giovedì 26 novembre 2009

Bordeaux-Juventus 2-0 Bianconeri ubriachi

Il Bordeaux ubriaca la Juve. Non è ironia, è triste realtà. Ma la colpa non è dell'ambiente francese, né della bellissima città. La colpa è di Ciro Ferrara e soprattutto di alcuni giocatori. Il problema risiede nell'anno di B. Troppo facile? No, assolutamente no ed ecco spiegato il motivo.

La Juve va in B e torna in A. Cosa succede? Che la Juve ha perso la continuità nella propria testa, con cambi di giocatori. Partite col Frosinone, partite col Vicenza, poi col Crotone e via così ti fanno perdere lo stimolo e la concentrazione. Cosa confermata al primo anno di A: grande con le grandi, piccola con le piccole. Con tanti punti persi proprio con le piccole e tutti gli scontri diretti vinti con le grandi. Stesso discorso l'anno seguente, l'ultimo di Ranieri. Quando la Juve non è stimolata allora cede e concede. Concede solitamente la vittoria. Gli stimoli non si riferiscono solo al grande avversario, ma alla situazione dell'avversario. Infatti accade quanto segue.

Al rientro della sosta per la Nazionale c'è l'Udinese, privo completamente dell'attacco titolare. La Juve sente già la vittoria e gioca una bruttissima partita, abulica, scarica mentalmente. Vai a giocartela col Bordeaux già qualificato e con l'assenza pesante dell'ex-milanista. La Juve decide di non giocare: zero pressing e zero gamba. Niente corsa, niente gioco senza palla che aveva fatto la differenza col passaggio al 4-2-3-1. Attenzione pure alla scelta di Ferrara. Caro Ciro, ovvio che Del Piero è mancato a questa Juve, ma è mancato il miglior Del Piero, non certo il fratello andato in campo proprio ieri sera. Troppe le attenuanti e proprio per questo Alex deve rimanere in panchina ed entrare solo nei finali per riprendere fiato e corsa. Non all'inizio. Perchè con quella mossa abbiamo consegnato il primo tempo e la partita ai francesi, sempre in palla. C'è inoltre un problema grosso Grosso: non può giocarle tutte e De Ceglie deve dargli il cambio.

Ah Ciro, ma che cazzo combini? Troppo tardiva la scelta di mandare in campo Giovinco che in appena 5 minuti guadagna tre falli importanti e riesce a mettere dentro due cross interessanti. Poco felice la scelta di mandare Immobile come secondo attaccante. Insistente e controproducente tenere in campo Camoranesi in evidente affanno fisico (vedi il nervosismo). Caro Ciro, l'hai fatta grossa. Va bene le assenze, ma qui manca il grande talento di Lippi: tenere tutti ad un livello di attenzione massimo, senza tentennamenti. Così proprio non ci siamo. E' questo il grande problema, sollevato infatti da Buffon e soprattutto Diego. Quest'ultimo dovrebbe essere maggiormente ascoltato da tutti perchè dimostra costantemente di avere la testa in regola e le idee giuste per puntare in alto. Poco e scarsamente servito è costretto a giocare pure il ruolo di interdittore, perdendo la lucidità necessaria per pungere là davanti. Amauri deve svegliarsi. Ecco quanto manca Trezeguet a questa squadra.

Se domenica Giovinco verrà tenuto fuori la proposta è chiara: tutti i gentili tifosi sono invitati a fischiare soronamente. Questa maglia deve essere onorata pure nella partitella interna del giovedì pomeriggio. Impossibile imitare i nerazzurri, seppure le differenze ci sono state, nonostante la stampa scriva cazzate su cazzate.

La Juve cala la concentrazione troppo spesso: e calano i risultati. Calano è un sinonimo di mille parolacce che eviterò di postare qui. Su questo argomento bisogna lavorare.

Infine complimenti grossi per Buffon. Non per le parate, ormai normali. Ma per l'atteggiamento prepartita, una classe immensa e una personalità senza eguali. Termina di preparare l'allenamento prepartita per andare sotto la curva bianconera. Parla e si intrattiene e convince quegli imbecilli a smettere di intonare quel triste coro. D'improvviso accade che quegli stessi imbecilli cambiano coro e non si sentirà più per tutta la partita. Grazie Capitano, altra lezione di uno stile immenso.

mercoledì 25 novembre 2009

I giornali del giorno dopo

Molto molto molto triste, ma è la pura verità. Ecco cosa hanno detto i giornali il giorno dopo la Champions:

  • As: "Una squadra con più nome che calcio, insipida, spenta, senza idee, deludente";
  • El Pais: "una squadra piccola, avara";
  • El Periodico: "Guardiola distrugge Mourinho";
  • Marca: "Per così poca Inter non c'era bisogno di Messi o di Ibra".

