mercoledì 10 giugno 2009

Il mal di pancia degli intertristi

Il mal di pancia in Italia aumenta. E quasi sempre succede all'inter. L'operazione Milito-Thiago Motta è costata carissima ai nerazzurri. E i giornali e le TV ovviamente non dico la verità, addirittura non commentano una gestione insensata da parte di Moratti. Per avere i due trentenni (Thiago Motta ha 27 anni) la società nerazzurra ha rinunciato a 4 dei suoi giocatori giovani più interessanti, compreso l'attaccante Meggiorini che Conte vuole a tutti i costi al Bari. Compreso Acquafresca, l'attaccante con più potenzialità nel futuro, finito al Genoa. Volevano cedere il bidone Quaresma che ha puntato i piedi: poteva rilanciarsi nel 4-3-3 di Gasperini, preferisce raccogliere palloni e "cinesini" alla Pinetina. Strana cultura del calcio a Milano. E intanto l'ex-centrocampista intertrista Pelè finisce al Genoa: 5 milioni di euro per il riscatto. Preziosi sta lavorando bene.


La novità è il mal di pancia di Maicon che sgancia bombe pesantissime dal Brasile: se la prende con moratti che accontenta solo Ibra e con i medici nerazzurri che non lo hanno saputo curare. Secondo Maicon in una settimana brasiliana ha capito tutto del suo infortunio mentre in Italia non avevano capito nulla. Strano concetto del lavoro e di attaccamento alla maglia. Vuole più soldi il brasiliano, dopo l'assist di Mourinho. Il bello che le TV e i giornali inneggiano a Moratti e alla sua Presidenza, la più scandalosa del calcio italiano. Chiunque può ricattarlo, pure il giardiniere, e il petroliere accontenta tutti: dicono che è buono, a me pare sia solo pirla. Anche perchè di risultati veri ne ha raggiunti ben pochi: una UEFA nel 98 e due Coppe Italia. Finisce qui il palmares in venti anni di attività sfrenata e ridicola. Milioni di euro spesi senza motivo. Ora Ibra vuole andar via, però penso che alla fine resterà non appena il presidente gli mostrerà l'assegno da 20 milioni di euro. Maicon ne chiede forse 10 perchè Moratti aveva detto di lui "merita il Pallone d'Oro". Come se Moratti capisse di calcio. Mourinho si è fatto furbo: non lo cagava nessuno in Europa, nè Barca nè Real nè tanto meno il ManUTD, e allora ha chiesto e ottenuto l'aumento, forse per il bel gioco espresso, forse per gli ottavi di Champions raggiunti dopo un turno eliminatorio che ci ha messo in ridicolo agli occhi internazionali. Però io sono convinto che se l'inter dovesse cedere Ibra e Maicon, beh si rafforzerebbe. Dal punto di vista dell'immagine e dei soldi in banca. A proposito la stoccata di Ferrara mi pare tra le più corrette dell'ultimo mese e il Milan sembra aver dato ragione al tecnico bianconero: o si gestiscono i club allo stesso modo, curando per esempio i bilanci, oppure non ha senso che poche squadre seguano le regole ed altre no. L'ha capito il Milan che, prigioniero di un Presidente che ancora non ha deciso cosa fare da grande (Presidente della Repubblica, di Mediaset o del Milan?), ha ceduto Kakà per scopi economici.

Di mal di pancia non soffre la Juve: chi vuole può tranquillamente accomodarsi fuori dalla porta di Torino. Basta che rimangano in squadra i più vogliosi. Forse è per questo che verrà premiato Giovinco.

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martedì 9 giugno 2009

Kaka, D'Agostino e i giovani Juve

Strano, non me lo aspettavo. Kakà è ufficialmente un giocatore del Real Madrid. Il Milan è ufficialmente in crisi. Nel giorno in cui Arrigo Sacchi scrive di calcio-malato, di gestione-senza-senso delle società (delle società? Roma, Milan e Inter, perchè non fa i nomi?) e parla di un calcio fatto di idee e di pochi soldi, Kakà va al Real. E il Milan si ritrova più vulnerabile. Prima una piccola parentesi su Sacchi. Forse il grande maestro si dimentica come il suo Milan diventò grande: con vagonate di soldi e assegni firmati da Berlusconi, innescando la più grande caccia al dollaro del calcio italiano. Ma signor Sacchi: parla sul serio o ha studiato da Emilio Fede? Bah, ridicolo.


Se il Milan si priva di Kakà non lo fa per soldi. Non solamente per soldi. Non raccontiamo le favole. Le parole di Kakà sono bellissime, da grande e vero uomo. Però anche lo stesso Kakà dimentica che dopo il primo anno, ogni giugno, il papà ha chiesto adeguamenti di contratto altrimenti... E stavolta l'altrimenti si è trasformato in Florentino Perez, che non fa fatica a sganciare soldi. Kakà è solo un sacrificio? Cioè: Pirlo, Pato e gli altri rimarranno? Ronaldinho è stato preferito a Kakà? Dai, cerchiamo di fare i seri. Per risanare il bilancio c'erano diverse vie, diverse strade percorribili. O vendere il giocatore che più di tutti è stato decisivo, o cercare di rifondare la squadra. Rifondare significa: vendere Pirlo, Seedorf e Dida, alleggerirsi di conseguenza di ingaggi importanti, liberarsi di giocatori che ormai hanno poco da dare alla causa rossonera (basta guardare le prestazioni di questi ultimi due anni) e racimolare un bel gruzzoletto di denaro. Col quale sostituire i tre partenti. Esiste un D'Agostino che è l'erede perfetto di Pirlo. Esiste un Marchetti che non costa certo 100milioni di euro ed è cento volte migliore di Dida, oltre che di 10 anni meno. Esistono infine altri centrocampisti in grado di sostituire Seedorf, più giovani e sui quali poter contare per il futuro. E poi ci sono i dubbi su Sheva e Ronaldinho: che senso ha puntare su due pensionati? E' questo il sentimento di rabbia dei milanisti: non vedono il progetto, non capiscono la cessione, non riescono a vedere successi prossimi con questa rosa ormai troppo avanti con l'età e molto indietro con gli stimoli. Anche perchè, e concludo, qualora il Milan reinvestisse i 60 milioni di euro sul mercato, a quel punto cadrebbe la causa "lo vendiamo per soldi!". E poi Gourcuff? Mah.

