sabato 4 luglio 2009

Ciro Ferrara: profilo semiserio

Parla Ferrara e subito si nota la differenza. Non è semplice felicità per vederlo sulla panca bianconera. E' una considerazione oggettiva. Insomma, facciamo un esperimento. Chiudete gli occhi e fatevi leggere un pezzo dell'intervista, anzi la parte iniziale, la presentazione dell'intervistato. Sapete già che è della Juve. Immaginate ora che Ranieri non sia mai stato esonerato. Domanda: quelle parole e concetti potrebbero essere stati espressi da Ranieri? Credo che solo una persona su 100 direbbe di sì. E c'è la certezza che quella persona non sia juventina.

Ferrara si presenta con "Costruiremo una grande Juve" e non con "proviamo a costruire una buona squadra" (spulciate i giornali di un anno fa). Ferrara dice che il mercato non lo fa lui (Moggi insegna), mentre l'altro iniziava ad inimicarsi i propri tifosi sostenendo che "Poulsen è più forte di Sissoko". Questo Ciro ipotizza una Juve d'attacco, ma non svela nulla, mentre Ranieri disse "col tridente abbiamo già giocato e con questo attacco...", poi non schierò il tridente nemmeno nella partitella del giovedì pomeriggio. Ciro ha bisogno e reclama il regista, Ranieri ha chiesto Knezevic, aveva bisogno del centrocampista offensivo e prese Poulsen (col beneplacito della dirigenza che seguì le sue idee, poi pentendosene a due giornate dalla fine: meglio tardi che mai!). Le differenze ci sono e questo gioco qui non verrebbe pubblicato nemmeno sulla Settimana Enigmistica per livello di facilità infantile.

Parla Ferrara e l'interlocutore e il lettore viene subito investito da due sensazioni: l'allegria di Ciro, in pieno stile napoletano, e il suo inguaribile ottimismo. Ottimismo che gli deriva da una carriera stratosferica, da una conoscenza del calcio che va dalla gestione di Maradona alle vittorie con Lippi in bianconero, fino al Mondiale vinto da secondo allenatore. Non avrà mai allenato, ma a me tifoso questo basta per capire che di calcio ne sa più del 90% degli esperti (o fantomatici tali) che vanno in tv o scrivono sui giornali o gestiscono società di calcio. A me basta e avanza.

Purtroppo deve fare i conti con un passato disastroso, e cioè la gestione tecnica di Ranieri. Badate: gestione tecnica disastrosa, i risultato sono lì e non possono essere nè ignorati nè sminuiti. Ma proprio quei risultati diventano paradossalmente una delle colpe di Ranieri. Insomma, con scelte diverse sul mercato e una gestione più attenta delle partite, la Juve poteva tranquillamente accumulare molti più punti. Il che non significa per forza vincere lo scudetto, semplicemente significa tornare ai fasti del passato. Alzi la mano chi ha visto con Ranieri una squadra sicura di sè, che già al 60° metteva a riposo la partita terminando di giocare e distruggendo il gioco avversario (mi ricordo di Emerson e Vieira davanti la difesa e Ibra a tenere palla là davanti combinando poco, ma, appunto, addormentando il match). Non vedo mani alzate. E' questo il punto. La tanto decantata filosofia Juve, con Ranieri non si è mai vista. La fame, la corsa, il cuore: dove sono andati a finire?

La scossa dell'esonero ha pressato il gruppo e lo ha messo di fronte alle proprie responsabilità. L'arrivo di Ferrara ha influito? Di sicuro ha influito il carattere e la voglia di dimostrare che su quella panchina poteva starci. Di riflesso questo lo si è visto in campo, con Camoranesi che ha corso per 180 minuti (andate a riguardare il minutaggio dell'italo-argentino con Ranieri che lo considerava fuori forma), con Zebina che di colpo è tornato al 6,5 (dato Cazzetta-Rosa) e per la prima volta il tridente schierato come a dimostrare che Ciro, con Diego il brasiliano, poteva fare davvero bene. Ecco perchè i tifosi sono impazienti di vederlo all'opera. Ecco perchè c'è tanto ottimismo e tanta voglia di rivalsa nei giocatori bianconeri.

A questa Juve serve una forte dose di spregiudicatezza, e solo un napoletano poteva dargliela. La Juve in mano agli juventini, concetto umile e al contempo di grande forza. In parte è andato in porto. Ora... speriamo che Ciro se la cava!

Roberto Mancini, un uomo un perchè!

