costato il gol del pareggio, lo scivolone di Chiellini contro il Catania costato anche lì il pari. Quattro punti buttati via (9 + 4 = 13, cioè in testa alla classifica, ma questo è fantacalcio anche se rende bene l'idea di un campionato stranissimo da decifrare e capire). Quindi difesa scontata, da sinistra a destra: De Ceglie, Chiellini, Legrottaglie, Grygera. Molinaro si è giocato definitivamente il posto per questo inizio di stagione: errori su errori, molto gravi e ingenui, cattiva forma, indovina un cross su dieci, sbaglia appoggi. Che gli succede? E' la tensione di non avere il posto assicurato? Se la risposta a questa domanda è sì, allora la dirigenza Juve farebbe bene a cercare un sostituto di De Ceglie. Perchè il giovanotto dalla sinistra non si schioda, perchè è il futuro di quella fascia, perchè ha ancora ampi margini di miglioramento (fisici e tecnici, ma soprattutto tattici). Perchè uno che soffre la concorrenza, alla Juve non può stare. Molinaro è stato avvisato dai tifosi, e credo pure dal tecnico: i fischi dell'Olimpico sono rari e sono un segnale importante. Le prestazioni di Molinaro e due sue sostituzioni sono state accompagnate da fischi: un motivo ci sarà o no!

Una bella novità è rappresentata da Manninger: forse è uno dei più forti secondi portieri dopo Rampulla nella storia della Juve. Sicuro, grintoso (si è permesso, a ragione, di sgridare con forza Chiellini e Molinaro a Marassi dimostrando personalità). Senza Buffon la Juve è comunque più tranquilla rispetto al passato. 

Detto di Iaquinta e Del Piero, detto che in panca Amauri è più che una garanzia, passiamo a chi in panca siede e da lì può alzarsi per entrare in campo. Il principale indiziato è Giovinco: al posto di Alex o di uno dei due esterni di centrocampo. Il secondo principale indiziato è Molinaro (ahimè!) per dar fiato a De Ceglie. Il terzo principale indiziato è Salihamidzic al posto di Grygera: il ceco è l'uomo che ha giocato più minuti in difesa e va fatto riposare. Pesa tantissimo l'assenza di Zebina. Attenzione pure alla sopresa: se Sissoko non dovesse finire la partita Ranieri potrebbe optare per un tridente oppure ripescare Tiago. Quanto servono alla Juve le sue geometrie, ma Tiago sembra proprio non averne. Entra, tante smorfie di grinta e rabbia in faccia ma le gambe sembrano non accompagnare tali atteggiamenti. E' ormai trascorso un anno dal suo arrivo alla Juve. Se si sblocca la Juve... una frase troppe volte pronunciata. Non ci crede più nessuno, forse nemmeno lui. Quarto indiziato: Marchionni. Se Camoranesi è stanco toccherebbe a lui scardinare le difese avversarie con la sua velocità e la sua capacità di saltare l'uomo. Ma Marchionni non è riuscito ad esplodere con la maglia bianconera. E' un altro su cui la Juve dovrebbe riflettere: o si sblocca o è meglio cercare alternative sul mercato.

In definitiva, proprio nell'anno in cui i tifosi chiedono tanto a questa squadra, nella rosa bianconera scopriamo tanti dubbi e tanti buchi. E scopriamo pure un tecnico cocciuto, testardo. Ora: per esperienza personale, so che la testardaggine, quando rivolta nel verso positivo delle ascisse (modo molto strano per dire: quando la testardaggine significa pure ambizione e voglia di tagliare il traguardo), è un'ottima spinta verso il successo (che non significa vincere la Champions o lo scudetto, ma fare bene in entrambe le competizioni). Speriamo sia vero anche stavolta.