Veniamo alla Juve. Fumata grigia per D'Agostino. Fumata grigia e credo pure che Pozzo si sia fatto una fumata di sostanze stupefacenti. Non si spiega la valutazione data al centrocampista. La Juve non può e non cederà al quel prezzo. Preferisce pagare con contropartite tecniche. Ad esempio il giovane ed interessante Paolucci, Lanzafame o Volpato e soldi cash. Impossibile cedere Giovinco e Marchisio, forse tutto si potrebbe riaprire con l'inserimento di De Ceglie. Ed ecco perchè.

Ho azzeccato tutto sull'affaire Criscito. Mimmo tornerà a Torino perchè il buon senso vuole così. La Juve rinnova la comproprietà di Palladino lasciandolo a Genova, Mimmo torna a Torino. Il giovane laterale così tanto gratificato e valorizzato da Gasperini torna alla grande a casa. Conosce alla perfezione la difesa a tre, ha giocato benissimo in una difesa a quattro. Da laterale però e non da libero (Ranieri, ha quanto danno...). Ora, col rientro di Criscito la Juve potrebbe cedere in comproprietà De Ceglie all'Udinese se e solo se D'Agostino risulta davvero funzionale e fondamentale nelle idee tattiche di Ferrara. Il nazionale, con Marchisio e Sissoko e Zanetti dovrebbe garantire la diga e la protezione per la difesa e il punto di partenza per il gioco di Diego. Tre di questi giocherebbero sempre, magari con Camoranesi esterno. Vista la debolezza di Zanetti, con i suoi muscoli di seta, averne quattro è importante. Se questo è il desiderio di Ferrara allora l'unico sacrificabile è proprio l'esterno sinistro. Sarebbe un peccato, ma bisogna pure non lasciare il diritto di riscatto nelle mani dei friulani. Anche perchè a me Molinaro non convince, e credo nemmeno la società. Purtroppo è infortunato e secondo me a gennaio un pensierino la Juve lo farà: fare cassa e liberare spazio per il ritorno di De Ceglie il prossimo anno. Sembra questa la strada che porta a Gaetano D'Agostino, ormai proiettato con la mente a Torino. Troppo forte il richiamo della società bianconera, troppo forte il desiderio di poter lottare per grandi obiettivi.

Fra questi c'è la Champions? Perchè no, ma la strada è lunga e piena di ostacoli. Causa Calciopoli la Juve parte in terza fascia. Solo l'eliminazione di una big spalancherebbe la via della seconda fascia che porterebbe ad evitare potenti formazioni (in particolare inglesi e spagnole). Però io sono affascinato dalla terza fascia: un girone di ferro il prossimo anno? Perchè no, è l'ideale per capire il lavoro di Ferrara e la reale forza di questo gruppo.

Gruppo ancora da definire. In uscita ballano i soliti Tiago, Poulsen e Trezeguet. C'è Almiron da piazzare da qualche parte e pure Mellberg è in partenza. Lo svedese sembra essere la pedina di scambio per arrivare a Tasci, il difensore col passaporto tedesco di 21 anni di cui si dice un gran bene. Intanto Cobolli conferma la sinergia tra grandi campioni e grandi giovani. Resteranno Giovinco e Marchisio, intoccabili, e resterà pure Ariaudo che può crescere con tranquillità all'ombra di Cannavaro e Legrottaglie.

Insomma, a me pare tutto perfetto per il lancio di Ferrara. Senza Juve non si può vivere. Sembra questa l'idea di Marcello Lippi. Ferrara verrà infatti sostituito in Nazionale da Soldatino Di Livio, già osservatore per conto del Marcello Nazionale. Senza Juve, come disse l'Avvocato, non si va da nessuna parte.

P.S.
Finalmente qualcuno prende in seria considerazione il problema dei bilanci e l'inter rischia grosso. O tutti viaggiano e lavorano alle stesse condizioni, oppure... Ah no, scusate, siamo in italia. Comanda Moratti!

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lunedì 8 giugno 2009

Razzismo, idiozia e mancanza di rispetto

Gli imbecilli non hanno provenienza o razza: sono tali punto e basta. A Roma, in veste di giocatore dell'Under 21 italiana, Balotelli ha rischiato grosso contro un gruppo di teppisti. Ancora i giornali sbagliano usando la parola "tifosi". No, i tifosi sono diversi. I teppisti sono imbecilli punto e basta. Stavolta non c'è stata provocazione, nè motivo per attentare al giovane giocatore dell'Inter. Stavolta niente più ironie o ragionamenti. Forse sarebbe ancora l'ora di cominciare a far male a qualcuno, nel senso che la Polizia dovrebbe prendere seri provvedimenti altrimenti qui rischiamo guerre sociali per cazzate inutili. Tipo appunto il calcio, che dovrebbe generare allegria e sentimenti diversi dalla violenza, psicologica o fisica.


Mi permetto comunque di aggiungere un però, che non è nei confronti di Balotelli o altri calciatori. Mi piace ricordare e sottolineare che giocatori come Seedorf e Sissoko (prendendone due a caso, c'è pure Asamoah dell'Udinese o Muntari dell'Inter stessa) sono amati alla follia dalla piazza. E forse non solo dalla piazza milanese e torinese. Insomma: mi presenti Seedorf, io mi inchino davanti al suo spessore. Mi presenti Sissoko e impazzisco di gioia per uno degli idoli della Juve. Entrambi, ma prendo due nomi a caso ripeto, rispondono sul campo e fuori dal campo con parole e atteggiamenti estremamente positivi. Seedorf penso sia uno dei giocatori più intelligenti del nostro calcio: parla bene e dice cose solo intelligenti. Sissoko pare dimostrare tanto cuore, quello che mette in campo. Così dico: non è che stiamo un pò impazzendo tutti. E confondendo razzismo - che è il declino di una civiltà e di un paese - con altri sentimenti: quali profonda antipatia per un rispetto non ricevuto.