Mancini dice che non sarebbe un problema per lui venire alla Juve. Beh, di venire può venire, non so però se potrà poi tornare a casa. Sto scherzando? Certo che sì, ma ha iniziato prima lui però. Incredibile. Dopo due anni non trova mezza panchina. Dopo un anno non è nemmeno capace di andare in tv. Parla e straparla, si candida e nessuno che lo caga. Questo è Roberto Mancini, cui probabilmente verrà riaffidata la panca nerazzurra quando Mourinho realizzerà in quale posto è capitato. Era una bestia in campo, una bestia però divertente (dal punto di vista tecnico), lo è ancora di più fuori. Frasi senza senso, nessun tipo di personalità nella gestione dello spogliatoio (se Materazzi può permettersi di riscrivere le gerarchie e il capitano non sa fare il capitano, l'allenatore dovrebbe prendere tutti e appenderli al muro, viceversa lui prima si è dimesso, poi si è autocandidato per proseguire, infine è stato sbattuto fuori).

Roberto Mancini: un uomo un perchè! Ha vinto 6 titoli di fila in Italia e nessuno lo ha mai chiamato in tv. Poche interviste, nessun riconoscimento. Come detto, nessun presidente convinto di affidargli la panchina. Nè in Italia, tanto meno all'estero dove il calcio italiano lo seguono e sanno cosa è successo realmente. Anche perchè poi guardano l'inter in Champions e si accorgono che qualcosa non va in Italia. Strano calcio il nostro, strano modo di vedere la vita.

Deschamps ha trovato casa, Ranieri dopo il siluro dalla Juve ha ricevuto almeno due proposte concrete, lui dopo un anno zero. Un motivo ci sarà o no?

venerdì 3 luglio 2009

Forti scosse per la Juve: Grosso, Trezeguet, D'Agostino

Alla fine Secco ha avuto ragione. In vacanza proprio quando il calciomercato prendeva il via. Adesso ritorna e ci sono novità. Pozzo ha continuato a insultare la Juve, eppure il prezzo di D'Agostino scende di giorno in giorno. Nessuno è alla porta, questo la Juve lo sa bene. Così Secco aspetta e continua a offrire la solita minestra: una decina di milioni di euro. Niente contropartite. La Juve ha dimostrato un pò di forza, finalmente, togliendo dall'affare Paolucci, riprendendoselo completamente. Forse già oggi lo girerà per metà al Siena guadagnandoci circa 400000 euro. Pozzo che fa? Gli avvocati di D'Agostino stanno ricucendo lo strappo, ammesso che di strappo si sia trattato. La Juve attende. E' il centrocampista azzurro il primo obiettivo. Poi segue Diarra che implica una promozione di Marchisio a regista, o addirittura il rilancio di Tiago.

Si cerca una destinazione intanto per Poulsen, mentre da Lione il presidente dell'OL dichiara di sognare David Trezeguet. Forte dei 40 milioni ricevuti dal Real, il Lione presenterà mai un'offerta per David? Offerta soddisfacente per la Juve? Il valore è chiaro e preciso: 10 milioni di euro, forse qualcosina meno. Il problema è il solito ingaggio del francese. Se parte David la stampa è convinta che la Juve compri Pandev. Ma il calcolo lo faccio io. Lotito vuole 18 milioni, 7 in più e la Juve arriva a Rossi. Mi pare chiaro. Certo, non sono soldi miei, ma l'idea è corretta. Pandev non serve, assolutamente. C'è Giovinco cui bisogna dare fiducia. O arriva Huntelaar, o arriva Rossi o restiamo così. Due punte e un trequartista: Iaquinta-Amauri-Del-Piero-Giovinco per i due posti là davanti, Diego-Giovinco per il ruolo di trequartista. Con i numeri ci siamo. Con le idee pure vista la duttilità del genietto di Beinasco.

Se l'OL sogna David, l'OL scarica Grosso. E Grosso è in arrivo a Torino. Gratis? Pare difficile, perchè ad una simile richiesta il Lione risponderebbe con "e voi spalmateci l'ingaggio di David, o fateci uno sconto!". Vedremo, di certo per Grosso la Juve non deve e non può spendere soldi. E spero proprio che De Ceglie non vada via. Manca una settimana al raduno, la Juve pare accelerare.