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lunedì 29 settembre 2008

Lettera aperta contro i procuratori sul caso Giovinco

Credo fermamente che i procuratori andrebbero aboliti o quasi, senza dubbio ridimensionati nei ruoli e nei poteri. Possibile mai che un uomo grande e vaccinato che fa il calciatore non possa discutere tranquillamente con i presidenti, gli amministratori e le società senza l'intermediazione di questa gentaglia. Il grande male del calcio è da ricercarsi nello sporco lavoro che fanno i procuratori ai quali interessa soltanto che i propri assistiti cambino il più velocemente e frequentemente squadre e contratti, così da guadagnarci maggiormente. Fossi calciatore mi affiderei al mio buon cuore e imporrei la mia personalità: sono sicuro che i miei interessi e quelli dei procuratori non combacerebbero. Il caso Giovinco mi sconcerta: il buon Sebastian vuole rimanere alla Juve e credo pure che un ragazzino di 21 anni che sta assaggiando in questo anno il grande calcio non badi tanto alle cifre sul contratto, quanto al fatto di essere utilizzato e allenato come si deve. E mi pare che la Juve abbia fatto tanto per i propri giovani. Ora, se la scuderia Pasqualin la finisse di creare ostacoli tra Giovinco e la Juve sarebbe un bene per tutti, sopratutto per il grande talento bianconero. Credo pure che la soluzione migliore per Giovinco sia la seguente: affidi la sua procura al padre, è la persona migliore per seguirlo e consigliarlo dal punto di vista umano. Dal punto di vista professionale Giovinco ha già dimostrato di saperci fare. Infine: cifre alte distolgono l'attenzione da quello che è uno sport fantastico e basato sul sacrificio. Guadagnare tutti quei soldi per correre appresso ad un pallone potrebbero farti passare la voglia di fare i sacrifici. Questo è l'altro grandissimo male del calcio, e il motivo per cui tanti appassionati hanno abbandonato passione e telecomandi. Un peccato davvero.

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domenica 28 settembre 2008

Mourinho contro il calcio italiano

Prima spara a zero su Ranieri: francamente, non capisco perchè esternare così clamorosamente un rapporto mai sbocciato. Alla luce del fatto che Ranieri tende costantemente a sottilizzare e a buttare tutto sull'ironia, come è giusto che sia. Poi prende di mira Beretta, reo di aver espresso il desiderio di conoscere il commento del portoghese su una partita, Lecce-Inter, che aveva visto la squadra del sud protagonista.


Più che Special One questo qui da proprio l'impressione di essere un Cogli-One. Doti tecniche eccellenti, dimostrate col Porto e un pò meno col Chelsea (negli anni bui di Arsenal e Manchester vincere i due campionati con quella rosa là era il minimo, la Champions ha invece dimostrato altre cosette e proprio per la Champions Mourinho ha abbandonato la barca). Doti umane da rivedere. Ora, va bene essersi creato un personaggio da fumetto: l'uomo grigio che piace a chi tifa a favore e che sta antipatico a chi tifa contro, l'uomo rude con la faccia tosta (traduzione: faccia-da-ca**o). In perfetto stile Intertriste.

Scagliarsi contro la gente è fin troppo facile e qui in Italia ha trovato il terreno ideale. Il nostro è un paese dove chiunque può sparare a zero su chiunque altro, senza pagare nulla, rischiando praticamente zero. In più, se fai parte della scuderia Moratti-Tronchetti Provera-Guido Rossi, allora la tua protezione è assoluta: fai quello che vuoi e non verrai mai punito.

Detto questo, il desiderio di un calcio italiano in profonda crisi, l'unica cosa su cui Mourinho ha ragione, è vedere sana sportività (tipo le battutine di Ranieri e i discorsi pacati e intelligenti di Prandelli e Ancelotti, oltre che i desideri casti di Beretta) e sentir parlare i protagonisti con lucidità, all'insegna della lealtà verbale prima che sportiva. Vanno bene i proclami di Ancelotti e Galliani, vanno bene i discorsi di minimo-moratti e Cobolli Gigli, lo sfogo di Prandelli, l'inno di Delio Rossi e Reja. Ma le conferenze stampa di Mourinho proprio no. Che faccia parlare Baresi, fin qui l'unico a poter sopportare le domande dei giornalisti.

Prima c'era Moggi che con la sua carica ironica e quella vena velenosa aveva fatto innamorare i giornalisti e gli juventini e attirato contro tutti gli altri. Questo portoghese attira solo cattiverie gratuite e rischia di far degenerare incontri, interviste ("Se volete vi faccio un disegnino" lo dicono i bambini per scherzo, non gli adulti in conferenza stampa) e partite. Anche e soprattutto per il bene degli intertristi, perchè non-volesse-il-cielo l'intertriste non dovesse vincere l'ottavo scudetto consecutivo...