Mi spiego meglio. Questi signori qua prendono soldi a palate, mentre chi va allo stadio a tifare fa fatica ad arrivare a fine mese. Fa molti sacrifici per pagarsi il biglietto. O più semplicemente a me tocca scrivere per due mesi articoli per potermi pagare l'abbonamento per vedere la Juve. Poi però vedo atteggiamenti di giocatori col muso per ricevere critiche. Vedo allenatori che se la prendono per essere criticati. O addirittura atteggiamenti del tutto censurabili sul campo tra giocatori stessi e giocatori e le curve. Ripeto: da censurare i cori di Torino e di tutta Italia nei confronti di Balotelli. Però anche il giovanotto ha messo del suo per inimicarsi così tanta gente.

Non c'è stato stadio che non lo abbia fischiato. E stessa sorte è capitata a Materazzi, su cui gravano falli e fallacci al limite del codice penale. Così come stessa sorte è capitata a grandi campioni e personaggi del passato. Così come stessa sorte capita a certi giocatori con la propria curva (per esempio Panucci per certe frasi, addirittura Maldini per aver detto la verità, roba da pazzi appunto). Secondo me è arrivato il momento di darci una calmata tutti e riportare ogni cosa al suo posto. I tifosi rispettino di più le società e gli uomini-calciatori. I calciatori rispettino di più le maglie che indossano e i tifosi senza i quali perderebbero motivo d'esistenza. Se ho sbagliato qualcosa, dite pure.

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Rientri, arrivi e partenze in casa Italia

Il rientro di Cannavaro può essere decisivo. L'ultima conferenza stampa ha fatto capire come alla Juve serve gente scomoda, tale da poter dichiarare quello che il Capitano della Nazionale ha dichiarato. Frecciatine e bombe, battute e tanta convinzione di poter fare bene. E' partito tutto da Ferrara che ha risposto a tono a Ranieri e alla stampa, adesso Cannavaro, e in parte anche Buffon che sta ricordando come la Juve ha investito e continua a crescere, mentre gli altri perdono terreno e credibilità.


Credibilità, esattamente. Lo stesso Cannavaro lo ha detto, fra l'altro mi fa piacere il fatto che Fabio lo chiama "Ibra", perchè probabilmente insieme hanno vinto e vissuto due stagioni importanti. Se Ibra va via è per questione di stimoli. All'Inter probabilmente non li ha mai avuti, a parte il numero di zero sull'assegno mensile sganciato da Moratti. Ma adesso si rende conto che più che scudetti di cartone non può vincere. Col serio rischio che se il Milan dovesse rinforzarsi e la Juve azzeccare l'annata con Ferrara, allora sarebbe duro per i nerazzurri raggiungere il quarto titolo di plastica. Magari il cartone lo prende il Milan o la Juve. E comunque di cartone si tratterà, perchè il livello del calcio italiano è di due o tre gradini sotto quello inglese e spagnolo.

Eppure il mago Marcello Lippi ha dato una scossa importante. Non ho visto la partita di Pisa. Non l'ho vista perchè non avevo interesse a vedere Foggia e Marchetti, Pellissier e Montolivo. In ogni caso il mago Marcello ha detto chiaramente con quella formazione e rosa che "l'Italia il potenziale ce l'ha, basta crederci!".

Buffon fa i complimenti alla dirigenza per come si sta muovendo. E non è ancora finita. Perchè in uscita la Juve deve concludere molto (Poulsen, Tiago, Trezeguet) e perchè ci sono almeno altri due colpi da mettere a segno: terzino sinistro e regista. Sul secondo tutto ruota attorno alla follia di Pozzo. O meglio, più che follia legittimo desiderio di intascare soldi e calciatori. Però Pozzo si deve accontentare. Ha chiesto Marchisio e Giovinco, andranno in Friuli sicuramente Paolucci e Lanzafame, forse Pasquato. Non credo nemmeno alla possibilità che De Ceglie si trasferisca a Udine. Se lo farà solo in prestito e solo dopo che la Juve ha messo le mani sul sostituto. Chi sarà tale sostituto? Io continuo a ripetere che la Juve attende il Genoa: riscatterà Criscito? Ferrara lo conosce bene e sembra voler puntare sui giovani. Il campionato col Genoa di Mimmo è un biglietto da visita troppo importante per trascurare questa pista. Purtroppo la regia è del Genoa: deciderà Preziosi se riscattarlo o meno. Altrimenti i nomi più seri sono quelli di Grosso e Dossena, due nazionali. In alternativa, addirittura Maxwell. Sono tutti e tre buoni giocatori, quello che serve alla Juve. A Secco e a Ferrara scegliere il più congeniale.

Il Lione bussa in casa Juve. Obiettivi  Trezeguet e Camoranesi. La Juve ha speso il tesoretto-free per Diego: 24 milioni di euro. Adesso si andrà a pareggiare i conti: tanti soldi escono, tanti ne devono entrare. Ecco perchè i giornali hanno inserito pure Camoranesi nella lista dei partenti. A rigor di logica sarebbe da pazzi cedere Camoranesi. Se però da Tiago e Poulsen si ricaveranno pochi soldi, e per Trezeguet si incasseranno non più di dieci milioni di euro, se la Juve vuole acquistare serve un sacrificio. Fra tutti è proprio Camoranesi quello che rischia di più. Per l'età e per il nuovo progetto tattico. Ma è una possibilità tutta da capire e studiare. Se si vuole dare più spazio a Giovinco, bisognerà per forza di cose limitare Del Piero (cioè inserire più spesso Giovinco al posto del Capitano) o cedere Camoranesi (proponendo Marchionni come laterale, o Giovinco come esterno d'attacco, in una posizione che Camoranesi ha ricoperto nella Nazionale di Lippi). Strategie, solo strategie.

Kaka va al Real. Ibra quasi sicuramente lascerà l'Inter. Sul primo fin qui non ho detto nulla, ma le cose sono strane. Dice di voler rimanere e piange. Intanto in sei anni ha chiesto e ricevuto 5 adeguamenti di contratto. Con ogni volta un aumento importante dell'ingaggio. Ibra è prigioniero di Moratti. Meglio: degli assegni di Moratti. Prende una valanga di soldi. Prende esattamente lo stipendio di Messi unito a quello di Eto'o. Con la seguente differenza: il nano è il giocatore più forte del mondo da due anni a questa parte. Il camerunense ha siglato 30 gol, uno in finale di Champions, ed è risultato più decisivo di Ibra. Per questo non vuole l'Inter. Ci mancherebbe: ha vinto tutto da protagonista, rischia di chiudere la carriera a 28 anni trasferendosi alla Pinetina. A meno che Moratti non si decida a dargli 10 milioni di euro. Il presidente dell'Inter è stato chiaro: datemi Iniesta per Ibra! La risposta di Andrès, uno dei centrocampisti più forti al mondo, ha rilasciato risposte censurate dai giornali. Chissà cosa avrà detto!