Fiorentina e nulla più

Mentre la Fiorentina è in estasi per la qualificazione raggiunta e il temporaneo primato in classifica, quelli che si appiccicano addosso scudetti altrui rimediano l'ennesima sonora figura di merda. Strano il destina del Paese Italia calcistico. I viola continuano ad alimentare il proprio progetto che fu di rinascita, che fu di stabilizzazione, ma che ora assume contorni storici. Per la qualificazione, per la gestione di una società quasi impeccabile, per il progetto giovani, per la conduzione di una campagna di comportamento invidiabile. Tutto l'opposto per quanto concerne i nerazzurri.

Esce dalla Champions il Liverpool, mentre in Champions continua a stupire il Barca. La Cazzetta-Rosa ha scritto "ha dominato in lungo e in largo il primo tempo" dimostrando la scarsa obiettività. Sono stati novantasette minuti di totale assedio. Nemmeno l'arbitro se l'è sentita di infierire sulla banda di Mourigno graziando in più occasioni Thiago Motta. Addirittura lo stesso capo-evangelista nerazzurro che di allenatore ha ben poco dirà "c'era almeno un rigore, ma qui si sa come vanno le cose!". Eppure lo stadio la strada a Mourigno l'aveva ampiamente mostrata e suggerita: "Vieni a teatro, Mourinho vieni a teatro!". Storia di un vecchio Chelsea. Quel teatro si chiama Nou Camp e ieri è andata in onda la farsa: il gigante contro il pirla.

Le regole in campo europeo vengono rispettate, così accade che la Fiorentina passa per un rigore più volte chiesto in Serie A, mentre l'inter sbatte continuamente su proteste a tratti deprimenti. Zero reazione, personalità assente, gioco che non si vede (e sì che Arrigo Sacchi aveva scritto "adesso si vede la mano di Mou", non specificando quale però, se la destra o la sinistra, oggi si permette di dare consigli a Ferrara e canta ancora la vecchia filastrocca "una posizione per Diego, compiti per Melo"). L'unica coerenza sta nel risultato: miracolati lo scorso turno, graziati da un Barca che non ha voluto più calcare la mano. Mi chiedo poi se Eto'o soffre l'inter: in Champions viaggia addirittura ad una media voto inferiore a Ibra. Forse è il caso di pensare che sia l'inter il problema, e non di chi indossa quella maglia. Hanno provato in questi 15 anni circa 500 calciatori (tra professionisti e non), strapagati, ma di risultati nemmeno l'ombra. Aldo Serena in telecronaca cercava una spiegazione, salvo in qualche occasione svelare il mistero: questa è la vera inter. Il problema è che in Champions non ci sono sotterfugi. In Champions te la devi giocare, con la testa, con le gambe, con la qualità del gruppo. Niente decisioni a favore, niente regali agli avversari. Ad armi pari l'inter non ha mai retto il confronto con nessuno. Perfino Pistocchi l'aveva predetto in fase di collegamento prepartita e poi Sacchi invece ha minimizzato.

Proprio nel giorno in cui la vecchia Juve viene parzialmente assolta da tutte le sue malefatte (bilanci in regola, contrariamente a chi i bilanci li ha in rosso ormai da tempo immemorabile eppure si fa paladino di moralità e di buona gestione) e vengono applicate le regole contro i cori maledetti di quegli imbecilli juventini domenica sera e le stesse regole vengono poi applicate infliggendo i due normali turni a Maicon, l'inter anzicchè rispondere come dovrebbe conferma la terribile verità sotterrata con Calciopoli.