Ma non prendetemi per il culo

Ribery e poi chi altro ancora? Una volta esisteva un gioco per computer che si chiamava PC Calcio. Era un manageriale: sceglievi la squadra e la gestivi in tutte le sue sezioni, dalla finanza ai contratti, dal calciomercato ai dipendenti e via così. Facevi tutto, allenatore, tattico, presidente, direttore sportivo. Era molto bello e mi ci divertivo parecchio. Poi ogni tanto scattava la fantasia. Prendevo in contemporanea le migliori 5/6 squadre al mondo creando altrettanti utenti. Poi concludevo trattative assurde trasferendo ogni soldo nelle casse di una sola squadra, quella che poi avrei realmente gestito. Creavo insomma lo squadrone dei sogni. Bastonavo nelle squadre satellite i giocatori migliori per costringerli ad accettare l'offerta della mia squadra reale. E funzionava ovviamente. Era solo un gioco. Ma ora mi pare che Perez stia facendo la stessa cosa. Non leggerà mai questo blog, Florentino, ma una cosa la dico ugualmente: io a PC Calcio, facendo in quel modo, dopo un anno venivo mandato via, perchè i fondi cominciavano a scarseggiare dopo 7/8 mesi, perchè l'altissimo profilo tecnico non rendeva come si crede (come credevo), perchè in fondo il gioco manteneva una certa serietà e un certo contatto con la realtà. Mi piaceva solo far casino, poi tornavo a giocare seriamente.

Non so, ripeto, se Florentino abbia mai giocato a PC Calcio, di sicuro so che sta giocandoci proprio adesso, col Real Madrid. Spesi ben 220 milioni di euro e altri assegni sono pronti per David Villa, Ribery e Xabi Alonso. Poi non vorrei essere nei panni di Pellegrini. Anche un pareggio, con questa formazione, è destinato alla polemica: devi vincere sempre. Soprattutto, a Madrid, devi convincere. E non è un'operazione semplice.

Intanto tutta l'Europa si ribella. Non può il Real fare così. Tutti bambini contro l'orco Perez. Ma se questo tiene i soldi, anzi rettifico, se il Real tiene i soldi, per quale motivo non dovrebbe spenderli. Nonostante quello che pensa la gente, il Real è la società più ricca del mondo e questo calciomercato avrà un effetto devastante per il Real. Ma non in negativo, tutt'altro. Sul sito dei blancos si legge che in una notte sono state bruciate migliaia di magliette di Kakà, maglia numero 8. Maglia originale, prezzo unitario pari a circa 85 euro. Fatevi un calcolo veloce: 85 x 3000. Ora rifate lo stesso calcolo per Benzema. Ora rifatelo ancora ma al posto di 3000 inserite probabilmente 5000 o 10000, numero valido e congruo col nome di Cristiano Ronaldo. Sommate tutto e arrivate a circa 200000 euro in poche notti. Questo solo a Madrid. Non voglio nemmeno pensare a quanto ammonta l'incasso in Asia. E stiamo parlando solo di magliette. Banale? Niente affatto. A queste cifre sommate i diritti TV venduti, non certo a prezzi di saldo. Gira voce che è arrivata una richiesta pure dagli astronauti in orbita: vogliono vedere il Real pure lassù.

Con tutto il bene che voglio a Platini e quanta stima ho per il calcio internazionale (pari a zero, ovviamente), ma smettiamo di fare i ridicoli. Il calcio è andato da molto tempo. Andato a male. C'è il signor Moratti che in Italia ha sperperato in venti anni migliaia di miliardi e nessuno ha detto niente, anzi addirittura viene elogiato come un buon presidente. C'è Berlusconi che al suo arrivo al Milan ha firmato assegni milionari in tempi in cui la sfida dei soldi non era prioritaria per i club, soprattutto in Italia. Tranne, evidentemente, qualche sporadica situazione. Le regole di Platini sono eticamente giuste, i tempi sono sbagliati. Se il Real ha i soldi, i mezzi e l'appeal per essere il club più desiderato dai giocatori europei, è un merito di Perez e del Real e un demerito di tutte le rivali europee. Se il Real ha i soldi e le banche danno fiducia ai blancos, è giusto che il Real, con le regole che esistono oggi, possa spendere tutti i soldi che vuole. La libertà di Perez deriva dalla libertà voluta da tutti. Non prendiamoci per il culo. Il calcio è andato a male da molto tempo ormai. Salary cap e portfolio sono tutti termini buoni per girare qualche oretta di talk show, ma di progetti seri nessuno ne ha mai avviati.

Ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo interessante. Milan e Inter in Italia hanno chiuso gli esercizi e hanno registrato debiti per 600 milioni di euro. La Juve ha chiuso con un passivo di 20 milioni di euro, pareggiati quest'anno. E c'è uno stadio di proprietà per la Juve pronto il prossimo anno, unica società in Italia. Le regole in realtà esistono. Se mio padre sgarra cola dichiarazione dei redditi vengono, picchiano lui e me se sono a casa, e lo portano via. Mentre nel calcio questo non accade. Anzi, piovono elogi. Valentino Rossi aveva debiti plurimilionari eppure continua a correre e probabilmente non ha mai pagato. Per lui paga mio padre, mio zio e vari amici. Suvvia, italiani, non prendetemi per il culo.

giovedì 2 luglio 2009

Diamo a Lotito quello che è di Lotito

Fantastico, semplicemente fantastico. A me piace da matti e se fosse il mio Presidente di sicuro avrei il suo poster sopra il mio letto. E' uno dei più seri dirigenti del calcio italiano e purtroppo per i chiacchieroni questo qui ha parlato con i fatti. E poi sa reggere lo spettacolo con le sue frasi ad effetto. Ad effetto, ma dai contenuti forti e logici. A me Claudio Lotito piace da matti.

Fossi tifoso laziale sarei onorato di essere rappresentato da uno come lui. Purtroppo in Italia si fa esattamente il contrario: le persone capaci e serie vengono praticamente derise o contestate, mentre quelli che hanno ammazzato il calcio italiano vengono citati come grandi Presidenti etc etc.

Lotito arriva alla Lazio, una società che a quel punto ha la sola necessità di essere seppellita. Storia a rischio, futuro nero. Lotito con calma risana un bilancio tragico, tecnicamente dà vita e luce ad una rosa altrimenti smantellata, progetta e programma con sagacia un piano quadriennale che prevede la Lazio tornare a lottare per obiettivi dignitosi e forse qualcosa in più. Arriva la penalizzazione, il bilancio torna roseo, la classifica si muove e soprattutto arrivano i risultati. Tecnici e di prestigio, a livello personali e di giocatori. Come si può misurare il successo di una società? Semplice: risultati ottenuti, giocatori che prima valevano 0 e adesso valgono 10, successi personali della rosa (convocazioni in Nazionale, interesse di altre squadre per i propri giocatori). La Lazio ha ottenuto tutto questo e viene contestato. Ha portato una Coppa Italia abbattendo la Juve in Semifinale. Ha portato alla ribalta Zarate che adesso ha riscattato. Sta per fare un mercato in uscita importante, se solo riuscisse realmente a vendere i propri giocatori. Soprattutto, inchioda tutti alle posizioni proprie. I giocatori partono se arrivano offerte congrue. Niente rinnovi da pazzi, niente spese pazze. Duro quando serve col tecnico e con la rosa, la Lazio mi sembra nelle mani più serie del calcio italiano. Lo dico da semplice osservatore, con quel pò di neuroni che mi rimangono nella capoccia. Chi la vede diversamente prego di lasciare un commento, con i fatti a supporto delle critiche.

Tra ultimatum e manovre e proclami

Se Pozzo vuol dettare legge, la Juve intende proseguire lungo la propria strada. Tracciata dal CdA e dalla dirigenza per intero. A Ferrara serve un regista? Bene, si tenterà di arrivare ad uno degli obiettivi, però alle condizioni imposte dalle casse bianconere. E' chiaro: da tifoso mi piacerebbe che la dirigenza annunciasse Xabi Alonso per 25 milioni di euro, Fabregas per 30 e Platini per 50. Ma sono un tifoso che ama la maglia prima di tutto. E che capisce che i tempi di spese pazze sono finiti. Anzi, per la Juve mai iniziati. E sono felice per questo. Prima o poi, come ho ipotizzato qualche anno fa, il collasso economico invaderà il calcio italiano. Inevitabile, signor Andersson. Quanto potrà reggere Moratti? Intento a fare bonifici plurimilionari, senza alcun ritorno in vittorie? (Parentesi: Arnautovic ha detto "è una squadra fortissima, hanno vinto cinque scudetti". Sa qualcosa che noi non sappiamo? Certo che no: nel 2006 Guido Rossi assicurò a moratti 5 scudetti di carta: 4 sono già stati ritirati, manca il quinto e poi si tornerà a giocare seriamente).