Ha ragione Buffon: vincerà il più scarso l'anno prossimo. L'inter resta quindi la favorita!

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domenica 7 giugno 2009

La Juve che verrà

Ferrara, D'Agostino, Marotta, Trezeguet, De Ceglie e Giovinco: questi i nomi caldi su cui lavora la Juve. Senza dimenticare che in questa lista manca un terzino sinistro all'altezza della Serie A. Addirittura si riparla di Maxwell, vicino ai bianconeri quando Luciano Moggi trattò Ibrahimovic. Poi Capello scelse Cannavaro e l'inter arrivò seconda. Come mai gli era capitato negli ultimi venti anni: solitamente infatti i nerazzurri arrivavano terzi. E nonostante il piazzamento nel 2006 riuscirono a vincere uno scudetto. Tant'è che in Inghilterra si domandano ancora: "ma come hanno fatto da terzi a cucirsi addosso lo scudetto?". Misteri. Pare che Claudio Brachino intende farne una puntata speciale su Rete4.


Passiamo a noi. Ferrara guiderà le prossime settimane cercando di definire meglio l'organico e pronunciandosi su nomi e trattative. La Roma non ha la forza per pagare Trezeguet: nè pagarlo alla Juve (servono 10 milioni di euro) nè pagare poi il giocatore (4 milioni sono 4 milioni all'anno). Per bocca di Cobolli, la Juve attende un'offerta serie e gustosa e allora se ne può parlare. Altrimenti David incrementerà il bottino di reti in maglia bianconera, ben sapendo che il posto assicurato qui alla Juve non l'ha mai avuto nessuno. Un'eccezione quest'anno si farà per Diego: per via del modulo nuovo e dell'investimento fatto. Tatticamente e tecnicamente Diego rappresenta l'ancora di salvezza di un gioco che con Ranieri non è mai decollato. Peccato non ci sia più Moggi. Trezeguet potrebbe servire da pedina per arrivare a qualche buon colpo: il Lione qualcuno importante ce l'ha. Così come altri top-club.

Il discorso D'Agostino sembrava già chiuso qualche giorno fa, adesso le cose si complicano. Di Natale pare diretto in Germania, così Pozzo vuole trovare un suo sosia. Individuando in Giovinco il calciatore ideale a rilevarne il ruolo. Peccato però che la Formica Atomica non si muoverà da Torino. Il piccolo genio è convinto di poter dimostrare di valere la Juve. Il team bianconero sembra volergli dare questa possibilità,  cercando di metterlo in scia a Del Piero, che a novembre compirà 35 anni e che eterno non è. Ferrara dovrebbe essere garanzia per l'impiego di Giovinco, che dal cambio di modulo può solo guadagnarci. L'ha ripetuto pure Blanc: Giovinco non si muove perchè la Juve ha sposato la linea verde, perchè è un talento naturale e la Juve non cede i talenti, al contrario di altre squadre.

L'intervista di Blanc fa ben sperare i tifosi. Ha parlato con caparbietà del lavoro di questa dirigenza: ha tenuto i più grandi, sta tornando a fare del buon mercato, sta costruendo uno stadio di proprietà (prima società italiana a farlo), ha i bilanci in regola (prima società a esserlo). Ha sganciato parecchie bombe contro Milan e Inter, colpevoli di fare quello che gli pare scavalcando le regole economiche che dovrebbero governare il nostro Paese, come da direttive UEFA. Ma se Berlusconi è il capo del governo e moratti si cuce addosso scudetti che non ha mai vinto, tutto è lecito.

L'Udinese per D'Agostino vorrebbe due tra Marchisio e Giovinco. Io aggiungerei: sì, più soldi. Suvvia Pozzo, non scherziamo. Il primo è praticamente non-trattabile. Nel senso che da qui non si smuoverà mai, credo e spero. Talento naturale, sembra coniugare quantità e qualità. A soli 22 anni. In silenzio, con grande umiltà e serietà, si è ritagliato il suo ruolo in questa formazione. Prestazioni eccezionali, in Serie A come in Champions. Ultimamente ha pure preso il vizio dell'assist e del gol. Tre in questa stagione. Con la possibilità di giocare in più ruoli. Cedere la Formica Atomica, e concludo, è da pazzi. E non avverrà.

De Ceglie sembra essere favorito da una situazione particolare. Non ci sono grandi terzini in vendita in Europa. Chi ce li ha, se li tiene. Molinaro è out fino a ottobre, e da lì dovrà recuperare la condizione. Quindi la Juve si ritroverebbe scoperta. L'attesa per una trattativa in tal senso è da giustificarsi con un'altra attesa: quella per Criscito. Il cartellino è a metà tra Genoa e Juve, coi rossoblu che possono vantare il diritto i riscato. Prezzo fissato: 7,5 milioni di euro. Vero che il Genoa ha incassato dopo i colpi Milito-Thiago Motta, però quei soldi lì in parte sono già stati reinvestiti, in parte sono arrivati tramite contropartite (10 milioni la metà di Quaresma, acquistato per 33 da moratti, più altri 10 quelli per Acquafresca poi girato all'Atalanta, più acquisto di Floccari). Insomma, il Genoa prima di staccare l'assegno vorrebbe pensarci. E poi secondo me il Genoa pensa più a Palladino, sempre a metà tra le due società. Tacitamente dovrebbe funzionare così: uno resta da una parte, l'altro rientra. Così, dato che il Genoa è coperto sulla sinistra, a rientrare dovrebbe essere Criscito. Più utile alla causa bianconera. Agevolato dall'assenza di Ranieri che lo vedeva libero: prima o poi qualche spiegazione su queste bufale l'ex-allenatore bianconero dovrà darle o no? Se Criscito rientra, la Juve potrebbe sospendere le ricerche: la fascia sarebbe affidata al duo De Ceglie-Criscito, due Under 21. Con Molinaro che a quel punto avrebbe la valigia pronta.