Fa comunque piacere vedere in Europa un certo equilibrio, dettato nuovamente dalla grande voglia di giocare a calcio, senza ipotesi iniziale sulla forza dell'avversario. Lo fanno le cosidette piccole e vedere certe partite è piacere immenso. Una Champions bella e divertente. Grazie anche alle risate che questa inter ci regala!

martedì 24 novembre 2009

Decisioni più severe, prego

Ok, va bene la multa. Anzi no: non va bene! Perchè una multa da ventimila euro non significa nulla. Per esempio non ne vedono il peso quegli stessi tifosi che hanno lanciato quei cori: badiamo bene, pochissimi imbecilli in mezzo a migliaia di persone che si gustavano una partita (poi brutta, ma questa è un'altra storia). E allora: vogliamo davvero prendere decisioni più dure? Tali da punire realmente questi imbecilli?

Curioso inoltre come l'inter abbia preso la sentenza di Tosel come contraria. C'è un altro complotto. Dopo l'assoluzione della Triade sul falso in bilancio (ma va! davvero? come mai?) condanniamo pure Blanc e Cobolli Gigli? O semplicemente stiamo alle regole, e magari ci poniamo tutti nella stessa posizione di fronte alle regole medesime? Curioso inoltre la presentazione del ricorso che se venisse accettato scatenerebbe una guerra con la Roma: Taddei infatti, per lo stesso episodio, è rimasto a casa per due turni. E devono restare a casa i prossimi protagonisti di simili sceneggiate. Per Maicon c'è l'aggravante implicita del minuto: 93', partita finita, il sangue alla testa non gli è arrivato. E pare comunque che il sangue alla testa non gli arrivi regolarmente, perchè non è la prima squalifica che becca, perchè non è il primo episodio litigioso in campo. Poi, al solito, siamo in Italia e moratti può raccontare la sua storia. Nessuno ha chiesto Maicon-in-manette, semplicemente nessuno ha chiesto la squalifica: né la Juve, né la Fiorentina. Ecco allora il problema: Camoranesi venne schiaffeggiato da Moggi per comportamenti che non piacevano a Fabio Capello. Ops, scusate: ho sbagliato esempio.

Venghino signori venghino, ecco il pagliaccio Mou

Al Circo San Siro di Milano ecco in scena il pagliaccio Mou. Il grande portoghese che ha cambiato volto all'inter emette la sua personalissima sentenza. Con grande intelligenza spera di spostare l'ansia da prestazione verso lo spogliatoio blaugrana: "per noi non è decisiva". Ci mancherebbe: dopo il grande cammino in questi due anni, con un anno di astinenza dai 3 punti e dopo aver affrontate squadre semisconosciute assicurandosi le più belle figure di cacca, l'inter non rischia nulla. Dopo essere stata sodomizzata all'andata e messa in grande difficoltà da Sheva e dal timoniere, col Barca è una partita come le altre. In effetti per il Barca lo è: affronta una squadretta ed è in condizioni fisiche non ottimali devastata da infortuni e influenza. Il girone è ancora in bilico, come da 47 anni a questa parte per i nerazzurri. La sfida è aperta e se dovesse arrivare una sonora disfatta, per quanto guadagna e per gli obiettivi prefissati Mourigno dovrebbe restituire una buona parte dello stipendio e pensare a mandare in conferenza il proprio vice.

La sentenza del portoghese vorrebbe che la sfida del 5 dicembre lontana da Torino. In realtà Murigno sa benissimo che tale tesi è inapplicabile. Viceversa il suo obiettivo è ottenere lo sconto per Maicon, che verrà certamente concesso: sarà una sorpresa non vedere Maicon il 5 dicembre. E' curioso il signor Mou: grida per l'applicazione delle regole con l'intenzione di infrangerle. Strepitoso.

Venghino signori venghino, ecco il pagliaccio Mou.

lunedì 23 novembre 2009

Su Zenga, Moratti, Mancini e Totti

Comincio dall'ultimo: ha dato l'addio alla Nazionale. Per anni se ne è fregato delle qualificazioni portando a giustificazione il fatto che stava male, che aveva male al pancino, il raffroddore, il naso rosso e il dentino malato. Ha dato l'addio e cerchi di essere coerente: fuori, ora e anche dopo. Grazie, basta così. Merita molta più attenzione Nesta che ha abbandonato per dedicarsi al Milan ed è rimasto coerente pur dimostrando amore nei confronti della maglia azzurra.