Juve e D'Agostino: il matrimonio s'ha da fare. E le parole di Pozzo confermano questa ipotesi. Prima il braccio di ferro sui nomi intoccabili di Marchisio e Giovinco. Poi la valutazione astronomica data al centrocampista. Se il Real sta prendendo Xabi a 25, non capisco perchè D'Agostino debba costare 20. E' una deduzione semplicissima. Ora la Juve sembra proprio aver trovato gli attributi: tolto De Ceglie dalla trattativa, addirittura scippato Paolucci all'Udinese. Insomma, a me queste mosse sono piaciute. E anche la trasparenza di Cobolli cui non siamo abituati evidentemente: D'Agostino interessa, l'offerta c'è, sta all'Udinese accettare o meno. L'eventuale rifiuto non spaventa i bianconeri di Torino: pronta l'alternativa. Il Real dovrà cedere giocoforza uno dei suoi 30 uomini. Soprattutto a centrocampo dopo l'arrivo di Xabi. Diarra potrebbe davvero sbarcare a Torino con la formula del prestito. Basta attendere e Ferrara avrà il suo centrocampista. Se non Diarra e se non D'Agostino, la Juve si lancerebbe su un obiettivo di migliore prospettiva rispetto all'italiano: Gago, sempre dei blancos, sempre uno di quelli destinati a lasciare Madrid. Costa o costerebbe 20, a 15 si chiude. Ha 23 anni, è il vice-Mascherano nell'Argentina di Maradona e per i meno esperti e intelligenti potrebbe sembrare un ruolo marginale. Ma non è così. E' un uomo d'ordine, bravo con i piedi, veloce con la testa. Insomma, ottima alternativa, forse qualcosa di più a D'Agostino. Staremo a vedere. L'ultimatum del 6 luglio di Pozzo è chiaramente banale e inutile. E' Ferrara che ha imposto, almeno pare, l'acquisto del centrale di centrocampo prima del ritiro di Pinzolo. Vuole cementare gruppo e tattica fin da subito il vecchio Ciro e perciò gli servono tutti i giocatori chiave già dal 9 luglio. Scelta intelligente.

Capitolo Trezeguet. E' in uscita? In teoria sì, in pratica è molto difficile che ciò accada. Soliti discorsi: ingaggio alto (non 6 milioni come ipotizzato dalla Cazzetta-Rosa, ma solo 4 virgola qualcosa), costo intorno ai dieci milioni (con 9 la Juve lo porterebbe in taxi a destinazione). Ora, qualche settimana fa Cobolli aveva detto: "se parte David comunque non arriverà nessuno!". Come interpretare questo concetto? In due modi:
  1. dare fiducia a Del Piero-Iaquinta-Amauri e promuovere Giovinco seconda punta. In tal caso Ferrara avrebbe due coppie: prima punta uno fra Amauri e Iaquinta, seconda punta uno fra Del Piero e Giovinco. Scelta molto logica e funzionale: il modulo non si cambia lungo tutta la stagione, Diego trequartista e coppie perfette là davanti. Del Piero non può giocarle tutte, a Giovinco serve spazio. Iaquinta e Amauri hanno dimostrato di potersi interscambiare, oltre che giocare assieme;
  2. frase ad effetto per lavorare su obiettivi in attacco. L'ipotesi Pandev mi spaventa. Un buon giocatore, molto bravo, ma è un doppione di Del Piero e toglierebbe spazio a Giovinco. Io non lo voglio, e non lo vuole nemmeno il pubblico di Torino. Inoltre non costa due noccioline e allora tanto vale fare un ulteriore sforzo e tentare il colpo Rossi, l'unico che porterebbe la Juve da 0 a 10 in un istante. Parola a Secco.
Capitolo terzino sinistro. De Ceglie non dovrebbe muoversi, lo scambio Trezeguet-Grosso non è ipotizzabile, l'arrivo di Grosso a Torino è subordinato al seguente pensiero: la Juve toglie lo stipendio al Lione, il Lione regala Grosso alla Juve. Non capisco come e perchè, ma se la Juve ci riesce merita un applauso. L'arrivo di Grosso implica la partenza di De Ceglie? Spero di no e anzi sono sempre più convinto che senza l'infortunio, in uscita oggi ci sarebbe Molinaro. Altre storie.

Sempre in uscita c'è Poulsen (Villareal?) e Almiron. La Juve conta di arrivare a quota 9/10 milioni di euro.

Per finire. Al Lione serve una punta. Capisci-a-me!

Mercato IrReal: e ora che si fa?