Viceversa, qualora saltasse l'affare Criscito (dico io: perchè cedere il diritto di riscatto al Genoa?) i nomi caldi sono i soliti: Grosso (per il quale non gioca a favore l'anagrafica), Dossena (per il quale servono almeno 8 milioni di euro) e l'ultima novità. Come già detto, Maxwell. E' in rotta con Murigno che gli ha preferito Santon. A proposito del baby terzino. Il mitico Riccardo Ferri disse un giorno, da allenatore poi sollevato delle giovanili intertristi, che "tu sei alto e forte, farai l'attaccante!". Si riferiva ad un piccolo Santon. Oggi è il terzino sinistro-destro più interessante del calcio italiano. Non commento.

Soffiare Maxwell ai nerazzurri sarebbe gustoso. Non so quanti soldi servono. So solo che ci serve come il pane un terzino sinistro. Evra non si vende, Dani Alves nemmeno, Cabrini si è ritirato. Insomma, non ne restano molti in giro.

Capitolo Marotta: va preso un direttore generale. Marotta ha fatto un buon lavoro, ma continuerebbe a farlo nella Juve?

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sabato 6 giugno 2009

E se ri-riprovassimo con Tiago?

Siamo sicuri che Tiago alla fine andrà via? Cioè: chiaro come Ferrara sponsorizzi D'Agostino. "L'ho visto da vicino, è uno con qualità e personalità." L'abboccamento c'è tutto, così come i presupposti per portarlo a Torino. Certo non alle cifre pazze di Pozzo (così la frase suona carina). Cioè: non vale 25 milioni di euro. Ci mancherebbe. Ne vale molti di meno, giusto una decina. Soprattutto: non vale Giovinco e Marchisio. Questi due sono intoccabili, così come De Ceglie vista l'indisponibilità fino ad ottobre di Molinaro (per il quale non sono sicuro la sua riconferma, purtroppo è rotto, quindi fino a gennaio sarà bianconero, poi chissà, potrebbe essere ottima merce di scambio).


Un affare che sembrava chiuso adesso diventa problematico. Cifre folli, richieste assurde. Non c'è pericolo per i tre giovanotti di casa Juve. Rimarranno, almeno lo spero. Ma se Pozzo non si smuove dalla sua richiesta, tanto vale cercare qualche alternativa. Però, visto e considerato le critiche esplicite ed implicite rivolte alla gestione di Ranieri... non sarà il caso stavolta di provare a rilanciare Tiago? Nella sua posizione preferita? In uno schema che comunque conosce a meraviglia (il centrocampo del Lione funzionava così, parimenti a quello del primo Chelsea di Mourinho). Verrebbe sgravato da compiti offensivi (ci penserà Diego), potrebbe andare col suo passo poco rapido. Le geometrie, quando Ranieri l'ha fatto giocare per due partite di seguito (cosa che è capitata raramente, quasi mai), ha dimostrato di possederle. Poco adatto a fare il trequartista, ma questo doveva già essere chiaro fin dal principio.

Il concetto quindi è: siamo sicuri che la cura Ferrara non dia i suoi frutti con Tiago? La mia personale impressione, sentite e lette le dichiarazioni di Ciro di qualche settimana fa, alla vigilia di Siena, mi fanno pensare alla seguente cosa: Tiago per adesso rimane, si fa tutto il ritiro e proverà qualche match estivo. Se Ferrara sarà soddisfatto potrebbe decidere di tenerlo come quarto centrocampista e provare a rilanciarlo. Sarebbe la chiusura del teorema con-Ranieri-in-panca-si-è-sbagliato-tutto-ma-proprio-tutto! Che più che teorema mi pare una verità assoluta.

Più di Poulsen conviene tenerlo. Perchè in passato ha dimostrato ottime doti. Perchè è stato pagato 13 milioni di euro che non ci darà più nessuno. Perchè ha un ingaggio non da piccola società. Perchè in fondo, a me, in assoluto (cioè escludendo i 5 in pagella beccati con la Juve), piace!

P.S.
So già che qualcuno avrà voglia di elencare tutte le parolacce e gli insulti contro di me e contro questa idea. Vi prego quindi di non esagerare. Grazie. Ma proprio nessuno nessuno mi appoggia?

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Programma Ferrara: chi dentro e chi fuori

Sotto col fantamercato adesso. Ora che Ferrara è ufficialmente su quella panchina, il lavoro da qui ai primi di luglio è durissimo. Rosa da sfoltire, gente da accompagnare fuori dal cancello di Vinovo, programmi da ricostruire. La Juve deve plasmarsi, stavolta in modo decisamente più serio rispetto agli altri anni. Perchè i tempi sono maturi, perchè gli esperimenti aziendali sono finiti.


La mossa di Ranieri e le sue scelte hanno dimostrato come qui alla Juve un uomo non è capace di vincere. Un uomo no, ma uno staff serio sì. Ecco perchè dentro i cancelli di Vinovo, circa quattro settimane fa, si iniziarono a fare scatoloni da buttar via. Chi c'è adesso dentro quegli scatoloni?

Durante la conferenza di presentazione, Ciro il Tecnico ha espressamente accennato al nuovo modulo tattico che ha in mente. Giocoforza tale modulo prevede il trequartista, così come il rombo che Lippi si inventò per liberare il genio di Zidane. Chiaro come Diego non sia e probabilmente non può mai diventare Zidane (uno dei più forti giocatori degli ultimi trent'anni, almeno in quel ruolo), però il concetto è proprio quello lì. Lo sa bene Ciro che di quella Juve costituiva l'asse portante del settore difensivo e l'anima.

Se allora la Juve cambierà pelle, un pò di nomi sul piatto si possono già mettere, in attesa di depositare il piatto da qualche parte, sempre più concretamente all'estero. Germania, Turchia e Spagna. Indipendentemente che sia un 4-3-1-2 o un 4-2-3-1 a questa Juve serve un altro centrale di centrocampo, uno dai piedi buoni e dalla lucidità mentale per far ripartire da dietro l'azione, un buon terzino (forse anche due se a Zebina venisse diagnosticato il morbo-della-vendetta) e basta così. Indiscrezioni, ma come già detto, un pò di nomi possiamo farli.