Roberto Piagnisteo Mancini, l'uomo che è entrato nella storia per aver indossato uno scudetto nell'anno in cui arrivò terzo, dietro di parecchi punti, avendo perso all'andata e al ritorno lo scontro diretto contro chi quello scudetto lo aveva vinto sul serio. L'uomo che ha detto "vado via", poi "no resto", ancora "magari a fine anno, l'ho detto ai ragazzi". L'uomo che ha gestito alla grande il suo gruppo... di amici. L'uomo che decideva tutto, tranne poi essere sbugiardato dal primo Materazzi che per poco non scuce via uno scudetto che era già stato deciso a tavolino, calciando un rigore che spettava a Cruz. Per due anni siede comodamente sul divano di casa, ricevendo ogni anno circa 6,5 milioni di euro. 6,5 milioni di euro. 6,5 milioni di euro. Pazzesco. I giornali gli hanno affiancato diverse squadre, era il tecnico più amato e addirittura più inseguito. Anche a livello internazionale: Real, Liverpool, Manchester, Lione, Russia, Francia, Spagna. Salvo che nessuno ha mai pensato davvero a Mancini, perchè all'estero i giornali li leggo e li interpretano. Perchè all'estero l'inter diverte, soprattutto quella di Mancini.

Il signor Moratti - e scusate per il "signor" - ha già deciso: "Maicon è una buona persona e non va squalificato". Ma nessuno qui chiede l'arresto e nessuno chiede di rimandarlo in Brasile in manette. Semplicemente, e ci sono episodi in passato e ci sono le immagini, ha fatto una grandissima cavolata, a partita finita: ha cercato con lo sguardo l'assitente e gli ha ripetuto più volte un bel vaffa, col cuore. L'assistente lo dice poi e si vede: "per 2 volte". Risultato: espulsione diretta. C'è un precedente, quello di Taddei: stessa situazione, stessa procedura. Squalifica: 2 giornate. Ricorso respinto. Ora credere che Maicon, brasiliano che parla portoghese e male l'italiano abbia detto "Fuck you!" è ridicolo. Pensare poi che non abbia detto con quello sguardo e quel labiale quello per cui è stato espulso è assurdo, anzi è malafede. Ha fatto una cavolata perchè gratuita e inutile. E salterà le prossime due gare, compresa la Juve perchè è il calendario che lo impone e non chissà quale macchinazione. Sarebbe grave non squalificarlo per 2 giornate, perchè Taddei grida vendetta e altri pochi che sono stati espulsicon le stesse modalità. Il principio però rimane: o tutti o nessuno, ma quelli che vengono beccati devono essere puniti. Il problema è sempre lo stesso: il vaffa viene interpretato in modo differente. C'è quello che se la prende col terreno, col pallone, col proprio piede, con l'avversario, col compagno, col tifoso, con l'arbitro e con gli assistenti. Se ti giri e lo dici e l'arbitro lo sente, fa finta di non vedere o di non aver sentito. Se però vai là davanti, faccia a faccia, anzi - nel caso di Maicon - vai a cercare pure il suo sguardo e lo ripeti per due volte, allora significa che ti vai a cercare guai. E puntualmente sono arrivati. E Maicon è recidivo col rosso, oppure cancelliamo pure la storia. Ma Moratti ha già deciso: è innocente. Non c'è problema, tanto Ferrara un terzino a sinistra doveva comunque metterlo. Con o senza Maicon contro.

Zamparini ha perso tempo, ma ha trovato finalmente il problema. Che non è Zenga, ma quella maledetta idea di prenderlo. Cerchiamo di capirci, il calcio è uno sport d'istinto. E allora istintivamente Zamparini ha combinato l'ennesima cazzata, ingaggiando colui che col Catania gli aveva inflitto la più terribile sconfitta, con quel gol di Mascara strepitoso. Inconcepibile poi non chiamare la neuro dopo le dichiarazioni di presentazione. Perchè era chiaro che Zenga non avrebbe mai mangiato il panettone. Perchè Zenga non ha mai dato un gioco alla propria squadra e alzi la mano chi ha mai visto le partite in Slovenia, in Marocco, in Bulgaria, in Croazia o in Romania. Perchè a Catania si è contraddistinto per quella commedia dei calci d'angolo che all'estero ci invidiano: non hanno mai riso tanto. Perchè semplicemente non ha equilibrio per gestire squadre di medio-alto livello. Perchè ha volutamente regalato una partita all'inter con scelte che non sono discutibili, ma al limite dell'idiozia. Ha vinto con Napoli (se non sbaglio) e contro la Juve (proprio lui doveva rompere le scatole), ma non ha mai trovato un punto di contatto con la precedente gestione Ballardini. Non ha capito nulla di attacco e centrocampo, del ruolo di Nocerino e Simplicio (lui che aveva fatto le fortune di Ballardini da trequartista). Adesso per il Palermo si mette male perchè ripartire è difficile, visto l'ambiente siciliano. Se non arriveranno immediatamente risultati il popolo rosanero renderà la vita difficile ai giocatori e al nuovo tecnico. Il problema è: perchè perdere tempo con Zenga, quando Delio Rossi poteva essere preso già a giugno? O magari c'era addirittura Conte disponibile. Boh, però sarebbe curioso riuscire a sentire Zamparini su Zenga: "Presidente, avanti, ha voluto fare uno scherzo a tutti?". Ma questo qui non doveva vincere lo scudetto? E soprattutto: non l'avevo già detto che questo qui parla parla parla e combina realmente poco?