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sabato 27 settembre 2008

Sampdoria-Juventus 0-0

Si può dire tutto su questa partita e stilare tutte le pagelle che volete. La sostanza è una e una soltanto: Claudio Ranieri è impazzito. Intontito, rincretinito. Il potenziale della Juve dalla metà campo in su è strepitoso. A patto che il mister schieri chi merita di essere schierato. "Camoranesi è pronto" dichiara alla vigilia Claudio Ranieri, dimenticando però di aggiungere che Camo era pronto per il calcio balilla: lento, svogliato, poco reattivo, poco fiato. Andava fatto riposare per martedì. Alex Del Piero in campo non serviva: lento e svogliato, troppo nervoso e non si capisce il perchè. Se fisicamente non sta bene va tenuto in panchina. Come faceva un certo Fabio Capello quando vinse due scudetti consecutivi, o come ha fatto Marcello Lippi ai mondiali 2006. In panca per la trasferta di Genova c'erano De Ceglie, Iaquinta e Giovinco. Almeno due di questi doveva metterli sin da subito. L'unico imprescindibile è Amauri , ma non si può pensare che il Carroarmato brasiliano risolva le partite da solo.


C'è dunque un problema-Ranieri in squadra. Tenere lontano dal campo l'unico uomo che può darci il cambio di passo e le invenzioni è più che un delitto: Giovinco va messo in campo e basta, come ha fatto il Barcelona con Messi. E non si capisce perchè Nedved deve giocare per forza tutte le partite quando il contributo che darebbe una partita sì e una no potrebbe essere fondamentale. Cioè: se è questo il Nedved che dobbiamo vedere, allora meglio schierare appunto Giovinco o fare un centrocampo più tosto con Marchisio sul centro-sinistra. Passiamo al centrocampo. Ma se Sissoko è stanco e Poulsen soffre fisicamente, perchè non provare qualcosa di diverso? Tipo Marchisio (sinistra) + Salihamidzic (destra) + Ekdal (centro) bassi e Camoranesi a spaziare in mezzo (così corre meno e sta più vicino agli attaccanti). Nel precampionato abbiamo stupito tutti puntando sulla velocità, freschezza e ali forti e tecniche. E soprattutto abbiamo puntato su Rossi e Ekdal: perchè non buttarli nella mischia visto che gli altri hanno bisogno di riposo? Mancano le palle per farlo: si ha Giovinco che l'Arsenal schiererebbe sempre e noi gli facciamo giocare una partita su cinque, facciamo rientrare Marchisio per creare la diga in mezzo e lo teniamo in panca, Molinaro non regge e De Ceglie resta seduto.

Ultima critica: i cambi sono tardivi. Al minuto 80 un giocatore non può cambiare più nulla, anche psicologicamente si ritrova piuttosto scarico. E subentra il nervosismo.

Ora: visto che martedì c'è la Champions, se Ranieri insiste su un Del Piero scarico e un Molinaro in netta difficoltà psicologica e tiene fermo Giovinco... mettiamoci buoni buoni sul divano perchè quest'anno prenderemo tante di quelle batoste che la storia vecchia e recente sarà solo un lontano, lontanissimo ricordo. E già vedo un Marcello che nel Settembre 2010 firma per la terza volta un contratto con la Juve. Altrimenti, se dobbiamo crescere così, tanto vale far rientrare Antonio Conte: la Juve in mano agli juventini. Eccheccazzo!!!

La sostanza ultima è anche la più logica: questa Juve non può vincere nulla più dei trofei estivi. Ma non è l'ambizione che manca, è la pochezza di idee di un tecnico che clamorosamente delude. E delude moltissimo. Ripeto: con questi giocatori la Juve può variare assetti tattici e modo di giocare. Se però dobbiamo continuare con la riconoscenza e con le gerarchie di nomi si va molto poco lontano. E l'esempio lampante lo ha dato per un decennio l'intertriste di minimo-moratti. Ora, se Cobolli Gigli ci fa il piacere di strigliare tecnico e squadra...

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