Poulsen e Tiago dovrebbero lasciare Torino solo per la propria incolumità fisica. Prodotti di un progetto assurdo votato da Ranieri (peccato che anche io avevo pensato bene di Poulsen, accecato da quel famoso tridente che nemmeno in allenamento è stato mai schierato dal tecnico del Testaccio) e pronti per essere svenduti. Pazienza se lasciano una minusvalenza sul bilancio, serve liberarsene, per dare anche una scossa a tutto l'ambiente. A proposito di scossa, apro una parentesi. Dall'ultima fila parte una domanda scomoda ieri sera: "Ranieri ha detto che anche senza nessuno in panchina la Juve sarebbe arrivata seconda!". Ferrara non si scompone e come il solo grande Marcello sapeva fare risponde a tono, senza mai scivolare nella presunzione: "E' vero, ne prendo atto. Avevo chiesto sette punti, ne sono arrivati soltanto sei. E' anche colpa mia!". Sembrerà banale, ma dietro queste parole c'è tutta la rabbia, quella vera, quella bianconera, di mordere il risultato a tutti i costi, senza badare a mi-manca-questo-e-quello, cui un pò tutti siamo stati abituati da Ranieri. Non bisogna guardare al passato, solo al futuro. Non bisogna pensare alla triste realtà, cioè di essere inferiori, occorre pensare e convincersi di essere superiori. Come il solo Marcello Lippi sapeva fare. E mi pare che in quel 2006 l'ha ridimostrato vincendo un Mondiale in condizioni mentali pessime. Ferrara dice "io provengo da quella scuola!". E allora forse il popolo juventino tornerà a divertirsi come un tempo.

Non più tardi di qualche giorno fa il mitico Giampiero Boniperti augurava a Totti i gol per raggiungere la storia, poi si dedicava alla Juve: "Serve juventinità e il ritorno ai vecchi valori. Serve uno con le palle che tiri fuori dai calciatori il 200%, anche e soprattutto in condizioni non buone". Forse la dirigenza lo ha trovato.

Torniamo al fantamercato. Poulsen, Tiago e chi altri? Quasi sicuramente Trezeguet: difficile recuperare il rapporto col francese, dopo che Ranieri lo ha zuccherinato il primo anno (grazie, 20 gol e tanti problemi risolti) e bastonato il secondo spremendo fino alla morte Del Piero (che Ferrara gestirà al meglio, ne sono sicuro) e soprattutto Amauri (che infatti ha pagato amaramente il finale di stagione). Difficile recuperare anche il terreno per David, perchè Iaquinta è praticamente intoccabile, Amauri non si vende perchè una mente lucida punterebbe oggi e domani sul brasiliano (specialmente con quel modulo là e le sue qualità fisiche e tecniche) e perchè Giovinco continua a guadagnare terreno.

Se qualcosa capisco di calcio e la Juve non sta seguendo strade particolari per un esterno di centrocampo, allora si dovrebbe puntare su un centrocampo di sostanza (Marchisio, Sissoko, Zanetti e D'Agostino) e sulla classe infinita di Giovinco e Diego. Il secondo parte sulla carta avvantaggiato: perchè è un vero regista, perchè l'ha già dimostrato, perchè è più centrocampista di Giovinco. Il secondo, che resterà sicuramente, altrimenti a Torino scoppia qualcosa di simile a quello che scoppiò in Francia il 14-7-1789, imparerà il bel ruolo di esterno d'attacco, con licenza di accentrarsi e liberare il suo genio. Come già fatto contro la Lazio, dove addirittura ricoprì il ruolo di puro trequartista. Anche perchè Casiraghi ha dato ottima prova tattica, con Criscito e Marchisio larghi sulla sinistra, col secondo capace di adattarsi benissimo e stringere al centro ogni volta che occorre.

Proprio su questi ultimi due nomi la Juve sembra puntare. Marchisio è intoccabile, di sicuro la più bella sorpresa del campionato. Criscito ha già ribadito, con Ranieri fuori dai giochi, che sarebbe pronto a tornare e giocarsi le sue carte. Sarà un caso? Fuori Ranieri e i giovani tornano a parlare con forza del proprio futuro Juve. Manca Palladino, ma credo che a breve rilascerà qualche frase interessante. Il Genoa ha il diritto di riscatto, però l'accordo implicito prevederebbe che solo uno tra Palladino e Criscito rimanga a Genova, l'altro torni. Chi dei due torna alla base? Palladino si ritroverebbe chiuso: dovrebbero cedere Giovinco per far tornare Palladino, autore di una stagione importante, largo sulla sinistra, come terzo attaccante. Criscito, viceversa, si ritroverebbe con la fascia sinistra in suo possesso. Almeno da dividere con De Ceglie. Ma se arriva Criscito, chi rischia di più tra De Ceglie e Molinaro?

Dubbi da sciogliere. E poi chi l'ha detto che Camoranesi resta? Uno di quelli che con Ranieri qualche-problema-qualche l'ha avuto. Quest'ultima domanda ve la lascio in eredità, ma non è mia. Ho superato una visita medica qualche tempo fa e mi hanno rassicurato sulla mia salute mentale. Indovinate quale giornalaccio ha lanciato la bomba? Costa 1 euro e le sue pagine colorano di rosa.

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venerdì 5 giugno 2009

Errori del passato, povero Didier

Quando se ne andò sbattendo la porta, il primo io, inebriato dall'entusiasmo del pronto rientro in A, ho lasciato passare la cosa sotto banco. Senza dare troppa importanza all'intelligenza e alla maniera per cui Didier aveva mollato. Lì sì, lo stile Juve venne meno. Perchè Didier aveva letteralmente sganciato una bomba. Che sarebbe esplosa due anni dopo, a due partite dal termine di un campionato nato male, proseguito male, conclusosi malissimo, a parte la bella storia di Ferrara e la posizione finale.