Juventus-Udinese 1-0 Di giustezza

E pensare che nella classifica bidoni qualcuno li ha pure votati. Palla a Poulsen che mette dentro un grandissimo filtrante per Caceres il quale di prima serve un assist preziosissimo per Grosso: piattone e gol vittoria. Tre nomi, due terzini e il danese, e un gol, per tre punti pesantissimi. In una serata che si prospettava semplice, ovviamente per chi di pallone capisce ben poco. Perchè - inutile fare la storia con i se e con i ma - se ci fosse stata di fronte l'Udinese classica, questa Juve avrebbe potuto fare di più, con molti più spazi a disposizione. Trovare costantemente undici uomini dietro la linea del pallone, arroccati in difesa è stata dura. Molto dura.

Cominciamo dal tecnico. Si diceva che non è in grado di governare un gruppo così complesso, con senatori, nuovi arrivi costosi, vecchi bidoni confermati, acquisti sbagliati. E' troppo giovane per farsi rispettare dicevano molti allenatori di squadre meno blasonate. Addirittura una vecchia pedina bianconera, già allenatore in Serie B, disse che "Del Piero è un peso e non invidio Ferrara!". Insomma l'idea è che a comandare sia Del Piero. Qualora fosse vero credo che la Juve ne beneficerebbe in intelligenza. Il problema è che Ferrara ha sempre avuto e continua ad avere idee sane e positive, continua a governare il gruppo nel migliore dei modi. Per esempio recuperando gente praticamente "persa" come Poulsen e Giovinco e Trezeguet, motivando e lanciando definitivamente i giovani (Marchisio, De Ceglie e Caceres), trovando gli equilibri pian piano, ma trovandoli (Chiellini e Cannavaro, Grosso e Caceres sulle fasce, Melo e chi di turno a centrocampo). E non avendo mai il gruppo pienamente disponibile, tra infortuni, ricadute e assenze. I cinque punti di ritardo sono presto spiegati: pareggio in casa col Bologna e infortunio col Napoli. Magari ci mettiamo dentro pure lo strano pari col Genoa e alcuni risultati poco positivi più per demerito proprio che merito altrui.

Del Piero in panca perchè la logica lo impone. Giovinco in campo perchè quel modulo funziona. Spompato Melo e si vede: tolto per un Sissoko già vivace. Buon Camoranesi che accusa un pò di stanchezza. Perfetti Caceres (finalmente voto alto in fase di copertura, altissimo in fase di spinta) e Grosso. Ottima la prova del bidone Poulsen, la cui media voto in realtà è più alta di gente blasonata e per questo protetta dalle critiche. Difesa quasi impenetrabile: attualmente Chiellini è il più forte in assoluto, Cannavaro pare aver scalato un paio di anni da quelli presenti all'Ufficio Anagrafe. Buffon ancora una volta elargisce doni. Ieri sera mancavano Marchisio, Iaquinta, Trezeguet e il miglior Del Piero. Le risate alle critiche post-partita di Ciro sulla Rai e a Mediaset credo dicano tutta la verità sul modo di gestire la sua prima vera Juve, al suo primo vero anno in panchina. Vai Ciro, siamo tutti con te!

P.S.
Mi piace ricordare un duetto spettacolare fra Del Piero e Diego, sulla sinistra: rivedremo ancora molte volte simili giocate. E' semplice riconoscere quel momento per le urla di gioia che si sono immediatamente sollevate.