Il Real ha preso Benzema, uno dei talenti più forti già adesso. Giocherà con l'appoggio di Robben, Kakà e C.Ronaldo, oppure Raul oppure ancora Higuain. Insomma: i rifornimenti non mancheranno. Questo Real fa proprio paura, ma sul campo le cose possono cambiare. Il calcio è bello per questo. Prendete la squadra nerazzurra: negli ultimi venti anni avrebbe dovuto vincere 20 scudetti, sono invece arrivate solo tre coppette italiane. E nessuno scudetto. Ora, il Real ha certamente un assetto societario diverso da quello capeggiato da moratti e quindi sono curioso di capire come il Real concluderà la stagione. Di certo, se oggi fossi un tifoso dei blancos, starei incollato allo stadio per non perdermi nemmeno gli allenamenti. Farei duplici abbonamenti allo stadio e alla TV e comprerei un paio di magliette dei miei nuovi idoli. Dico ciò perchè sta accadendo realmente. Ed è così che una piccola parte degli investimenti verranno recuperati. Bruciate di già migliaia di magliette d'allenamento targate Kakà. Si prospetta un numero doppio per Cristiano Ronaldo. Senza dimenticare il nuovo Benzema. E probabilmente Xabi Alonso. In definitiva: so già quale canale guarderà quando inizierà la prossima Champions. Inevitabile.

Facile fare i conti in tasca al Real. Addirittura qualcuno chiede una commissione d'inchiesta per limitare Perez. Come se in Italia un certo moratti non avesse sperperato migliaia di miliardi. O nel lontano inizio degli anni 90 Berlusconi sceglieva in Europa e pagava profumatamente contratti e cartellini. Ci vuole un pò di intelligenza e tanta onestà intellettuale. Serve solo ammettere che qui in Italia siamo sprovvisti di ottimi dirigenti e di idee. A parte la Juve, nessuno ha avviato il progetto per uno stadio proprio. Inghilterra e Spagna insegnano. Nessuno in Italia cura i giovani. Tutto è affidato alla spesa in Africa dell'Udinese, pochi giovani della Juve, e poi Atalanta, Brescia e pochissimo altro. Eppure molti chiedono adesso di fermare Perez. Ma il motivo reale qual è? Paura? Se il Real arrapa più di Pamela Andersson è colpa di Perez? O merito?

Al contrario poi di quanto si pensa e di quanto io stesso ho espresso a inizio articolo, questo Real sta comunque prendendo una forma sempre più adeguata al profilo tattico da tenere il prossimo anno. A trazione anteriore, chiaro, ma con una copertura solida. Se davvero prenderanno Xabi Alonso, il modulo destinato a scendere in campo è il 4-2-3-1 e in tal caso Diarra sarà pedina preziosa. Inutile ipotizzare il 4-1-3-2: ipotesi fantascientifica. Dico questo perchè il Real adesso deve vendere. La Liga permette 25 giocatori in rosa. Il Real ne ha già 29, se ho fatto bene i conti. Ciò significa che 5 andranno sicuramente via. Tra questi è ipotizzabile inserire Diarra (non va a genio al nuovo allenatore, nonostante uno con le sue caratteristiche serve come il pane per gli equilibri tattici), Huntelaar, Gago, Saviola. E me ne dimentico parecchi. Higuain contro Robben, Ruud contro Benzema, Drenthe. Club importanti che vogliono rilanciarsi possono bussare alla porta Real, magari ci scappa qualche buon colpo.

Forte di tale posizione, ogni club che busserà alla porta dei blancos non avanzerà alcuna richiesta seria. Mi spiego: la Juve fa bene ad insistere per il prestito gratuito di Diarra. Così come altri club hanno richiesto Drenthe (Fiorentina), forse Huntelaar (Milan). Inevitabile, signor Andersson. E il Real fino a quando potrà tenere? Ai posteri l'ardua sentenza.

mercoledì 1 luglio 2009

Xabi Alonso arriva solo se qualcuno parte

Il CdA avrà dato le proprie direttive. E tutto lascia supporre che la Juve farà ancora qualcosa. La necessità però è quella di vendere. Vuoi per sfoltire la rosa, vuoi per eliminare tracce della gestione Ranieri, vuoi per fare cassa. Il CdA avrà pure dato delle direttive, ma di certo non ha messo soldi in più rispetto a quelli a disposizione per questa sessione. Gran parte di quei-soldi sono finiti nelle casse del Werder Brema per Diego. Soldi spesi bene, molto bene. E' rientrato Cannavaro a costo zero e stessa sorte dovrebbe avere Grosso: o arriva a parametro zero, o non se ne fa niente. E se non arriva Grosso, la Juve terrà De Ceglie e aspetterà Molinaro.