Didier Deschamps ha fatto meglio o peggio di Ranieri? Il discorso potrebbe sembrare assurdo e inutile. Infatti non darò una risposta. Sarebbe appunto ridicolo. Di certo Didier, rispetto a Ranieri, aveva capito determinate cose. Per esempio l'inesperienza di Alessio Secco. A quel tempo (pare una parabola biblica) c'era un certo Roberto Bettega a tirare i fili da dietro le quinte, a sistemare rapporti e contratti e progetti con i big, da Buffon a Trezeguet, da Camoranesi a Nedved. Però Alessio Secco ha imparato, chiudendo gli affari nei successivi due anni. E Diego e l'ultimo colpo, forse l'ultimo è D'Agostino, chissà. Un'altra figura che Didier vide in difficoltà fu quella di Blanc, suo connazionale. Forse il suo primo sponsor per l'approdo sulla panca della Juve. Non esplicitamente, Deschamps fece capire come la dirigenza bianconera avesse le idee confuse in merito alla gestione di un team così importante come quello juventino, in uno dei momenti più delicati della storia. Aveva chiaramente espresso l'impossibilità di risalire verticalmente le posizione del calcio italiano, che serviva tempo e voleva nelle sue mani maggiori poteri, riguardo la rosa, riguardo il mercato. In risposta ricevette non certo rassicurazioni, perciò per il bene proprio e della Juve fece la valigia e si dimise. Dimissioni accettate. Col senno di poi, l'accettazione delle dimissioni di Didier vanno inquadrate in quella confusione che Didier, da grande regista quale fu in mezzo al campo, intravide e percepì. E da lì la Juve tutta andò in confusione. Nonostante i risultati abbastanza soddisfacenti. 

Non esiste la controprova, però adesso sarei curioso di "dove sarebbe la Juve di Deschamps dopo tre anni di lavoro"? Bella domanda. Parziale risposta potrebbe essere: un anno di B senza difesa, con Marchisio diciannovenne in cabina di regia, con Paro (23 anni, al primo anno in bianconero) e Palladino (che con Didier visse un anno da protagonista, con 9 gol in campionato e tante presenze da vice-Trezeguet). Facile con quei campioni, sì. Ma quello che più stupì fu l'atteggiamento e la padronanza con cui quella Juve vinse il campionato. Tranquillità assoluta, mai un problema nello spogliatoio, tutti in riga, tutti a dare il massimo. Tutti, compresi i big. Come dice in un'intervista rilasciata ieri, è importante farsi rispettare, pretendere il massimo per sè, ma soprattutto per la maglia. Lanciò pure Giovinco, in posizione di trequartista. E innumerevoli altri giovani, poi approdati tutti in B e in Serie A. Da Venitucci a Rossi, da Bianco al difensore di cui non ricordo il nome.

Insomma scelte coraggiose e azzeccate. Un cammino da record, pur in Serie B, pur con la Juve. Non era facile e lo dissero tutti i big. Non è stato per nulla semplice.

Un vero peccato. Perchè adesso le scelte societarie sono da guardare come parziale accoglimento di tutte quelle critiche di Deschamps. Blanc ha dimostrato di fare un passo indietro, rimettendo la decisione ultima al Comitato Sportivo. Alessio Secco ha lavorato bene, ma prestando l'orecchio e lasciando l'ultima parola a Ranieri. La scelta di Ferrara è coraggiosa, ma consapevole. E' necessario riprogrammare e sfoltire. Sfoltire la rosa degli errori commessi da Ranieri. Provare a recuperare il terreno perduto. E allora: la Juve in mano alla Juve. Eppure, proprio con Deschamps la strada sembrava tracciata. E da Juventino, Didier mollò la barca non condividendo il programma. Ora Ciro ha firmato, dopo un'ora di colloquio. Probabilmente non sapremo mai toni e contenuti di quell'oretta, ma conoscendo il carisma e l'intelligenza di Ferrara, io da tifoso sono già soddisfatto. Ampiamente. Spero nelle vittorie, ma è importante verificare il cammino della Juve. Possiamo anche replicare il secondo posto, può anche vincere il Milan, sempre che in segreteria non ci sia un'altro scudetto prenotato da moratti e guido rossi. Possiamo non superare i quarti di Champions. L'importante è che tutta la stagione sia giocata con dignità e col massimo impegno. Con contenuti nuovi, tattici e tecnici. Con lo spirito da vera Juve.

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E' fatta: Ciro resta l'allenatore

E' fatta. Non serve nemmeno aspettare, credo! Perchè partire armi e bagagli da Coverciano direzione Torino vuol dire solo una cosa: essere stato confermato allenatore della Juve.


La presentazione avverrà stasera o al massimo domani, o alla riapertura della Borsa lunedì. Ma è solo un dettaglio. Come previsto, troppi indizi conducevano al tecnico napoletano, già responsabile del settore giovanile. A parte gli indizi dei quindici giorni positivi alla guida della squadra, a parte la banalità (poi tanto banale, visto come si erano messe le cose) dei 6 punti in due partite e zero gol subiti, gli indizi erano: spostamento della data del raduno (garantendo ai Nazionali tutti un più comodo rientro), affare D'Agostino, intoccabilità di Marchisio e Giovinco (che Ranieri voleva cedere, maledizione a lui!!!), fiducia a Zebina e De Ceglie (anche il giovane terzino era pronto a trasferirsi in prestito). Ferrara, che conosce bene i giovani perchè allevati proprio da lui, punta molto sulla linea giovane. In più con la Lazio ha dato ottima prova di poter cambiare piano tattico: mise infatti Amauri togliendo Zanetti, accentrando Marchisio e spostando sulla sinistra Giovinco. Al contrario di Ranieri però, Ciro ha dato compiti meno difensivi a Giovinco, con la possibilità per il folletto di spaziare al centro e vagare libero.

Altro dettaglio: Mellberg non parte più. Lo stesso Ferrara aveva detto che gli sarebbero serviti quattro centrali e Mellberg è uno che la panchina può farla tranquillamente, mentre Chiellini e Legrottaglie e Cannavaro si distribuiranno la fatica di una stagione che sarà pesante. Pesante per sobbarcarsi il nuovo modulo.