P.P.S.
Siamo 16 milioni, quindi statisticamente di deficienti ne abbiamo nelle nostre fila. In particolare ieri sera a rappresentare questo strano genere umano erano in mille. Per intenderci erano quelli che cantavano - a quanto pare - "se non saltelli / muore Balotelli". Col cuore spero che l'attaccante nerazzurro ci punisca il prossimo 5 dicembre, con qualche gol tipo quelli che ti fanno vergognare di tifare per la squadra avversaria. Lo spero vivamente nell'attesa che simili stronzi siano allontanati dagli stadi italiani, in particolare l'Olimpico di Torino. Insopportabile pure che la Lega non prenda qualche tipo di provvedimento nei confronti della Juve, ma meglio ancora nei confronti dei tifosi: tipo dimezzamento biglietti o qualcosa del genere. Ecco il vero scandalo se ciò non dovesse avvenire. Come sarebbe pure scandaloso non punire Maicon per le cazzate dette dai dirigenti nerazzurri e per i precedenti, ultimo quello di Taddei. Ci sono immagini e c'è la stupidità di Maicon che non è nuovo a simili episodi, tutti con gli assistenti. Pensare che un brasiliano abbia detto "Fuck you", quando il labbiale è chiaro, o addirittura che abbia esclamato secondo Moratti "Biricchino di un guardalinee, perchè non me lo dai a favore?" è veramente assurdo. Ah già, parliamo di inter, quindi l'assurdo diventà realtà.

sabato 21 novembre 2009

Pronti via e subito rotti

Ma come si fa?! Ma come è possibile?! Proprio quando tutto sembrava ricomposto, la sfortuna torna ad essere protagonista. Dall'esaltazione per il rientro del Capitano, alla delusione per il nuovo stop a Marchisio (affaticamento) e Trezeguet (1 mese out, lesione muscolare). A ciò aggiungiamo pure le precarie condizioni di Sissoko, l'ancora convalescente Iaquinta.

Attacco dimezzato, valutando Del Piero recuperato (e certo non può esserlo del tutto). Centrocampo affidato dall'inizio dell'anno allo straripante Melo che gioca con caviglie in disordine, stiramenti e chi più ne ha più ne metta. Ciro Ferrara ti capisco e apprezzo la tua falsa serenità. Ha in mano una rosa altamente competitiva, invece deve ogni volta far la conta di chi manca e arrangiare un modulo a chi sta bene o fa finta di stare bene. E nonostante tutto ciò è ancora lassù, come da 112 anni a questa parte. Contro tutto e tutti.

Una breve parentesti, da legare al post di ieri: Ferlaino ha smentito Gazzoni e Zeman con dichiarazioni logiche. Praticamente quanto dicono tutti i critici a proposito del boemo: grandissimo tattico per la fase offensiva, situazione diametralmente opposta per quanto concerne la fase difensiva. Motivo per cui le sue squadre non hanno potuto mai realmente competere ad altissimo livello, laddove serve equilibrio. Perciò Ferlaino deciso di cacciarlo. Non c'entra nulla Moggi e non vedo il motivo per cui Moggi doveva sciupare giornate intere per assistere formazioni avversarie. Ma è la tattica di Zeman: quando nessuno se lo fila, spara minchiate così da costringere la stampa ad interessarsi a lui. Comunque resta uno dei tecnici più belli da vedere, intendendo il gioco che fa proporre alle proprie squadre. Se anzicchè perdere preziosi minuti a lanciare simili polemiche decidesse di studiare i metodi di difesa, acquisterebbe maggiore potere contrattuale. Ma è così che va il mondo.

Chiusa la parentesi la Juve va verso l'ennesima rivoluzione: 4-3-3, con Diego molto vicino a Del Piero e quindi ad Amauri. I tre di centrocampo sono gli intoccabili Camoranesi e Melo, con l'innesto di Sissoko. Pronti al subentro Poulsen e Tiago, in questo preciso ordine. In difesa dovrebbe riprendersi la fascia destra Caceres, mentre Grosso avrà ancora la meglio su De Ceglie. Chiellini e Cannavaro poi, nemmeno si discutono. Ma vale la pena di schierarsi in questo modo? La risposta è sì e la giustificazione è tanto semplice quanto logica.