E' questa la strategia bianconera, dunque. Bilancio in pareggio, autofinanziamento, valorizzazione della rosa attuale. Andrà via a breve Poulsen, probabile la partenza di Tiago e Marchionni. Difficile quella di Trezeguet. Se la Juve però riuscisse a piazzare questi tre colpi, avrebbe i soldi per sferrare l'attacco a qualche big. La pista dell'attaccante è più un sogno che realtà. Gli obiettivi più seri sono quelli di Xabi Alonso (il solo per cui la Juve potrebbe fare lo sforzo economico) e Diarra (il Real ha necessità di liberarsi del maliano, la Juve lo vuole in prestito con diritto di riscatto: le chances ci sono tutte!). Complicato arrivare a Rossi perchè, per bocca di Cobolli Gigli, la priorità è il centrocampista che così tanto serve a Ferrara.

martedì 30 giugno 2009

Non è solo strategia, anzi

Le parole di quello splendido uomo e stratega che è Montali mi fanno star tranquillo. Le parole di Cobolli pure. A me, nonostante quanto scritto da gente che juventina non è, questa dirigenza comincia a piacermi seriamente. Bilanci in regola, progetto serio, prima società italiana a dotarsi di uno stadio proprio, ottimi risultati con un allenatore che ha fatto poco per vincere realmente.

E adesso la rosa cresce. I giovani maturano e la Juve migliora. I big sono ancora tutti lì, ad esclusione di Nedved. A proposito: qualcuno dovrebbe menare Raiola: vorrebbe combinare casino, ma Pavel è uomo vero. Nel progetto Juve non troverebbe più posto, almeno in campo. E' giusto così: il tempo passa e le scelte sono state già prese. Ma azzardare possibili destinazioni, significa davvero essere incoscienti. E Raiola lo è. Qui ci vorrebbe Moggi, come quando nel 2006 lo prese a calci in culo nella sede della Juve. Prese a calci in culo lui e quello alto di nome Zlatan. Peccato poi che l'inter mandò in B la Juve, altrimenti i bianconeri potevano far registrare un altro record: la cifra che il Real era pronto a pagare per lo svedese. Altra storia, altri tempi.

Dicevo che questa dirigenza comincia a piacermi sul serio. Stanno facendo le cose per bene: esonero, conferma di Ciro, acquisto di Diego e Cannavaro, promozione di Ariaudo, conferma di Giovinco e Marchisio. Elusi gli attacchi di Milan e altri club per Amauri e Buffon.

Montali ha confermato come il CdA abbia affrontato seriamente il problema centrocampista. A Ferrara serve un uomo d'ordine in mezzo al campo e dopo le infauste scelte di Ranieri, stavolta tutta la Juve vuole prendere un uomo d'altissimo valore, niente più scommesse. Sissoko e Marchisio garantiscono la diga, Zanetti è affidabile, ma non se ne conosce l'integrità fisica. Tiago potrebbe essere il vice ideale del regista che verrà. Perchè un regista verrà. Ma se D'Agostino nelle ottiche bianconere non vale 20 milioni, e dicono e dico bene, allora tanto vale virare su altri obiettivi. Diarra? Solo se in prestito. A livello di nome e prestazioni è una garanzia, ad esclusione del periodo della Coppa d'Africa: in tal caso la Juve farebbe a meno di Diarra e Sissoko? E' un rischio troppo elevato. Ledesma? No, è una pista fasulla. E poi con Lotito è difficile sedersi al tavolo senza prendere un tranquillante. E allora torna in auge il nome di Xabi Alonso. Maledetto il giorno in cui Ranieri mollò il nome di Aquilani (che peccato) e dello spagnolo, a favore di Poulsen. Errore che la Juve non vuole più commettere. Si punta dritto su un nome vero. E si devono spendere soldi, si spendono come per Diego: tanti, ma ben spesi.

Solo che è difficile arrivare a Xabi Alonso, perchè intanto il prezzo è salito rispetto allo scorso anno, e perchè proprio Xabi Alonso è nel mirino di Perez e Ancelotti. Cioè due club che hanno disponibilità economica ben superiore rispetto alle attuali casse bianconere. Ma, sperare non costa nulla. Nel tentativo di raffreddare i pensieri di Pozzo, magari ritentando l'acquisto di D'Agostino più tardi, a ridosso del raduno, quando il ragazzo presumibilmente punterà i piedi per andare via da Udine. Come gli è stato promesso. Staremo a vedere.

Di certo si è capito che un terzino sinistro c'è già: è Paolo De Ceglie, futuro per la Juve. Ma non solo: anche presente. Semmai dovesse arrivare un terzino, sarebbe sicuramente un affare a costo zero. E il nome è quello di Fabio Grosso. La Juve attende, ben sapendo che ha già in rosa uno dei potenziali più forti d'Italia: appunto De Ceglie. Non parte nemmeno Grygera, nè Zebina. Ferrara pare intenzionato ad affidarsi ai due, per poi il prossimo anno rinnovare la fascia destra. Buona idea. Buona idea se davvero la Juve riuscissa a concludere una ottima trattativa per quel centrocampista.