Le incognite sono rappresentate da: Criscito (possibile rientro, con Molinaro che a quel punto rischierebbe grosso), Trezeguet (a Roma gratis? No, denaro fresco dalla Francia), Poulsen ("Questo è migliore di Sissoko!" gridava Ranieri in conferenza, dopo essersi scolato dai sette agli otto litri di vino probabilmente, ma pesano l'ingaggio e il cartellino, la Juve dovrebbe registrare una minusvalenza a bilancio in tal caso) e Tiago (stesso discorso di Poulsen: chiuso da Zanetti e D'Agostino, poche possibilità di vederlo in campo, e dopo due anni sarebbe anche l'ora di liberarsene: prodotto di Ranieri, strano no?).

Così, a meno di altri clamorosi sviluppi di mercato, in entrata si intende, la Juve è completa. Più fiducia a Giovinco che almeno inizialmente partirà da vice Diego, con possibilità di giocarsi più di una chance sulla fascia qualora il modulo fosse il 4-2-3-1. Marchisio e Sissoko si divideranno la fatica, Zanetti e D'Agostino la cabina di regia. Mi sembra tutto a posto, no?

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Un giorno migliore

Come da titolo di una delle più belle canzoni di Paolo Belli, oggi per la Juve è un giorno migliore. Si decide gran parte del futuro: rosa e assetto societario.


Ferrara è già l'allenatore della Juve. Forse lo è dal dopo partita con la Lazio. Cosa è successo in quindici giorni per far cambiare idea alla società? Beh, Blanc e Secco hanno visto solo cose positive. Un grande gruppo di lavoro, che in appena 7 giorni ha riportato la Juve in alto: condizione fisica ottima, condizione mentale perfetta, recupero psicologico di molti giocatori (Del Piero, Zebina e Camoranesi su tutti). Ciro ha dimostrato passione, sorriso (che non guasta, quanto sono simpatiche le sue conferenze e le sue interviste?), carisma e tanta intelligenza. Soprattutto, quello che ha più convinto la società, ha le giuste idee tattiche per poter sfruttare al meglio una rosa che già è ottima.

Per esempio ha consegnato nelle mani di Marchisio il centrocampo Juve: assieme a Sissoko, il giovane Claudio è destinato a ripercorrere le bellissime carriere di grandi mediani della storia bianconera. Indipendentemente dall'eventuale arrivo di D'Agostino, col quale sarebbe complementare, visto che Casiraghi lo impiega più largo sulla sinistra, in un centrocampo a tre. Proprio l'Under 21 sembra un buon termine di paragone con la Juve che verrà. Fra l'altro, con Casiraghi giocano i tre gioielli di casa Juve: De Ceglie, Marchisio e Giovinco. Senza dimenticare Criscito, per il quale si attende la mossa del Genoa. Ma Ferrara ha fatto capire di volerlo alla base, sulla sinistra, alternandolo a De Ceglie. Vista l'indisponibilità di Molinaro. Soprattutto, visti i suoi scarsi miglioramenti. E' lui che rischia più seriamente il posto.

L'altro gioiellino, che proprio ieri ha confermato la felicità per la conferma di Ciro sulla panchina della Juve, è Sebastian Giovinco. Peccato abbia fatto il terzino con Ranieri. Peccato perchè le uniche tre partite che Ranieri gli ha concesso di giocare nel posto in cui preferisce, largo sulla sinistra e poi libero di andare dove lo porta il talento, aveva dato ampia prova delle sue abilità. Le tre partite sono negli occhi di tutti i tifosi: Chelsea (venti minuti dove risultò il migliore per la stampa inglese), Bologna (gol, assist e partita da 8) e Roma (assist e match fantastico). Con Ciro Sebastian potrebbe davvero avere più spazio e maggiore tranquillità, nel senso che può star tranquillo di avere piena fiducia e possibilità di giocare con più continuità. Proprio il cambio di modulo potrebbe giovargli: largo nel 4-2-3-1 o seconda punta nel 4-3-1-2. Come lui stesso ha confermato. Diego a manovrare, Giovinco a concludere. Sono complementari i due e Ferrara credo lo abbia capito.

D'Agostino è sempre più bianconero. In realtà i colori della sua maglia, in ogni caso, non cambierebbero: da Udine a Torino, sempre di bianconero si tratta. D'Agostino è ben voluto da Ferrara e proprio Ciro ha dato indicazione di prenderlo. Perchè si concretizzerebbe quel famoso rombo che fece la fortuna di Lippi nella sua prima missione bianconera. Allora vi era Didier Deschamps come vertice basso, Zinedine Zidane come vertice alto. Cervello arretrato e genio assoluto a ispirare le punte. In quel famoso centrocampo si alternavano due mastini come Jugovic, Conte, Tacchinardi. E vi era un esterno puro: Di Livio. Qui può accadere la stessa cosa: Camoranesi potrebbe essere l'esterno puro, il mastino uno fra Marchisio e Sissoko. Ferrara cioè sembra avere le stesse idee di Marcello Lippi. E speriamo quest'ultimo lo abbia allevato al meglio.

Insomma, la Juve in mano alla Juve. Sembra il progetto più bello, a lungo inseguito. Potrebbe addirittura tornare Peruzzi, se uno tra Sormani e Maddaloni dovesse dedicarsi a tempo pieno al settore giovanile. Potrebbe fare l'assistente di Ferrara. E' pronto il rientro di Massimo Neri, già al lavoro a Torino con Capello. Quasi pronto l'ingaggio di Marotta e qui il discorso diventa più serio.

Serio perchè è ovvia la necessità di affidarsi ad un uomo con più esperienza, che ha già fatto del buon lavoro altrove. In tal caso alla Samp. Marotta ricoprirebbe la carica di Direttore Generale: cioè, problemi di spogliatoio e di contratti, problema di relazioni col Palazzo. Alessio Secco manterrà la carica di Direttore Sportivo, perchè al contrario di quanto scrive la Cazzetta, l'ex assistente di Moggi ha fatto un buon lavoro. Blanc si occuperà solo dei conti della società. E del discorso nuovo-stadio.

Questa è la Juve che si appresta ad un'annata importante. Per certi versi una vera e propria partenza, dove esistono pochi dubbi e ostacoli, quasi zero incertezze.  Anzi, di incertezza la Juve ne ha una: ma quanti scudetti a tavolino ha pianificato nel 2006 l'inter di moratti?

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