Nessun attaccante a disposizione in panchina. L'unico che potrebbe andare a tappare eventuali buchi di stanchezza è Giovinco: esterno alto sulla trequarti (rispolverando il 4-2-3-1) o trequartista al posto di Diego (difficile una sua sostituzione) oppure ancora seconda punta al posto del Capitano. E' l'unico uomo a disposizione di Ferrara che può adattarsi ad ogni evenienza. Amauri dovrà sudare. Il 4-3-3 insomma garantisce a Ferrara diverse varianti da presentare a gara in corsa. Il più sicuro 4-2-3-1 presenterebbe invece un grosso rischio: nessuno in grado di sostituire Giovinco sulla fascia (non certo Del Piero, tanto meno De Ceglie abituato più al ruolo di centrocampista), nessuno in grado di dare il cambio a Camoranesi. Di necessità virtù insomma, e stavolta dovrò dare ragione a Ferrara (muovendoci nell'ipotesi che il modulo sia questo domani sera).

Nel frattempo manca poco alla sfida con l'inter e le due finali di Champions. E ci arriviamo con le ossa rotte, perchè difficilmente Iaquinta sarà a disposizione e al 100%, stesso discorso per gli altri che arriveranno spompati a Natale. L'infortunio di Trezeguet è un masso pesantissimo, insopportabile.

venerdì 20 novembre 2009

Moggi me lo impedì

C'è un problema nelle frasi di Zeman e di Gazzoni. Il primo è uscito per sua volontà dal calcio che conta, eppure ha tanti estimatori, certo non nelle squadre grandi perchè il suo gioco può produrre a certi livelli più sconfitte che gioie. Il secondo invece aveva in mente di diventare grande dirigente scoprendosi poi insignificante. Inadatto a guidare un grande club. Entrambi dicono "Moggi impedì che Zeman andasse in squadre tipo Bologna e Palermo". La domanda - e quindi il problema - è: "come? perchè?". Oltretutto la frase "me lo impedì" non gioca a favore dei protagonisti. Cioè, dite che prima di fare un passo chiedevate consiglio a qualcuno tipo Moggi? Se sì il fallimento è vostro.

Ora mi piacerebbe ricevere una risposta al "perchè" e al "come". Appurato questo scriverò quello che penso di Moggi. Solo però dopo aver ricevuto risposte serie. Al momento mi fa rabbia pensare che imbecilli del genere siano stati etichettati come protagonisti in un calcio che ho seguito e amato.

Inizia l'era Ferrara

Non cerchiamo né scuse né giustificazioni, né altro. Semplicemente guardiamo in faccia la realtà. Tale realtà racconta di rientri importanti, di ritorni di lusso, di ripartenze.

Iniziamo da quella fondamentale, per mille ragioni. Inizia finalmente a collezionare gettoni di presenza Alex Del Piero, il Capitano. Nessuno come lui. La sola presenza ufficiale è sintomo di risultato: impegno massimo. Spesso nella storia bianconera da quando Del Piero è al timone questo è coinciso con risultati sportivi. E' da qui che Ferrara riparte. E Del Piero ha per la prima volta un compito arduo: costruire il ponte fra la vecchia Juve e la nuova Juve, quella che non già dal prossimo anno, ma sicuramente fra due, non vedrà più Del Piero in rosa. Ecco allora che inizia col rientro di tutti la vera era di Ferrara. E sarà molto dura. Più di quanto lo sia stata finora.

A parte il Capitano che non può certo essere al 100%, Sissoko e Marchisio tornano a far compagnia a Felipe Melo. Tre fenomeni per due posti in campo, con finalmente un cambio importante da poter giocare durante i novanta minuti.

Dalla Nazionale ci troviamo una difesa al top, con esponente principale Chiellini: ancora a segno, ancora una prestazione da stropicciarsi gli occhi. Pedina insostituibile e ha solo 24 anni. Serve ora trovare un erede di Fabio Cannavaro, un vero principe della difesa. E, ironia, c'è un Ranocchia che aspetta un bacio dalla Vecchia Signora.

Solo con una Juve al completo è possibile iniziare a prendere appunti sui metodi-Ferrara. E quindi è possibile finalmente mettere Ciro sotto esame. Se non riesce ad acciuffare risultati con la rosa al completo, allora, beh, la dirigenza dovrà prendere provvedimenti: tornando sul mercato ascoltando le pretese di Ciro o semplicemente cambiare ulteriormente. Ma questi conti li faremo alla fine. Sperando che nel frattempo nulla venga distrutto. Per dirla breve: basta infortuni, per favore!

Intanto, ben tornato Capitano!