Intanto, come detto dal Presidente, c'è da vendere: prego signori vengano, qualcuno vuole Poulsen? E Almiron? E la metà di Paolucci chi la prende? E quella di Lanzafame?

lunedì 29 giugno 2009

Oggi CdA: cosa si decide?

Se il Milan prende Huntelaar mi arrabbio. Una vera sconfitta personale (la mia).

Oggi il CdA bianconero deve decidere un pò di cosette. Qual è il budget per il mercato da qui fino a fine agosto? Quali sono le operazioni in uscita programmate?

Io aggiungerei un ulteriore punto: quale offesa rivolgere al presidente Pozzo? Già perchè la Juve vuole D'Agostino, D'Agostino vuole la Juve e Pozzo vuole solo far casino. Legale la sua voglia di far soldi, ma deve pur capire che la valutazione data al centrocampista azzurro è troppo elevata per il mercato di oggi, di ieri e di domani. Un valore oggettivo si aggira intorno ai 15 milioni, poco meno, e quindi l'offerta della Juve è sempre valida: 12 milioni, al limite con l'inserimento di una contropartita. Punto fermo: Marchisio e Giovinco non si toccano. Io pure vorrei cedere Trezeguet al Barca per Messi, ma ho l'impressione che Laporta vuole tenersi il gioiellino argentino. Almeno penso.

Blanc e Secco fanno bene a non scendere a patti con quel folle di Pozzo. Ci sono altre squadre su D'Agostino? Bene, se offrono cifre pazzesche la Juve è giusto che non partecipi ad aste. Il giocatore ha espresso chiaramente la sua preferenza, chissà come andrà a finire. I bianconeri intanto hanno delle alternative, su cui il CdA deve ragionare. Una non mi entusiasma e si tratta di Ledesma. Non è da Juve, meglio rilanciare in quella stessa posizione uno come Marchisio o addirittura Tiago. In tal caso un posto in più a centrocampo e rivalutazione di Camoranesi come interno destro. E come soluzione non è mica male. Altrimenti la vera alternativa a D'Agostino è il maliano dei blancos, Diarra. Insieme a Sissoko formerebbe una diga pazzesca, magari in un 4-2-3-1 che a quel punto potrebbe realmente essere realtà. Con due esterni capaci anche di ripiegare a centrocampo (Giovinco a sinistra e Iaquinta/Camoranesi a destra), la copertura sarebbe garantita e al contempo la Juve potrebbe sfruttare un potenziale offensivo non indifferente. Tutto da chiarire insomma.

Prende sempre più corpo l'idea di mantenere De Ceglie in rosa. Se la differenza di pochi milioni è un problema per arrivare a D'Agostino, non capisco perchè per l'esterno la Juve dovrebbe sborsare più di cinque milioni di euro. Il mio ragionamento fila. O hai i soldi e prendi Dossena, o Grosso viene gratis, o ti tieni De Ceglie. Quest'ultima è la soluzione migliore in ogni caso. Magari i soldi che resterebbero a disposizione potrebbero essere spesi per un terzino destro giovane e affidabile. Tra Grygera e Zebina... insomma serve uno veloce, giovane e forte. Col cambio di modulo a Ferrara servono esterni di difesa capaci di attaccare, capaci di coprire per intero la fascia. A sinistra è tutto ok (rientro di Molinaro, De Ceglie o chi arriverà), a destra qualche dubbio permane.

Nessun centrale intanto verrà acquistato, e parliamo della difesa. Cannavaro e Chiellini partono in prima fila, Legrottaglie primo rinforzo e promozione di Ariaudo in prima squadra. Quest'ultimo dovrebbe disputare la Coppa Italia e accumulare poche presenze in A. Giusto così.

Capitolo Trezeguet. In teoria è tutto finito. David rimane, quattro giocatori per due posti in attacco. In pratica è ancora tutto aperto. La chiave di tutto è la mancanza di offerte concrete. La Juve ha stabilito prezzi e modi: Trezeguet parte per soldi cash o inserito come contropartita in qualche affare interessante. Pochi club però sono disposti a pagare a David lo stipendio che percepisce alla Juve (pari a quanto Maicon prende all'inter).

Infine è già cominciata la DiegoMania. Tutti lo aspettano a Pinzolo, in attesa di capire se può realmente essere l'uomo che può far fare il salto di qualità alla squadra bianconera. Io, chiaramente, me lo auguro.